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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ehi calma.
    Va bene dare solidarietà alla famiglia Raciti e condannare le violenze di Catania.
    Ma non pensiamo che la polizia non abbia alcuna responsabilità.
    Conosciamo tutti i vari episodi in cui la polizia anzichè tutelare l'ordine ha caricato senza alcun motivo (si veda l'episodio di Paolo di Brescia) o ha provocato gli stessi ultras.
    E' sbagliatissimo pensare che i delinquenti e quelli che "sbagliano" siano solo da una parte, cioè quella degli ultras (fra l'altro, siamo sicuri che quelli che hanno ammazzato raciti siano veri ultras?).
    L'abuso di potere purtroppo non è raro.
    Se non ci fosseri gli ultrà non avremmo tutte le domeniche stadi blindati, e non ci sarebbero migliaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa.
    Io allo stadio ci sono andato spesso, e anche ora qualche volta mi capita di andarci, ma ti assicuro mai preso una manganellata.
    Io allo stadio ci vado, ma per vedere una partita.

  2. #22
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    COMUNICATO 06/02/2007

    Il decreto Pisanu ha fallito perché non si è mai aperto
    un confronto con i tifosi, il vero snodo del “problema”.

    NON RIPETETE L’ERRORE !!!

    Non si possono argomentare delle proposte di legge senza conoscenza
    specifica delle problematiche esistenti all’interno del mondo del Tifo.

    La chiavi della risoluzione delle problematiche inerenti la violenza sono
    legate a diversi aspetti:

    1) Prevenzione frutto di una concreta pianificazione della gestione dei
    trasferimenti e dei trasporti dei tifosi nel rispetto dei diritti e delle
    esigenze che essi hanno.
    Oggi ai tifosi organizzati vengono imposti trasferimenti da deportati,
    impossibilità di ottenere servizi per approvvigionarsi di cibo e bevande
    e soprattutto tempi d’attesa entrata/uscita dagli impianti sportivi tale
    spesso da impedire addirittura di assistere all’inizio degli incontri per
    cui si paga regolare biglietto, tutto questo induce inevitabilmente
    all’inasprimento dei rapporti con le forze dell’ordine che fattivamente
    impongono dette regole disumane.
    Oggi spesso e volentieri la pianificazione dei trasferimenti dei tifosi
    viene improvvisata da funzionari senza cognizione di causa.

    - Cosa fare:

    Ripristino e sostegno delle trasferte organizzate con treni a prezzi
    ridotti a beneficio di una facilitazione nell’attuare le strategia per
    accogliere e separare i tifosi specie negli incontri tra tifoserie divise da
    conclamate rivalità
    (proposta già condivisa in passato dalle stesse forze di polizia)

    - Cosa NON fare:

    Annullare le trasferte dei tifosi sarebbe, oltre che inattuabile,
    controproducente in quanto chi prova il desiderio di sostenere la
    propria squadra in trasferta sarà costretto ad acquistare biglietti per
    settori dove si troverà a diretto contatto con la tifoseria avversaria con
    gli evidenti rischi conseguenti.

    2) Dimenticare il “modello inglese” in quanto come dimostrato dalle
    statistiche britanniche non ha sortito altro effetto se non quello di
    spostare il problema all’esterno degli impianti sportivi (2 tifosi morti
    durante scontri tra supporters rivali negli ultimi anni lo testimoniano
    ampiamente), un politico che voglia veramente adoperarsi per il bene
    della collettività non può mirare a spostare un problema ma
    certamente a risolverlo.
    La realtà ampiamente documentabile del “felice” modello britannico è
    che i tifosi ancora oggi organizzatissimi, trovano nelle stazioni e nelle
    trasferte internazionali i nuovi campi di battaglia e sono ben lungi dalla
    resa.

    - Cosa fare:

    Ricondurre i giovani ai modelli d’educazione sportiva già contemplati
    dai programmi ministeriali scolastici ma che non vengono attuati a
    causa della scarsa considerazione attribuita all’educazione fisica
    nelle scuole.

    - Cosa NON fare:

    Vietare striscioni ed espressioni coreografiche che sono invece
    espressione della forza aggregante e costruttiva che unisce i Tifosi.

    3) Responsabilizzazione dei gruppi organizzati al fine di contribuire
    essi stessi ad adoperarsi per prevenire tutti quegli atteggiamenti che
    possono penalizzare le società per cui si fa il tifo.

    4) Attuazione di una politica di monitoraggio dell’informazione sportiva
    atta a reprimere ogni forma di strumentalizzazione della notizia e
    spettacolarizzazione di atti violenti o polemiche “sportive”.
    Le trasmissioni televisive sono oggi infestate da estremisti della
    provocazione che mascherati da opinionisti giocano con gli affetti dei
    Tifosi manipolando immagini e notizie a proprio piacimento con
    l’effetto di esasperare gli spettatori col solo scopo di fare“audience”
    con la logica che nel bene o nel male l’importante è che se ne parli
    (vedi moggi in tv) e che dimenticano come i Tifosi memori di questa o
    quella provocazione mediatica riversano poi il proprio risentimento
    negli stadi.

    - Cosa fare:

    Sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo aggregante e socializzante
    che ricoprono le Curve per i giovani invitando i rappresentanti delle
    Curve stesse a farsi promotori dei principi sui quali dovrebbero
    fondarsi ovvero il sostegno dei propri colori espletato a mezzo delle
    coreografie e della voce.

    - Cosa NON fare:

    Criminalizzare gli Ultras riconducendo ad essi le responsabilità di ogni
    evento violento di cui spesso essi stessi sono invece vittime.

    LA CRIMINALIZZAZIONE CREA CRIMINALI COME HA
    INSEGNATO CATANIA MENTRE I VERI ULTRAS HANNO A CUORE
    PIU’ D’OGNI ALTRO TIFOSO IL BENE DELLA PROPRIA SQUADRA
    E NON SI ADOPERANO CERTO PER PENALIZZARE O LEDERE
    LE PROPRIE SOCIETA’.

    5) Verifica Immediata delle reali cause relative i motivi che hanno
    portato al decesso dell’ispettore di polizia di Catania.
    Come documentato da diverse emittenti nazionali nella giornata
    successiva i fatti di Catania, (Intervista al Dott.Sergio Pintaudi al tg1
    delle 13.30 del 03/02 http://www.youtube.com/watch?v=Cfhf-Na7RNk)
    la morte dell’ispettore Raciti sarebbe conseguenza degli effetti del
    trauma prodotto da un oggetto metallico cilindrico che ha impresso
    sulla pelle una impronta a forma di stella e dell’inalazione di gas
    adoperati dalle stesse forze di polizia. Fatto che dovrebbe
    eventualmente indurre una profonda riflessione prima di proporre
    eventuali soluzioni.

    6) Ricondurre la discrezionalità del Questore nella commissione del
    DASPO, in quanto il Decreto Pisanu, ha di fatto creato le premesse per
    rendere gli stadi uno “stato di polizia” dove a chi dovrebbe tutelare
    l’ordine pubblico vengono attribuite funzioni “giuridiche” con la facoltà
    di proporre provvedimenti Daspo nei confronti di chiunque a
    prescindere dall’accertamento delle responsabilità.

    - Cosa fare:

    Utilizzare per la commissione dei provvedimenti di divieto d’accesso
    allo stadio una procedura garantista e mutuata dalla l. 1423/56 (legge
    quadro per le misure di prevenzione) al fine di far si che il Questore,
    sulla scorta dei verbali degli operatori di Polizia presenti allo stadio,
    proponga all’autorità giudiziaria (Giudice per le Indagini Preliminari)
    l’adozione del provvedimento interdittivo. E questi decida in autonomia
    ma fissando un vero contraddittorio con un’udienza a cui possa
    partecipare anche il tifoso interessato ed il suo legale di fiducia.
    Adottato un sistema sufficientemente garantista, poi, si può
    tranquillamente discutere anche sull’aumento della durata massima del
    provvedimento o sulle modalità di osservanza dello stesso (al posto
    dell’attuale firma in questura in occasione del match, permanenza per
    tutti i 90’ della partita all’interno del commissariato di pubblica sicurezza).

    - Cosa NON fare:

    Distribuire provvedimenti d’inibizione d’ingresso negli stadi come
    avviene oggi gratuitamente, senza discernere le singole responsabilità
    e senza concedere diritto di difesa a coloro che ne vengono fatti
    oggetto con l’effetto di creare le premesse per far si che il “naturale”
    rancore di chi viene colpito ingiustamente trasformi il medesimo in un
    violento futuro. Ed ancor di più svincolare i DASPO dal fatto/reato e
    riesumare forme di pericolosità presunta espunte dal nostro ordinamento
    da decenni.

    fonte: http://www.brigaterossonere.net/

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    5) Verifica Immediata delle reali cause relative i motivi che hanno
    portato al decesso dell’ispettore di polizia di Catania.
    Come documentato da diverse emittenti nazionali nella giornata
    successiva i fatti di Catania, (Intervista al Dott.Sergio Pintaudi al tg1
    delle 13.30 del 03/02 http://www.youtube.com/watch?v=Cfhf-Na7RNk)
    la morte dell’ispettore Raciti sarebbe conseguenza degli effetti del
    trauma prodotto da un oggetto metallico cilindrico che ha impresso
    sulla pelle una impronta a forma di stella e dell’inalazione di gas
    adoperati dalle stesse forze di polizia. Fatto che dovrebbe
    eventualmente indurre una profonda riflessione prima di proporre
    eventuali soluzioni.
    nessuno commenta???

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Daniele Visualizza Messaggio
    nessuno commenta???
    Arriveremo presto a dire che se Raciti è morto la colpa è della polizia...
    che squallore!!!!!

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da BeneAssoluto Visualizza Messaggio
    Se non ci fosseri gli ultrà non avremmo tutte le domeniche stadi blindati, e non ci sarebbero migliaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa.
    Io allo stadio ci sono andato spesso, e anche ora qualche volta mi capita di andarci, ma ti assicuro mai preso una manganellata.
    Io allo stadio ci vado, ma per vedere una partita.
    Quello che mi infastidisce di questi discorsi è l' ipocrisia e la superficialità di gente che si definisce camerata e quindi (dico io) rivoluzionaria soprattutto nel modo di pensare.
    Il problema va ben oltre lo stadio, la partita, la tifoseria.
    A mio parere la violenza spesso è determinata dalla rabbia o dalla paura, lo stadio è solo il contesto più "adeguato" (in senso lato ovviamente) in cui riversarla.
    In America Latina le risse in campo e fuori sono quotidiane e vi aderiscono ultras, polizia, calciatori ed arbitri... guardacaso quella zona del globo (esempio lampante ne è l' Argentina) sta attraversando un momento critico a livello sociale ed economico.
    Probabilmente se tutti noi fossimo nelle condizioni di un argentino medio, aspetteremmo con impazienza la partita per poter riversare la nostra rabbia (specialmente su chi serve lo stesso Stato che ci opprime).
    E' facile condannare per partito preso ma è anche stupido, forse prima di lanciare accuse a destra e a manca sarebbe il caso di chiedersi perchè certe cose avvengono!

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da BeneAssoluto Visualizza Messaggio
    Arriveremo presto a dire che se Raciti è morto la colpa è della polizia...
    che squallore!!!!!
    Giusto! Se le indagini porteranno a questo sarà meglio dire che non è morto per colpa di un candelotto fumogeno.....
    Tanto è colpa di Forza Nuova no?

    Guarda caso nessuno si scandalizza se diversi esponenti politici accusano Forza Nuova senza uno straccio di prova ma guai al mondo se uno chiede di analizzare realmente lo svolgersi degli eventi.
    Questo non vuol dire che nel caso vi fosse stata una dinamica di questo tipo "la colpa è della polizia", è chiaro che in un contesto di guerriglia urbana tra i fumogeni qualche novellino può aver sparato un lacrimogeno magari colpendo il Raciti che si trovava a distanza ed era coinvolto in qualche corpo a corpo.....

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianmario Visualizza Messaggio
    Giusto! Se le indagini porteranno a questo sarà meglio dire che non è morto per colpa di un candelotto fumogeno.....
    Tanto è colpa di Forza Nuova no?

    Guarda caso nessuno si scandalizza se diversi esponenti politici accusano Forza Nuova senza uno straccio di prova ma guai al mondo se uno chiede di analizzare realmente lo svolgersi degli eventi.
    Questo non vuol dire che nel caso vi fosse stata una dinamica di questo tipo "la colpa è della polizia", è chiaro che in un contesto di guerriglia urbana tra i fumogeni qualche novellino può aver sparato un lacrimogeno magari colpendo il Raciti che si trovava a distanza ed era coinvolto in qualche corpo a corpo.....
    Quoto in pieno!

  8. #28
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    Neanche bisognerebbe discuterne di certe cose. Da una parte minorenni,per lo più di estrazione medio-alta con giubbetti D&G che annoiati scatenano guerriglie urbane, dall'altra gente che lavora per tutelare chi con gli scontri non c'entra nulla e può trovarsi coinvolto. Tra l' altro mi sono anche rotto le palle che paghiamo tutte le domeniche 20.000 poliziotti(compresi gli straordinari) per tenere a bada gente chiamata "ultras" che vive di bassi istinti anarcoidi e si fa coraggio perchè in gruppo. Se Forza Nuova non è in grado di selezionare gli ingressi e per un iscritto in più recluta chiunque, poi non si può urlare alla repressione. Possibile che in tutte le città d'Italia scappa fuori sempre qualche forzanovista che fa una cazzata? Poi la gente come fa a fidarsi della nostra area? Per "gente" mi riferisco a tutti quelli che lavorano, che hanno famiglia e vogliono lottare per un ideale vero,che oggi purtroppo non esiste più. In assenza di un capo e di un partito di riferimento chiunque può definirsi fascista e creare un'idea e uno stile di vita "ad personam". Esempio lampante il thread di solidarietà a Caruso su DR. Roba da pazzi...

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da anconetano Visualizza Messaggio
    Neanche bisognerebbe discuterne di certe cose. Da una parte minorenni,per lo più di estrazione medio-alta con giubbetti D&G che annoiati scatenano guerriglie urbane, dall'altra gente che lavora per tutelare chi con gli scontri non c'entra nulla e può trovarsi coinvolto. Tra l' altro mi sono anche rotto le palle che paghiamo tutte le domeniche 20.000 poliziotti(compresi gli straordinari) per tenere a bada gente chiamata "ultras" che vive di bassi istinti anarcoidi e si fa coraggio perchè in gruppo. Se Forza Nuova non è in grado di selezionare gli ingressi e per un iscritto in più recluta chiunque, poi non si può urlare alla repressione. Possibile che in tutte le città d'Italia scappa fuori sempre qualche forzanovista che fa una cazzata? Poi la gente come fa a fidarsi della nostra area? Per "gente" mi riferisco a tutti quelli che lavorano, che hanno famiglia e vogliono lottare per un ideale vero,che oggi purtroppo non esiste più. In assenza di un capo e di un partito di riferimento chiunque può definirsi fascista e creare un'idea e uno stile di vita "ad personam". Esempio lampante il thread di solidarietà a Caruso su DR. Roba da pazzi...
    La domanda è :
    possibile che in ogni città d'Italia in cui succede una cazzata, sia sempre colpa di un forzanovista?

  10. #30
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    Vecchio articolo di Mellone:

    LUOGHI COMUNI:ALLO STADIO CON I CLONI
    di Angelo Mellone

    HOUELLEBECQUIAMO. Angelo 15, clone, ad Angelo 1, umano originario: «Oggi per entrare allo stadio m’è andata bene. Lo scanner di controllo dell’impronta ha rilevato congruenza con il mio tracciato genetico. L’esame del Certificato degli Atti di disturbo (contravvenzioni, turbolenze familiari, guida veloce ecc.) resta entro il minimo consentito di due infrazioni l’anno. Il mio posto m’ha salutato con un caloroso “Benvenuto, Angelo” in video collegamento con gli uffici della Questura. Il cyborg-steward ha ricordato i sette anni di reclusione previsti per qualsiasi atto d’ostilità diretto alla squadra avversaria, ad esempio alzarsi in piedi e inveire. Essendo l’ultima di campionato, il quantitativo d’applausi a disposizione e di battiti cardiaci sopra la norma è stato raddoppiato, sicché ho potuto applaudire per ben sei secondi al gol, a 100 battiti al minuto. È stato bellissimo!».

    Esagerata la cartolina-horror? Esagerata, certo. Ma, anno che passa novità che trovi, la vita del povero tifoso al cancello dello stadio tende ad assomigliare sempre di più un po’ alle file che fai in circoscrizione per chiedere lo stato di famiglia, un po’ alle pose fotografiche del carcerato, un po’ alla fiducia che ispira un turista afgano con la bandana di al-Zarqawi alla frontiera degli Stati Uniti. Raccontiamocela tutta: la Dea Sicurezza è divenuta il tarlo che ogni notte ci corrode il sonno: saremo abbastanza sicuri oggi, tra terrorismo, aerei che cascano come bucce di banana, polli infetti e suocere a piede libero? Preoccupazione eccessiva? Certo che no.
    Ma perché, dunque, si continua a pensare, in mezzo a tanta abbondanza di eventi, che gli stadi siano il Luogo Oscuro dove i peggiori crimini vengono perpetrati? Già le curve e i loro abitanti sono una zona grigia dove le regole costituzionali vacillano, e la flagranza è un concetto giuridico che un po’ svapora in differita. E poi le telecamere che ti scrutano, le foto che t’inchiodano i tic, il posto assegnato nominativamente manco ti dovessi portare il seggiolino da casa, le barriere che separano, i check che sfiancano, le divise che osservano, i maxischermi su cui scorrono minacciosi richiami al rispetto delle regole, i cori che si vietano. E tutto questo per ventidue mercenari strapagati che tirano calci a una sfera di cuoio, pure alleggerita?

    Tutto questo per una farsa dove comandano sempre i soliti e gli altri raccolgono le briciole?
    Qualche volta vien da pensare che tutto è congegnato per farti apprezzare il rassicurante cantuccio della tv a pagamento, la comodità del salotto di casa e della pizza con gli amici. Si risparmia pure: soldi, tempo, fatica, salute. E invece no, maledizione, hai bisogno di annusare l’erba vera (quella del campo da gioco, s’intende), schiattare col fiato del tuo vicino di posto, scarpinare per chilometri appresso a una maglia, farti venire la faringite e sentirti per un paio d’ore la settimana un incredibile testardo, campanilista, fazioso, guerrafondaio, antisportivo, umorale, idolatra, iconoclasta, anarchico, sedizioso, massificato, camerade dello sconosciuto accanto. Viva il campionato, viva le curve, viva l’Italia.

 

 
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