Mentre siamo ancora in piena tempesta mediatica per i fatti di Catania e giustamente ci diciamo che non si può morire per una partita di calcio, pongo a voi una domanda…
Senza scomodare motori di ricerca qualcuno di voi ricorda il nome del dirigente morto sui campi di terza categoria qualche settimana fa, quest’ uomo aveva una famiglia, questa famiglia verrà aiutata da qualcuno?
Non so quanti saranno in grado di rispondere, penso non molti, eppure anche questo è sintomo di una società degradata che non riconosce ormai alcun valore neanche alla competizione sportiva anche ad interessi economici estremamente più bassi.
Forse perché qui non si tratta di “servitori dello stato”, perché non c’è da mettere alla gogna gli ultras (mondo dal quale sono tutt’altro che acritico anzi… dopo 10 anni di militanza sono uscito anche perché troppe cose non mi piacevano, ma le puttanate lette anche qui sono davvero eccessive…), perché non ci sono stati campionati interrotti, e non mi pare che siano stati interrotti in altre occasioni nefaste eppure purtroppo c’è ne sono state molte altre, perché non ci sono state scritte sui muri e non è intervenuta la buoncostume a cancellarle aggiungo io giustamente, ma chiedete alla famiglia Paparelli dove stava sta buoncostume e chi andava a cancellare quelle scritte vergognose sui muri di Roma…
Magari sarebbe meglio per un attimo smettere di parlare di leggi speciali, modelli inglesi (poi su quali stadi, quegli scempi fatti per italia 90 con il magna magna di chi è ancora ai vertici del nostro calcio e costati davvero troppo a qualche operaio?), prese di distanza che accomunano destri e sinistri, fascisti, badogliani e comunisti….e riflettere sul valore della vita umana, di tutti (!!!) in ogni posto, che viene quotidianamente disprezzato!




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