



Riporto quanto mi disse tempo fa una gentile militante:
"Ai bei tempi, quando la Lega mandò a roma una bella pattuglia di deputati e senatori, eravamo talmente entusiasti da andare incontro fino alla stazione di Verona al nostro Giulio di ritorno da roma.
Sulla tratta Verona Brescia gli facevamo domande su domande per cercare di sapere tutto quello che accadeva in parlamento.
Dopo un pò di tempo cominciammo a capire che il "nostro" stava cambiando atteggiamento, non era più lui, in un certo senso si stava "romanizzando"..."
Probabilmente é umanamente inevitabile.










Certamente Wiston Churchill era uno degli uomini che firmarono il trattato di Yalta.Un uomo come Miglio, doveva contare qualcosa, se dava ospitalità ad un uomo di quel calibro proprio in quel periodo.Certamente causa quel trattato l’Italia non poteva dividersi in due, in quanto, se succedeva, il concetto fifty-fifty sulla sorte della penisola poteva essere messo in funzione ed il blocco sovietico poteva avanzare delle pretese.Ricordiamo che nel 1953 il Partito Settentrionale del popolo Cisalpino di Giorgio Zapparoli era formato da persone uscite dal PCI ed era affiancato dalla “Associazione amici della Jugoslavia”.


Sostenere che i leghisti abbiano come proprio leader un cerebroleso non significa accanirsi, ma semplicemente ricordare la triste realtà a povera gente disperata.
Ricordare chi è il peggiore e più subdolo nemico dell'indipendanza, non è alternativo, anzi, al dedicarsi a qualcosa di costruttivo.


La "povera gente" può essere al massimo delusa,
mentre probabilmente il vero disperato sei tu.
E' sottointeso che il peggior nemico dell'indipendenza sarebbe Bossi più di tutti gli altri bolidisci scendralisdi idaliani.
Solo un cerebroleso può affermare una cosa simile con convinzione.
Forse scherzavi...![]()

