











Non ho posizioni preconfezionate su Evola e Guenon. Sono autori che vanno comunque letti perchè alcune cose sono interessanti. Ma la prassi geopolitica non può avere nulla a che fare con le sue tesi se non riprendendone il concetto di tradizione, posposto sul piano politico e storico, evitando di usare T maiuscola o riferimenti impropri. Per il resto le posizioni politiche di Evola si prestano nella maggior parte delle riletture al peggior occidentalismo "bianco e cristiano", che di certo non va nella direzione dell'eurasismo.
Il fatto che Dugin recuperi alcuni aspetti evoliani non gli ha impedito di recuperare alcuni aspetti del Bolscevismo.
Sul piano geopolitico (cioè economico, energetico, strategico e politico) la questione è sempre impostata sulla logica dei due blocchi: capitalismo contro socialismo. Se poi vogliamo infarcire il tutto affermando che l'Eurasia fa il culo agli Usa perchè ha culture e letterature (dunque tradizioni materiali e concrete) dei controcazzi, a me sta benissimo, anzi... è importante: l'affermazione della multipolarità come ricchezza storica e spirituale. Ma più presumibilmente l'individualismo può essere assunto come origine dei mali sul piano sociale, economico, storico e spirituale.
Ultima modifica di Stalinator; 18-02-10 alle 20:40




Sull'Islam Evola ha sempre appoggiato l'integralismo della Sharya quasi a livello di waabitismo bocciando il panarabismo e le forme più "riformatrici": probabilmente oggi Evola considererebbe Ahmadinejad un socialista semitizzato o stronzate del genere.
Il sufismo che studia Mutti è diverso dall'integralismo saudita difeso a suo tempo da Evola (in contrapposizione a Nasser), è legato comunque al sunnismo ed è un atteggiamento all'Islam profondamente influenzato dalla tradizione turcofona e persiana: infatti è diffuso più che altro in Asia trans-caucasica e centrale.



