
Originariamente Scritto da
ultimo baluardo
in ogni caso penso che non si puo' avere la botte piena e la moglie ubriaca...
un accordo tra chi vuole un italia unita in nome dei principi Repubblicani e l'idea indipendentista ( quella vera ) non sara' mai possibile..
Capisco e da Sardo condivido, seppur parzialmente le vostre idee, molto democratiche, e capisco la rabbia che avete, capisco lo sfrutamento spirituale e materiale a cui siete costantemente sottoposti. Capisco la vostra risolutezza nel non accetare più compromessi. Eppure se ci pensate bene, l'idea di levare le regioni, e accreditare enormi poteri alle province, possa essere un passo fondamentale per quella frangia di persone che la pensa come voi, ma che allo stesso tempo nonriesce a rinunciare, per i loro motivi ideologici, a un italia unita. Non dimenticate inoltre che gran parte delle responsabilità di tutto questo casino è dovuto in gran parte alla giovinezza della Repubblica italiana e al fatto che i Savoia per primi hanno voluto strafare annetendo il sud italia alla loro corona. Potevano tranquillamente già da allora pensare ad un italia federale, invece hanno preferito lo stato centrale, con tutti i rischi a cui si andava incontro. Cosa è stato il brigantaggio se non una resistenza, una ribellione all'invasione dei Savoia e al loro stato centralizato e unificatore? Considerate lo sfrutamento perpetuato dal nord nei confronti del sud a fine ottocento e ai primi del novecento. Ora quello che ha passato il sud lo vivete voi del nord. Ma fare un passo indietro non lo ritengo costrutivo ne per il nord ne per il sud. I problemi non cambierebbero se in uno stato lombardo Milano fosse la città centralizante. Le province vorrebebro loro stesse le autonomie che Milano nonpotrebbe concedere.
Rifletete dunque sulla neccessità delle province autonome. Sono sicuro che tanti problemi non si porrebbero più. Non solo. Al fianco delle province autonome sarebbe basilare suddividere i poteri anche pe rcittà. Ad esempio il governo a Milano, il parlamento a Firenze, il Presidente della Repubblica a Roma. Insomma decentralizzazione delle istituzioni.
Spero di non provocare reazioni violente a queste mie proposte, vorrei solo aprire una discussione pacifica e costrutiva con gli autonomisti, riconoscendo ampiamente le loro ragioni e i loro diritti. Il mio è il punto di vista di un Repubblicano Minarchico Liberale che capisce profondamente le ragioni degli autonomisti e che propone dei compromessi. In fondo l'arte della politica è l'arte del compromesso e del punto d'incontro tra ideali differenti ma condivisibili.