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  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da juanna maria Visualizza Messaggio
    no creo chi Tziu Lilliu aiat cuatu le tavolette...boh a mie Pittau non est chi mi siet metta simpaticu
    Juannedha, no est kistione de simpatia... innoghe si tratat de iscienza et istoria. Lu isco ka Tziu Lilliu ti est meda simpatiku e Pittau no... ma...
    Mi spiego ancora. Se anche l'altra affermazione di Juanna (su DNA sardu narat ka est Sardu...) fosse documentata (juanna podes portare documentazione de kusta kosa de su DNA sardu?) se fosse accertato che il DNA degli antichi sardi era SARDO autoctono... a differenza di quello etrusco che sarebbe Mediorientale e non ITALICO, come molti archeobuoni sostengono... questa distinzione annullerebbe le affascinanti tesi di Pittau e anche di Frau che danno agli etruschi ORIGINI o PARENTELE STRETTE con i SARDI. Sarebbe un peccato!
    ma io ci vedo invece la soluzione. Una soluzione che darebbe in parte ragione a Frau e Pittau, se si togliesse quel piccolo equivoco... ..
    Sulla scrittura... ragazzi, siamo un poco in ritardo. la scrittura SARDA esisteva eccome! Gigi Sanna da una parte e L. Melis con l'amico Bruno Vacca dall'altra hanno concluso le ricerche sulla SCRITTURA DEGLI ANTICHI SARDI. ... ma questo è fuori TOPIC...
    SHAR

  2. #12
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    sbaglio o il libro si chiama SARDOA GRAMMATA???????
    è un libro molto interessante, purtroppo l'ho sfogliato solo in biblioteca
    dato che ha un costo proibitivo (80€)

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da FrantziscuMedda Visualizza Messaggio
    sbaglio o il libro si chiama SARDOA GRAMMATA???????
    è un libro molto interessante, purtroppo l'ho sfogliato solo in biblioteca
    dato che ha un costo proibitivo (80€)
    Il prezzo è proibitivo ma non poteva mancare nel mio scafale!

  4. #14
    iRS: Casteddu, Bologna, Radio
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    potendo la prossima volto lo fotocopio!

  5. #15
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    mi potete consigliare dei libri sulla storia dei SHARDANA?
    per capire meglio la loro origine e la loro società.

    grazie

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da qwerty1 Visualizza Messaggio
    mi potete consigliare dei libri sulla storia dei SHARDANA?
    per capire meglio la loro origine e la loro società.

    grazie
    In ordine cronologico:
    alcuni "classici":
    - SHARDANA I POPOLI DEL MARE €. 15.00 (L. Melis)
    - LA FLOTTA SHARDANA €. 15.00 (G. Pisu)
    - SHARDANA I PRINCIPI DI DAN €. 15.00 (l. Melis)...
    ALtri li puoi trovare elencati sul sito www.shardana.org
    compresi quelli bellissimi di CARTA RASPI (STORIA DI SARDEGNA... parla ANCHE dei shardana) e
    LA CIVILTA' NURAGICHE e IL MARE di Bruno Vacca ...
    Anche il libro di S. frau "le colonne d'ercole" parla di shardana..
    Shar

  7. #17
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    grazie...... appena posso ne compro uno, da dove mi consigli di iniziare?

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da qwerty1 Visualizza Messaggio
    grazie...... appena posso ne compro uno, da dove mi consigli di iniziare?
    Ti do un consiglio, che NON è disinterassato ... il primo ... gli altri (con l'eccezione di Carta raspi) sono usciti sull'onda del successo di questo e a completamento... quello di frau è uscito in contemporanea nell'estate 2002...
    SHARDANA I POPOLI DEL MARE DUNQUE .. comunque scherzo, decidi tu... dopo esserti documentato sul web... basta cercare SHARDANA su google... o anche direttamente su GOOGLE BOOKS:http://books.google.it/books?q=shard...libri&as_brr=0 qui puoi dare un'occhiata la contenuto del libro...
    SHAR

  9. #19
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    Associazione Wikimedia Italia : sono aperte le iscrizioni per l'anno 2007

    Popoli del mare
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
    Vai a: Navigazione, cerca

    Bronzetto sardo (Guerriero Shardana ?) - Cagliari - Museo Archeologico Nazionale"'Popoli del mare"' è il termine moderno utilizzato per identificare un insieme di popolazioni chiamate collettivamente Haunebu (con il significato di "dietro-le-isole") in documenti dell'antico Egitto.

    Si tratta di genti che navigavano e compivano incursioni nel Mediterraneo orientale e che tentarono di penetrare in Egitto alla fine della XIX dinastia e nel quinto anno di regno del faraone Ramesse III, della XX dinastia.

    Indice [nascondi]
    1 I documenti antichi
    2 Teorie sui "Popoli del mare"
    2.1 Šardana o Šerden
    2.2 Lukka
    2.3 Eqweš o Akawaša
    2.4 Tereš o Turša
    2.5 Šekeleš
    2.6 Peleset
    2.7 Zeker o Tjeker
    2.8 Danuna o Denyen
    2.9 Wešeš
    3 Collegamenti esterni



    [modifica] I documenti antichi
    I Popoli del mare (nȝ ḫȝt.w n pȝ ym) nei geroglifici








    La prima menzione di queste genti compare in un'iscrizione di Merenptah (nel 1225 a.C. o 1208 a.C.) che ricorda la sua vittoria su una prima ondata di invasione, nella quale avrebbe ucciso 6.000 nemici e fatto 9.000 prigionieri. L'attacco venne condotto da un'alleanza composta da tre tribù dei Libi (Libu, Kehek e Mushuash) e dai "popoli del mare",, costituiti da cinque gruppi (Eqweš o Akawaša, Tereš o Turša, Lukka, Šardana o Šerden e Šekleš) .

    In una iscrizione del tempio funerario di Ramesse III a Medinet Habu (Tebe) questi racconta di aver dovuto fronteggiare, circa venti anni più tardi, una seconda invasione degli Haunebu, che sconfisse in una battaglia navale dopo che questi avevano distrutto diverse città degli Ittiti e dei Mitanni. I popoli del mare si erano alleati questa volta con i Filistei ed erano costituiti da Peleset, Zeker o Tjeker, Šekeleš, Danuna o Denyen, Šerden e Wešeš.

    In questa iscrizione i nomi geroglifici dei Peleset e degli Zeker si accompagnano ad un determinativo che indica una popolazione (un uomo e una donna), piuttosto che ad uno militare e sembrerebbero dunque indicare un esercito accompagnato dalle proprie famiglie e dai propri beni. Sui rilievi del tempio sono rappresentate queste popolazioni: viaggiano su carri a ruote piene trainati da buoi o su battelli decorati da teste di uccelli alle estremità e i soldati portano elmi con alte piume.

    Alcuni dei popoli citati compaiono anche singolarmente in altri casi, come i Denyen, citati durante il regno di Amenhotep III, e i Šardana che risultano tra i mercenari di Ramesse II.


    Iscrizione di Medinet Habu - Ramesse III vittorioso sui Popoli del mare.
    I "Popoli del mare" compaiono nuovamente in un'altra serie di documenti di datazione incerta, forse agli inizi del XII secolo a.C.. Il re ittita Suppiluliuma II inviò infatti una lettera all'ultimo re di Ugarit, Hammurabi (1191-1182 a.C.), mettendolo in guardia dai "Shikalayu che vivono su barche", forse identificabili con i Šekleš della prima lista. Poco dopo i documenti ittiti menzionano la caduta di Ugarit, che non sarebbe più stata ricostruita.


    [modifica] Teorie sui "Popoli del mare"

    Bronzetto sardo - Cagliari - Museo Archeologico NazionaleIl periodo in cui si collocano gli avvenimenti citati nei documenti, alla fine dell'età del bronzo, era un momento di grande crisi per il mondo mediterraneo, che vide l'"invasione dorica", il crollo dei regni micenei e quello dell'impero ittita e di altri antichi stati orientali: la brusca fine di queste civiltà indusse a ritenere che fosse stata l'invasione dei "Popoli del mare" a provocarne la fine, ma il loro ruolo fu probabilmente solo quello di scatenare quella che era già una crisi interna sociale e politica di questi antichi regni. Inoltre molte città, in realtà, sopravvissero indenni, come Carchemish, Biblo e Sidone.

    Una teoria di Nicolas Grimal attribuisce la fine dei regni dei Mitanni, degli Assiri e di Babilonia agli attacchi di una popolazione nomade o seminomade che viveva ai margini delle terre urbanizzate, conosciuto in lingua accadica come Habiru (con cui alcuni hanno voluto identificare gli Ebrei). La vittoria di Ramesse III sarebbe stata solo una scaramuccia, amplificata nella descrizione dell'iscrizione.

    Secondo Eberhard Sangger, i popoli del mare sarebbero invece identificabili con popolazioni di stirpe greca: gli 'Eqweš o Akawaša con gli Achei e i Denyen con i Danai (o Dananoi). I "Popoli del mare" sarebbe stati i veri fondatori delle città-stato micenee, la cui distruzione sarebbe avvenuta successivamente in seguito ad una lunghissima serie di lotte intestine, e non a causa dell'"invasione dorica", compiendo qualche sporadica incursione al di fuori dei lori territori intorno al mar Egeo che sarebbero state ricordate nei documenti egizi.

    Gli stessi Filistei, stanziati nella costa meridionale dell'odierna Israele, citati anche nella Bibbia, vengono ritenuti in questa ipotesi una popolazione di stirpe greca, che avrebbe invaso l'area, sovrapponendosi alla precedente civilizzazione cananea. Le evidenze archeologiche mostrano i segni della distruzione dei precedenti insediamenti cananei della tarda età del bronzo e sembrerebbero mostrare tracce successive di numerosi apporti di origine esterna, principalmente egea. In particolare la ceramica sembra inizialmente appartenere alla tradizione micenea (Miceneo III C) ed evolversi progressivamente nella ceramica filistea, in cui gli influssi egei si sono fusi con la tradizione locale. Lo stesso fenomeno sembrerebbe manifestarsi anche in altri campi, dall'architettura alla religione e sembrano esistere tracce linguistiche di origine indoeuropea. Altri studiosi (tra cui Sherratt Drews) ritengono tuttavia che le origini dei Filistei sarebbero invece da ascriversi ad un'evoluzione locale della civiltà cananea.

    Alcuni dei "Popoli del mare" sono stati anche identificati con popolazioni provenienti dall'Europa centrale o dalla penisola italiana, sulla base di alcune somiglianze tra oggetti provenienti da queste zone e altri rinvenuti nei siti che sono ritenuti essere stati distrutti da queste invasioni, dove in precedenza sembrerebbero essere stati completamente assenti. I Šekleš o Šekeleš sarebbero identificabili dunque con i Sicani, i Tereš o Turša con i Tirreni, ossia gli Etruschi, e i Šardana o Šerden con i Sardi.

    Un'altra ipotesi suggerisce l'identificazione dei "Popoli del mare" con i mercenari di origine settentrionale e orientale, assoldati negli eserciti micenei ed egiziani, che si sarebbero ribellati saccheggiando le città e portando alla fine gli antichi regni della Grecia e del Vicino Oriente.

    Una recente proposta di Sanford Holst suppone invece l'identificazione dei "Popoli del mare" con popolazioni provenienti dall'Anatolia e dalle coste del Mar Nero, che sarebbero state costrette a spostarsi da una sopravvenuta carenza di cibo e si sarebbero alleate con i Fenici con lo scopo di trovare nuove terre su cui stanziarsi: secondo questa ipotesi è questo il motivo per il quale i centri fenici si sarebbero salvati dalla distruzione.

    In contrasto con molte delle teorie riportate i documenti egiziani dicono tuttavia che praticavano la circoncisione ed erano di origine semitica. Sulla base di questo dato si è sviluppata una teoria, che non ha tuttavia avuto gran seguito, che identifica i Peleset con i Filistei e gli altri nomi citati con alcune delle dodici tribù di Israele (Denyen o Danua > tribù di Dan; 'Šekleš > tribù di Issacar; Wešeš > tribù di Aser; Tjekker o Zeker > tribù di Manasse), Queste tribù si sarebbero staccate da una confederazione con i Filistei per riunirsi quindi alle altre tribù di Israele. Questa teoria è fortemente in disaccordo con il racconto della nascita delle tribù tradizionali nella Bibbia.





    [modifica] Šardana o Šerden

    Bronzetto sardo - Cagliari - Museo Archeologico NazionaleCitati nei documenti a partire dal XVI secolo a.C. e spesso utilizzati come mercenari, li troviamo impiegati nei due campi opposti nella battaglia di Qadeš. Piuttosto che con i costruttori dei nuraghi, spostatisi verso est, sono forse identificabili con i colonizzatori della Sardegna che sconfissero le popolazioni indigene mettendo fine alla civiltà nuragica: l'isola avrebbe quindi preso il nome da essi. I documenti egiziani sembrano inoltre riportarli più tardi inseriti tra la popolazione locale come possessori di terre. Il nome della città storica di Sardi (Sardeis) ha fatto ipotizzare anche un loro stanziamento o una loro provenienza dalla Lidia, una regione dell'Asia Minore prossima alla Licia, collegata invece con i Lukka.

    Secondo una teoria di Sergio Frau, che ha avuto larga diffusione mediatica, partendo dall'ipotesi che le mitiche Colonne di Ercole non corrispondano allo stretto di Gibilterra, ma al canale di Sicilia, al centro del Mar Mediterraneo e che quindi la mitica Atlantide, situata secondo il racconto di Platone oltre questo punto, non sia altro che la Sardegna, si ipotizza che i Šardana corrispondano alle popolazioni che crearono la civiltà nuragica, distrutta da grandi inondazioni di cui esisterebbero prove geologiche. In seguito a questa distruzione le popolazioni, si sarebbero spostate, approfittando della propria padronanza dell'arte della navigazione, nelle terre più ricche del Mediterraneo orientale, invadendo l'antico Egitto. Tale teoria sarebbe suffragata da una somiglianza ravvisata tra i bronzetti nuragici e raffigurazioni presenti in alcune tombe egizie dell'epoca dell'invasione. Alcuni Šardana sarebbero quindi emigrati nella penisola italica, dove avrebbero dato origine alla civiltà etrusca.

    La teoria di Leonardo Melis nel suo Shardana i popoli del mare li fa provenire da Ur nel 2000 a.C. circa, dopo il decadimento dell'impero accadico.


    [modifica] Lukka
    Dovevano occupare la costa meridionale dell'Anatolia e l'isola di Cipro ed erano considerati nei documenti ittiti un vero e proprio stato con dominio sul mare. Successivamente si stanziarono forse nella regione anatolica della Licia. Con i Licii stessi vengono identificati, e si tratterebbe allora di una popolazione indoeuropea. Il nome di tale popolazione viene fatto derivare dalla radice indoeuropea *leuk- *luk- ("luce")


    [modifica] Eqweš o Akawaša
    Forse identificabili con gli Ahhiyawa degli archivi ittiti di Hattusa e Ugarit, ossia probabilmente gli "Achei", micenei di stirpe greca, che dovevano essersi già stabiliti sulla costa occidentale dell'Anatolia: la Millawanda dei testi ittiti potrebbe essere identificata con Mileto, mentre Wiluša indicherebbe forse Troia.

    Un ostacolo a questa identificazione tra Eqweš e Ahhiyawa, o Achei, consiste tuttavia nel fatto che i primi sembra praticassero la circoncisione e che quest'uso è piuttosto insolito tra le popolazioni indoeuropee, di cui gli Achei fanno parte.


    [modifica] Tereš o Turša
    Popolo di stirpe probabilmente non indoeuropea stanziato nella parte settentrionale dell'Anatolia, sembrano collegati ai Tirsenoi o "Tirreni", ossia agli Etruschi. Questa identificazione sembra avvalorare il racconto di Erodoto circa l'origine anatolica di questo popolo. Un'indicazione dei rapporti con una popolazione di Tirreni o Etruschi col mondo mediterraneo orientale sembrerebbe fornita dall'iscrizione di Lemno, rinvenuta nel 1885, in cui è attestato un dialetto simile alla lingua etrusca.

    In alternativa alcuni studiosi mettono in relazione il loro nome con l'ebraico Taršiš e con l'iberico (?) Tartessos.


    [modifica] Šekeleš
    Forse identificabili con la popolazione non indoeuropea dei Sicani, che si sarebbe trasferita in Sicilia dopo essere stata respinta in Egitto.

    Secondo un'altra ipotesi la loro provenienza sarebbe dalla città di Sagalassos in Pisidia e sarebbero identificabili piuttosto con Siculi, popolazione indoeuropea che si sarebbe stanziata nella Sicilia orientale.

    Sulla base essenzialmente del nome è stato anche proposto un loro legame con la popolazione dei Saci, dei quali dovrebbero essere il "ramo marittimo".


    [modifica] Peleset
    Sono identificabili con la popolazione (forse non indoeuropea) dei Filistei, documentata anche nella Bibbia, secondo cui provenivano da Kaftor, forse identificabile con Creta.


    [modifica] Zeker o Tjeker
    Menzionati anche dai documenti ittiti sembrano costituire insieme ai Peleset un gruppo omogeneo, distinti solo in quanto dediti alle attività marinare.

    Sono stati anche messi in relazione con i Teucri e con i Tocari dell'epoca antecedente alla migrazione pontica.


    [modifica] Danuna o Denyen
    Di provenienza anatolica, è stata proposta una loro identificazione con i Danai, altro nome dei Micenei di stirpe greca.


    [modifica] Wešeš
    Forse in relazione con la città di Wiluša, che a sua volta è forse identificabile con Troia.





    [modifica] Collegamenti esterni
    Descrizione dei diversi popoli del mare
    (EN) I Popoli del mare e i Filistei sul sito dell'Università statale di Pennsylvania
    Un riassunto giornalistico sulla controversia riguardo l'identificazione dei Šardana
    (EN) Le teorie di L.Melis riportate in un articolo del II congresso mondiale di studi sul matriarcato.
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Popoli_del_mare"
    Categorie: Egitto antico | Popoli antichi

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da shardanaleo Visualizza Messaggio
    Juannedha, no est kistione de simpatia... innoghe si tratat de iscienza et istoria. Lu isco ka Tziu Lilliu ti est meda simpatiku e Pittau no... ma...
    Mi spiego ancora. Se anche l'altra affermazione di Juanna (su DNA sardu narat ka est Sardu...) fosse documentata (juanna podes portare documentazione de kusta kosa de su DNA sardu?) se fosse accertato che il DNA degli antichi sardi era SARDO autoctono... a differenza di quello etrusco che sarebbe Mediorientale e non ITALICO, come molti archeobuoni sostengono... questa distinzione annullerebbe le affascinanti tesi di Pittau e anche di Frau che danno agli etruschi ORIGINI o PARENTELE STRETTE con i SARDI. Sarebbe un peccato!
    ma io ci vedo invece la soluzione. Una soluzione che darebbe in parte ragione a Frau e Pittau, se si togliesse quel piccolo equivoco... ..
    Sulla scrittura... ragazzi, siamo un poco in ritardo. la scrittura SARDA esisteva eccome! Gigi Sanna da una parte e L. Melis con l'amico Bruno Vacca dall'altra hanno concluso le ricerche sulla SCRITTURA DEGLI ANTICHI SARDI. ... ma questo è fuori TOPIC...
    SHAR

    dna sardu, vedi Cavalli Sforza
    unu potet essere affascinato da un popolo e quello estrusco lo è, ma da quì a trovare parentele ce ne passa!, erano ottimi amici e avevano strtti contatti, matrimoni anche...così dicono gli studiosi

    con Pittau, anzi di Pittau devo ancora digerire la sua "romanizzazione" delle barbagie a "opera" delle barbaricine...gli posso volere bene?


    sulla scrittura che ci sia o non ci sia, non sminuisce una cultura, può darsi che c'è in forme che non riteniamo tali...o che c'è ma non la sappiamo leggere

 

 
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