no, ma non è che se uno muore o è a rischio diventa automaticamente un santo. Marco Biagi era pure lui un servo, tanto per dire, e gli effetti del progetto da lui elaborato su commissione lo dimostrano.


no, ma non è che se uno muore o è a rischio diventa automaticamente un santo. Marco Biagi era pure lui un servo, tanto per dire, e gli effetti del progetto da lui elaborato su commissione lo dimostrano.


Già il fatto che uno, per definire le sacrosante prerogative dei lavoratori pubblici, usi l'espressione "privilegio" ben rappresenta come siamo messi in Italia. Il privilegio è quello del capitalista rispetto al salariato, non i diversi gradi di licenziabilità.....


il privilegio è quello di quel 50 enne che entra in ufficio alle nove e mezza esce alle tre e l'unica attività che compie è: lettura del giornale e navigazione in rete. quello non è un privilegio???e di questi è pieno nella PA, smettetela di difendere una posizione privilegiata. su questo i sindacati si comportano da corporazione come i tassisiti. che schifo.


Complimenti, hai descritto benissimo la tipica attività del padroncino di piccola impresa che lucra sulla pelle dei lavoratori, possibilmente in nero. Per il resto, dialogare con uno che l'idea del mondo del lavoro pubblico se l'è fatta leggendo Corriere della Sera o sole 24 ore e che si definisce "liberale di destra" non mi interessa.


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E che promuove forme di protesta che si traducono nel blocco stradale, nella sospensione dell'informazione, nella chiusura delle pompe di benzina, ed iniziative simili a causa delle quali finisce col pagare l'insieme intero (compresa, quindi, la parte vicina a quelle idee) dei cittadini.


Mah forse stai descrivendo il padrone della grande impresa, nella piccola o piccolissima le cose non stanno affatto così, spesso in questo tipo di aziende il titolare è quello che lavora più di tutti........e senza garanzie.
Per quanto riguarda il previlegio nel pubblico impiego far finta di non vedere quello che è sotto gli occhi di tutti è scandaloso, soprattutto quando esiste un esercito di lavoratori precari senza garanzie senza maternità senza malattia ecc ecc ecc.
Nessuno ha paura di dirlo, anzi è proprio il contrario si evita spesso di parlare di fancazzismo del pubblico impiego perchè questo è un fenomeno che riguarda tutti nel senso che quasi tutti hanno un parente vicino dipendente pubblico (soprattutto nel centro sud) )e quindi questo è un argomento che non appassiona.


Piccolo equivoco di fondo:
O si privatizza del tutto il pubblico impiego e si elimina definitivamente la figura del dipendente della P.A. o si vieta per legge alle P.A. di assumere di fatto personale con contratti tipo Co.Co.Pro., consulenti ed anche (secondo me) a termine, andando comunque ad incidere in modo sostanziale sulla produttività ed andando ad applicare rigorosamente anche la parte relativa ai doveri che già oggi i contratti di lavoro della P.A. prevedono.
La schifezza dei precari costretti a sobbarcarsi il lavoro di tre o quattro dipendenti di ruolo nel medesimo ufficio è a mio avviso dovuta proprio alla contemporanea sistenza negli stessi uffici di entrambi i tipi di contratto.

