



Per molti versi era un grande, anche se a me risulterebbe impossibile fare la vita che ha fatto lui. Mi considererebbe uno dei tanti, uno della moltitudine; proprio quelli che lui non sopportava.
Forse solo nascendo a Los Angeles si diventa così.
Comunque questa è bellissima
Resistere, resistere, resistere![]()
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.




Guarda che Bukowski è stato TUTTO tranne uno "scrittore" con l'accezione che intendi dargli tu.
In più, in America non lo conosce quasi nessuno, non ha mai fatto soldi con i suoi libri, se non in tarda età, quindi ha sempre dovuto lavorare o vivere di espedienti, tipo social security...per intenderci.
Una sera a San Francisco ha tenuto un "recital" di poesia e "altro" in una specie di pub, c'erano massimo 25, 30 persone, ed erano già tantissime perchè San Francisco è una città colta e di stile europeo....con l'UNiversità di Berkeley a due passi, poi c'è la San Francisco State, la Kennedy University, il California Institute of Integral Studies, l'Academy of Arts, eccetera...
Definire Bukowski "letterario", ma dove?
Bukowski è più famoso in Europa che in USA.


[QUOTE=marcejap;5374764]Per molti versi era un grande, anche se a me risulterebbe impossibile fare la vita che ha fatto lui. Mi considererebbe uno dei tanti, uno della moltitudine; proprio quelli che lui non sopportava.
Forse solo nascendo a Los Angeles si diventa così.
Tutt'altro, aveva la massima simpatia per la gente comune perchè tale si considerava e tale voleva essere, mentre gli stavano terribilmente sul cazzo quelli ricercati, quelli colti, quelli che si davano un tono, (da intendersi nelle loro accezioni stereotipate).
Era uno che sopportava a malapena se stesso e quelle persone semplici, tutti gli altri proprio non li vedeva




Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle




Ma dico, hai mai provato a sbarcare il lunario a Los Angeles?
Bukowski VUOLE essere commerciale.
Provaci TU ad esserlo e vediamo i risultati...sembra facile.
Bukowski non ha MAI avuto pretese "letterarie", ma solo semplicemente sbarcare il lunario in una realtà che non gli è MAI piaciuta, e lo capisco, L.A. è un orrore. La digeriscono solo i miliardari.
L'unica cosa cui tendeva era lavorare solo se costretto...e dello scrivere, o lo scribacchiare, come ti pare, non gliene fregava un cazzo, non aveva alcuna pretesa, ed è questo che va rispettato.
Va rispettato uno che ha sopravvissuto, restando umano, in una realtà DISUMANA.
Questo, con tutti i suoi enormi difetti, lo rende simpatico e friendly.