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  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Thumbs up Non sarebbe forse il caso di imparare qualcosa dalle donne?...

    cari amici
    oggi il Comandante Fecia di Cossato, diciamo cosi’, ha deciso di abbracciare la causa femminista e l’occasione e’ stata la manifestazione di ieri a Piacenza promossa simultaneamente dalle ‘Donne in nero’ e da Alternativa Sociale. Mentre le prime hanno indetto la mattina una manifestazione contro gli orrori della guerra e di solidarieta’ nei confronti di ‘Simona e Simona’, nel pomeriggio gli esponenti del movimento di Alessandra Mussolini hanno organizzato un banchetto per divulagare le loro idee. La stessa Alessandra Mussolini si e’ detta ‘preoccupata per il due milioni di africani pronti a sbarcare sul nostro territorio. Le strutture di accoglienza costano allo stato italiano 2500 euro al mese per ogni clandestino, eppure il governatore della Banca d’Italia ha affermato che gli immigrati costituiscono una risorsa pere il nostroo paese…’.

    Beh, potete pensarla come vi pare, ma bisogna pur riconoscere che le donne in concretezza non sono seconde a nessuno!… E per rendere loro un omaggio ho deciso di pubblicare oggi una lettera giunta al quotidiano locale Cronaca di Piacenza e un appello divulgato oggi dell’organizzazione Un ponte per

    Da Cronaca di Piacenza, 26 settembre 2004…




    egregio direttore
    innanzitutto grazie per il servizio che rendete alla nostra citta’, grazie perche’ la liverta’ di leggere ‘voci fuori del coro’ e’ un bene che senza di voi sarebbe negato ai nostri concittadini. Senza altra piaggeria passo all’argomento della mia missiva. Martedi’ 21 settembre ho letto sulla ‘Cronaca’ un interessante trafiletto riguardante l’intenzione dell’onorevole Alessandra Mussolini, eletta al parlamento europeo nelle file di Alternativa Sociale, di destinare una grossa fetta del finanziamento pubblico ottenuto dal suo partito a numerose famiglie italiane piu’ povere e schiacciate dalla crisi economica. Devo confessare che la cosa mi ha fatto riflettere e soprattutto colpito positivamente. Infatti se tutti impartiti imitassero l’onorevole Mussolini e Alternativa Sociale si potrebbe diminuire la distanza tra la politica e la gente e qualche nostro connazionale meno fortunato avrebbe la possibilita’ di comprendere che uomini e donne che eleggiamo per rappresentarci non sono soltanto dei privilegiati, ma anche persone con un cuore, che amano la Patria e il Popolo. Nella speranza che l’esempio di Alessandra Mussolini non rimanga, come temo, isolato ci saluto cordialmente…




    Con questa iniziativa, vi chiediamo di far crescere le nostre margherite. Un invito a pensarle ogni giorno per dare una testimonianza di solidarietà, finché non saranno tutte liberate. L’idea delle margherite non è nostra, ce l’ha suggerita una lettera di Simona pochi giorni prima del sequestro. Pensiamo sia il messaggio più sincero da offrirvi.
    Raccoglietele [dal nostro sito] e appendetele in camera, in ufficio, a scuola … mettetele sul computer, sui vostri siti, sulle vostre biciclette, automobili e ciclomotori, ovunque possano fiorire. Disegnatele, scrivetele, costruitele [noi le abbiamo fatte con un filo di rame o di ferro], immaginatele e diffondetele…






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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    iniziativa senz'altro encomiabile, certo è che se lo dice l'Alessandra è un merito se lo dice la lega (e lo dice da sempre) è razzismo

  3. #3
    memoria storica di PoL
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    Smile ... il merito è di tutti... ma soprattutto loro!...



    'Ci hanno chiesto scusa, anche perdono. I nostri sequestratori ci hanno sempre rispettato e trattato bene...'. Questa la frase pronunciate al loro ritorno da Simona e Simona... e francamente mi pare che concluda nel migliore dei modi la loro difficile esperienza e nello stesso tempo dia l'avvio ad un decisivo miglioramento nei rapporti tra Italia e Mondo Islamico. Certo non è giusto sottovalutare l'insostituibile ruolo giocato dai nostri servizi di intelligence nostri e arabi, dalla diplomazia nostra e vaticana e dall'instancabile e paziente lavoro svolto dal nostro esecutivo. Il merito più grosso però del lieto fine della vicenda và certamente a queste due giovani donne, armate solamente del loro coraggio. Non nascondo di essere felice per la 'delusione' che a questo punto devono provare coloro che hanno fino a ieri sostenuto che in Iraq si era andati per portare 'democrazia e rispetto dei valori umani'... e che oggi debbono ammettere che una superbia lezione in fatto di diritti umani ce l'ha data in questa circostanza quella che a pieno diritto di può autonominare 'eroica resistenza irakena' ...




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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  4. #4
    memoria storica di PoL
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    Thumbs up ... nulla... assolutamente nulla da aggiungere!...

    cari amici
    ecco le dichirazioni rilasciate da Simona e Simona nel corso dei festeggiamenti organizzati a Roma e a Rimini per il loro ritorno...





    Simona Torretta

    I rapitori non appartenevano a un gruppo politico, ma a un gruppo che si rifà ai detti del profeta Maometto. Ci hanno spiegato i loro principi e manifestato molta fede…

    I rapitori ci hanno regalato dieci volumi con la spiegazione e la traduzione del Corano in inglese, ci hanno trattato bene e ci hanno chiesto scusa…

    Ringrazio il mondo arabo e quello islamico ed i popoli iracheno e italiano che sono stati molto solidali con noi…

    Il popolo iracheno, che già mi manca, soffre e la mia famiglia anche ha sofferto in queste ultime settimane. Al Jazira ha giocato un ruolo formidabile ed ha permesso al mondo di conoscere le notizie. Tutto si è accelerato tantissimo, soprattutto negli ultimi giorni, e abbiamo capito che saremmo state liberate molto presto…

    Ci sono stati momenti duri, in cui abbiamo avuto paura, sono stati diversi. Non per i rapitori, ma perchè la stanchezza ha prevalso sulla ragione. Il momento più duro è stato senza dubbio all' inizio, quando ci hanno rapite. Tutti, davvero tutti mi hanno parlato della forza di mia madre. Sapevo che aveva una grande forza interiore e tanta fede, ma non mi aspettavo così tanto. Io durante il rapimento soffrivo per lei ma davvero ho sofferto tanto…

    Non mollerò il mio lavoro, magari ci saranno sviluppi diversi. Ora sono stordita e stanca e non sono in grado di fare programmi ma di sicuro non mollerò il lavoro che ho portato avanti fino ad ora. Non dobbiamo dimenticarci del popolo iracheno, di quella gente che sta soffrendo…



    Simona Pari

    Sono serena, sto molto bene. Mi manca molto Simona e mi manca molto l’Iraq. Non dimenticate l’Iraq, continuate ad aiutare questo paese meraviglioso… .

    Sono molto stupita e molto felice per la solidarietà che sentiamo da parte di tutti…

    Vi chiedo e chiedo a tutti di non dimenticare l'Iraq perché in questo momento, in quel paese, stanno succedendo delle cose molto brutte...

    L'Iraq è sempre nel mio cuore. Nell'atto concreto vuol dire continuare a capire cosa sta accadendo, continuare a denunciarlo e cercare di cambiare una bruttissima realtà anche ritirando le truppe



    Non credo francamente di poter aggiungere nulla di mio...


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #5
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    Unhappy ... sconcertanti dichiarazioni nella trasmissione 'Porta e porta'...



    Maurizio Scelli

    E mentre i piu' convinti sostenitori della 'Crociata della Libertà', termine con il quale si e' avuto iul coraggio di definire l'agressione inmmotivata all'Iraq, o tacciono [e questo per loro e' il male minore...] o, come Ferrara su Il Foglio e Feltri su Libero, se ne escono letteralmente di cervello, ecco che di colpo nel caso delle due Simone saltano fuori i 'sevizi di intelligence'. Già quando nei giorni scorsi avevao sentito parlare del 'ruolo decisivo' avuto nella circostanza dal nostro Sismi, se devo essere sincero, un 'campanello' aveva preso a ronzarmi in testa. Puntulalmente ieri a 'Porta a porta' il comissario straordinario della Croce Rossa Maurizio Schelli se ne è tranquiollamante venuto fuori con la frase seguente: ‘i nomi delle due volontarie erano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti Usa, e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio...’. E sempre Scelli ha aggiunto che secondo lui il presunto ruolo di spie delle due volontarie sarebbe il motivo per cui i sequestratori le avevano condannate a morte, tanto da annunciare la loro uccisione entro le 72 ore successive, decisione rientrata quando sono stati accertati identità e compiti delle ragazze. Fra l'altro, allo stesso collaboratore iracheno, ed interprete, di Scelli, Navar, è stato fatto giurare sul Corano che le due donne non erano spie. Sarebbe accaduto nelle ore che Scelli e Navar hanno trascorso con gli emissari, e durante le quali il commissario della Cri ha ricevuto dai sequestratori la pistola che in origine sarebbe dovuta servire per uccidere le ragazze. Un'arma, ha spiegato Scelli, che aveva ‘un valore simbolico’ ma sulla quale la procura di Roma ha disposto una consulenza tecnica...

    Dimostrando l'intelligenza tipica della specie animale di cui porta il cognome, il diessino Fabio Mussi se ne è uscito con la seguente frase: ‘Il dottor Scelli ha detto in Tv una cosa enorme... che i nomi di Simona Pari e Simona Torretta, oltre a quelli di Baldoni e del suo accompagnatore Ghareb, comparivano in una lista che 'pare provenisse da uffici dei servizi segreti Usa'. E' vero?… Chi ha dato a chi quella lista?… Chi è il responsabile di omicidi e rapimenti di persone note per il loro impegno umanitario e pacifista?… Il governo deve rispondere subito!... Domani sarà depositata un'interrogazione parlamentare a risposta urgente!...’.

    Francamente non ci vuole certo Fabio Mussi per capire che il nostro governo, come sempre in questi casi, altro non potrà fare se non trincerarsi dietro un comodo no comment, sia nel caso che la famigerata 'lista' in questione [ammesso ben inteso che sia esistita...] provenga dai servizi segreti americani, sia che provenga da 'altri'. In ogni caso quanti si sono domandati quale fosse il 'filo conduttore' di tutti questi sequestri, i quali sembrano accumunare indifferentemente 'colombe e falchi', hanno ora qualche aiuto per trovare risposta ai loro interrogativi ...



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
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    Sempre più grandi le due giovani donne che hanno pubblicamente e generosamete ringraziato il governo per il modo cui ha condotto la trattiva per il loro rilascio in particolare hanno riconosciuto il ruolo fondamentale di Letta.
    La vicenda quindi si conclude nei migliori dei modi e le due volontarie smentiscono chi già pensava di utilizzarle per specularci su.

    [inwin=1000]www.repubblica.it/2004/i/sezioni/esteri/itaraptre/confsimone/confsimone.html[/inwin]

  7. #7
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    mah...non ho voluto mai entrare nel merito di questa faccenda, ma una parolina non posso non dirla, qualcuno ha seguito primo piano di un paio, credo, sere fa? ebbene l'irakeno intervistato ha detto che una delle simone è entrato dove lui si trovava dicendogli, "dai che son venuti a prenderci"...uno strano rapimento davvero... più di qualche dubbio me lo pongo anche io

  8. #8
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    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " L’Islam “amico” le voleva morte E in piazza per loro solo 4 gatti
    di MATTIAS MAINIERO

    Queste due Simone non la contano giusta. La contano a modo loro, fanno due più due e si ritrovano in mano cinque, spacciano bugie per verità. Se fossero solo due ragazze reduci da una brutta avventura, converrebbe lasciarle stare: un po’ di riposo e la loro testa, scampata alla decapitazione, tornerà a posto sotto tutti i punti di vista. Ma loro sono le due Simone, la premiata ditta arcobaleno in odor di santità. Loro concedono interviste, partecipano a conferenze stampa e chiedono il ritiro delle nostre truppe. Sono le nuove armi nelle mani di un pacifismo che torna a combattere la sua guerra politica chiamando “resistenti” i terroristi, definendo invasori i nostri soldati, negando un evidentissimo pericolo e mettendo tutti noi a rischio. Conviene raccontarle al naturale, bugia per bugia. Tacere avrebbe solo il sapore del collaborazionismo. E ieri a Bagdad sono saltati in aria decine di bambini, una Beslan formato iracheno, una nuova carneficina. Care Simone, non va, quattro cose dobbiamo dircele. Punto primo. Perché dipingere un Iraq diverso da quello che ci raccontano le cronache, una Bagdad tutto cuore e simpatia? Dice Simona Torretta, quella che parla di più: «La solidarietà degli iracheni nei nostri confronti, i bambini che a Bagdad sono scesi in piazza con i cartelli, tutto questo ci ha riempito di gioia». Toni Capuozzo, edizione di “Terra” di domenica 26 settembre. Capuozzo racconta la Bagdad che i pacifisti italiani rifiutano di vedere per semplice cecità o accecamento politico. Parla di un cd in vendita nei mercati cittadini. Contiene le immagini di una serie di decapitazioni e nel primo giorno in cui è dad, macelleria a cielo aperto, cd con il meglio delle teste mozzate venduti come l’ultimo successo cinematografico, «un odio nei nostri confronti - dice Capuozzo - che lascia senza fiato chi è abituato agli odii da corteo, da stadio o da reality show». Lì non si scherza, non si litiga per poi ridiventare amici. Volano teste di occidentali. E le due Simone, che l’Iraq dovrebbero conoscerlo, parlano della solidarietà e finito sulle bancarelle un singolo venditore ne ha piazzate 650 copie. Dice Capuozzo: «Si conserva con gelosia in almeno 650 case di Bagdad. Sì, sono poche, anche se per un solo bancarellaro in un solo giorno di vendita, ma sono infinitamente di più delle case di coloro che manifestarono per le due Simone, che le pietose menzogne dei mezzi d’informazione italiani trasformarono in centinaia». Questa è Bagdad, macelleria a cielo aperto, cd con il meglio delle teste mozzate venduti come l’ultimo successo cinematografico, «un odio nei nostri confronti - dice Capuozzo - che lascia senza fiato chi è abituato agli odii da corteo, da stadio o da reality show». Lì non si scherza, non si litiga per poi ridiventare amici. Volano teste di occidentali. E le due Simone, che l’Iraq dovrebbero conoscerlo, parlano della solidarietà e si commuovono pensando ai bambini. Ha detto Zeynep Tugrul, la donna turca rapita: «Nel covo in cui ero prigioniera temevo anche i bambini». È adulta, questa signora, conosce l’Islam meglio di noi, e non ci sembra che avesse motivi per mentire. Tutti con i rapitori Punto secondo. Perché quei ringraziamenti indistinti a tutto il mondo musulmano per l’avvenuta liberazione (e per il governo italiano solo il tardivo riconoscimento giunto ieri pomeriggio)? Sempre la Torretta, da ora in poi Simona 1: «Ringrazio il mondo musulmano» Quale mondo, quello che ascolta la tv araba al Jazeera e che, rispondendo ad una precisa domanda, si è schierato al fianco dei terroristi e a favore dei sequestri di persona? La domanda era: ritiene giusti i rapimenti? Il 94 per cento, la quasi totalità dei telespettatori, ha risposto sì. Per Allah, cosa mai sarà un sequestro di persona con decapitazione finale? Stiamo parlando di occidentali, gente arrivata in Iraq anche per aiutare gli iracheni, per distribuire cibo e acqua, per costruire scuole ed ospedali, per spazzare via una dittatura, per arrestare un rais che riempiva di gas le bocche dei dissidenti, sterminava interi villaggi, scatenava guerre, torturava. In qualche modo bisogna pure ringraziarli, questi occidentali. C’è chi dice “thank you”, chi “merci”. E chi mozza le teste. C’è chi pone l’altra guancia, care Simone 1 e 2, e chi pretende che si porga il collo. Questione di civiltà. Gentiluomini mozzateste Punto terzo. Perché parlare dei propri rapitori come di gente perbene? «Ci hanno sempre trattato con rispetto», hanno detto. E Simona 1 ha raccontato di quando è stata male. Aveva brividi e la febbre alta e i carcerieri le hanno fatto avere in poche ore le medicine, l’hanno tranquillizzata, addirittura le hanno detto che l’avrebbero portata in ospedale, se fosse servito. Gentiluomini. Zeynep Tugrul, giornalista, rapita nel nord dell’Iraq, ha raccontato al New York Times di essere stata picchiata, minacciata di morte, sottoposta a torture fisiche e psicologiche. Spesso i suoi carcerieri si mettevano due dita davanti alla gola per farle capire che l’avrebbero sgozzata. Una volta le legarono una kefiah attorno alla testa talmente stretta da farle temere di diventare cieca. Poi la picchiarono con una cintura piena di chiodi. Gentiluomini di vecchio stampo. I Crociati di Allah Punto quarto. Perché sottolineare che i loro rapitori erano religiosi, quasi a voler dire che i sequestratori non avevano nulla che fare con il terrorismo inventato dai guerrafondai occidentali? Sempre Zeynep Tugrul al New York Times: «Queste persone sono convinte di vivere ai tempi delle Crociate, dicono di combattere prima per l’Islam e poi per l’Iraq. Pensano che la loro religione sia stata attaccata». Sono tutti così, i sequestratori, tutti religiosi. E in nome della loro religione staccano le teste, trovano alleati e consensi. La Tugrul: «Ho visto nei dintorni di Mosul che tutti collaborano alla resistenza, non sono terroristi ma nemmeno civili. Per farsi portare l’acqua usano ragazzini che nessuno tratta come bambini. Restano lì a sentire i grandi che parlano di tagliare teste e fanno la guardia, come ometti». Sono i chierichetti dell’Islam. La loro parrocchia è un covo di mozzateste. Brindisi sì o no? Punto quinto. Perché negare anche quello che è avvenuto in Italia, che è stato ripreso dalle tv? Simona 2, al secolo Simona Pari: «Hanno scritto che a Ciampino c’è stato un brindisi? Non è vero. Nessuno può pensare a brindare quando in Iraq c’è gente che soffre. Nessuno può essere felice dopo quello che abbiamo visto negli occhi dei bambini iracheni». Bugia, forse veniale. A Ciampino, la notte dell’arrivo, c’eravamo anche noi. Si brindava, c’erano aranciate e qualche pasticcino. Il rinfresco è stato organizzato da una ditta che ha sede a Roma, sull’Appia. Naturalmente erano tutti felici. In quel momento non si pensava ai bambini dell’Iraq. Normale. Ma perchè tante bugie? Solo per arrivare a chiedere il ritiro delle truppe? Per dire che i “resistenti” sono bravi e gli occidentali cattivi, per portare nuova acqua al mulino di un pacifismo oggi un po’ disastrato? Care Simone 1 e 2, per favore, rispondete. Ma questa volta, se possibile, diteci la verità.
    "


    Shalom

  9. #9
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    Predefinito ... sei euro la settimana risparmiati... meglio che niente!...



    cari amici
    che l'esimio nostro rag. PierFantozzi sia fortemente a corto di argomenti propri [salvo naturalmente il suo inseparabile Shalom appunto ...] presumo sia cosa oramai arcinota. Che però in questa circostanza non abbia trovato nulla di valido su i vari siti tipo www.israel.com, www.shalom.it, www.rabbiniedintorni.org oppure nei geniali articoli-delirio di Deboruccia o Fiammetta [visto che siamo in tema femminile ...] e sia dovuto ricorrere al quotidiano di Vittorio Feltri è assai significativo... non trovate?...

    Da tempo non acquisto più Libero e, vista l'immondizia di cui è pieno questo articolo dall'inizio alla fine, sinceramente sono lieto di non aver fatto cosa sbagliata cambiando quotidiano in edicola al mattino... A quanto mi è parso di capire l'esimio Mattias Raniero, stringi stringi, trova assai criticabile che le due Simone abbiano ringraziato i bambini di Baghdad per aver rischiato la vita scendendo in strada per chiedere la loro liberazione e quasi quasi lascia intendere che in seguito a questo parecchie decine di loro sono stati massacrati dai raid aerei americani nei giorni scorsi... come a dire in altre parole che se rimanevano in casa era meglio!...

    Bene dottor Feltri!... avanti cosi!...



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  10. #10
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    Predefinito ... non è una questione di serie A e B...



    cari amici
    chi di voi conosce il Comandante Fecia di Cossato sà che non è tipo da accodarsi dietro questo o quel 'pifferaio' di turno e pertanto anche sul tragico destino toccato a due giovani donne, Sabrina e Jessica, dirà, come si suol dire, 'la sua'. Da più parti si è scritto per denunciare la sostanziale 'indifferenza' nei confronti della sorte delle due sorelle Rinaudo da parte del Paese Italia, il quale nei giorni del rapimento delle 'due Simone' aveva mostrato tutta la sua carica emotiva: bandiere della pace e lumini accesi alle finestre, cortei di studenti in piazza a manifestare per il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, etc... In pratica oltre alle scontate e pelose parole di cordoglio espresse alla famiglia di Dronero da parte dei vari Ciappi, Casini e compagnia bella e ai fatui anatemi contro il 'criminale terrorismo antisemita' da parte dei soliti, sotto sotto niente di significativo è stato detto o scritto. Certo domandarsi che cosa possa mai giustificare il fatto che sono state stroncate senza pietà le vite di due ragazze di 22 e 20 che erano riuscite a coronare il loro sogno di una 'vacanza esotica' è non solo legittimo ma anche doveroso. E' però altrettanto legittimo e doveroso, mi si consenta di dirlo, domandarsi quale sia il messaggio che si nasconde dietro un così feroce attentato compiuto contro 'pacifici turisti' venuti a godersi una settimana di relax sulle rive del Mar Rosso. Come pure domandarsi, scusatemi per l'estrema brutalità, quanti di quei 'turisti fortunati' avesse coscienza del dramma quotidiano vissuto da tempo immemorabile altri esseri umani in autentiche 'bolgie infernali' situati solo a pochi chilometri di distanza da quei 'sublimi padadisi'. La verità, cruda quanto si vuole ma pur sempre vertà, è di una semplicità sconvolgente: come 'sangue chiama sangue', così 'indifferenza chiama indifferenza'. Che ognuno si faccia l'esame di coscienza per favore... prima di ripetere come pappagalli le solite tiritere idiote!...



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

 

 
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