«Non firmerò una legge salva-Previti»
Il gran rifiuto di Cirielli. Si dimette da relatore, polemica con Forza Italia
L'emendamento del forzista Pepe altera il testo del deputato salernitano di An Scatterebbe la prescrizione per l'ex ministro
di Tommaso Siani
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Cirami sta a Berlusconi come Cirielli sta a Previti: un'equazione che proprio non è andata giù al deputato salernitano Edmondo Cirielli. Piuttosto che vedere la sua proposta di legge trasformata in un cavallo di Troia per un nuovo, presunto comma ad personam, ha preferito dimettersi dalla carica di relatore «Ma è stato solo per avere le mani libere e difendere la mia proposta di modifica del Codice penale in materia di attenuanti generiche, recidiva e termini di prescrizione del reato», dice il parlamentare che ricopre anche la carica di coordinatore provinciale di An. Materia del contendere, all'interno della Casa delle Libertà, è la proposta di legge (la 2055) presentata dallo stesso Cirielli il 29 novembre del 2001. «Una proposta - dice Cirielli - finalizzata soprattutto a mettere dei paletti nella concessione delle ''attenuanti generiche'' per imputati recidivi, già condannati per gravi reati. Inasprimento delle pene, dunque, ma anche certezza del diritto e garanzie per i cittadini». Ebbene Cirielli - che da primo firmatario era stato anche relatore di maggioranza della legge - ha deciso di rinunciare al mandato. «Non sarò più il relatore - commenta - e questo perché, intorno alla mia proposta di modifica, si è scatenata una ridda di voci». Voci che si sono materializzate in un emendamento presentato dal deputato di Forza Italia, Mario Pepe, secondo il quale, se da un lato ci deve essere un inasprimento delle pene per i recidivi, ci deve essere anche una maggiore clemenza per chi, incensurato, incappa nei rigori della legge. «In linea di principio sono d'accordo - dice Cirielli - ma questo emendamento proposto dal collega di Forza Italia (oltre tutto un salernitano d'origine, di Bellosguardo, per la precisione), per alcuni, poteva diventare una norma salva-Previti. E questo perché, per l'ex ministro, attraverso il riconoscimento delle attenuanti, ci sarebbe stata una diminuzione della pena e quindi sarebbe scattata la prescrizione dal reato di corruzione». E così la legge-Cirielli si sarebbe trasformata, secondo alcuni articoli e commenti politici, una sorta di Cirami bis. «Non so se sia veramente così - dice il parlamentare di An - ma le voci che arrivavano in Commissione non solo riferivano di questo emendamento, ma della volontà, attraverso questa proposta di legge, di arrivare ad una modifica dei termini di prescrizione e del reato di corruzione». Troppo per un ex maggiore dei Carabinieri, abituato a dar la caccia a ladri e delinquenti e che si è trovato nella scomoda posizione di chi «è sospettato in qualche modo di favorire chi invece contravviene alla legge. Per sgombrare il campo dal sospetto, ho anche lanciato una provocazione. Durante i lavori in Commissione ho chiesto che, dal beneficio proposto dal collega Pepe, fosse escluso per legge proprio Previti. Ma gli attacchi sono arrivati anche dalla sinistra che ha parlato di una legge borbonica, di un ritorno al codice Rocco. Eccezione, quest'ultima, che a me non è parsa affatto negativa...». E così, dopo un vertice con il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, Cirielli ha deciso di rinunciare al mandato di relatore di maggioranza della legge. Quelle strane voci, dice, lo hanno infastidito. «Ma continuo a difendere la mia legge. E ora potrò farlo senza il condizionamento d'esserne il relatore di maggioranza». Ora non resta che attendere il prossimo 26 ottobre, quando la legge-Cirielli approderà in aula per la discussione.
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ecco uno di AN che si è accorto dell'antidemocrazia
gli altri che aspettano a venire fuori, visto che se lo dice l'opposizione non va bene?
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