
Originariamente Scritto da
Robert Schuman
Intervengo solo ora, ma ho seguito attentamente il dibattito nato in questo ed altri thread.
In merito alla questione dello Statuto, sono d'accordo con Liberale: io lo ridurrei ai minimi termini, lasciando praticamente solo la parte riguardante l'organizzazione del Partito, al limite integrata da una brevissima introduzione.
Nella stesura del nuovo Statuto e del Programa bisogna evitare, ma sono sicuro che questa raccomandazione sia futile, ogni forma di burocratismo e dogmatismo. L'organigramma, a mio avviso, deve essere massimamente snellito. Ci si confronti quindi seriamente anche su questo punto, per dar vita ad una struttura organizzativa dinamica e snella.
Quindi, nello Statuto, io lascerei praticamente solo la parte organizzativa.
Per quanto riguarda il Programma, come già detto, io auspico che si riesca a giungere ad un compromesso non facile: dar vita ad un programma che non dia adito ad erronee interpretazioni e non risulti ambiguo in alcuna sua parte, ma che al tempo stesso sia il meno vincolante possibile per i membri del Partito che devono disporre della massima libertà intellettuale; un programma coerentemente liberale, ma avverso ad ogni dogmatismo.
Propongo inoltre "l'istitualizzazione" dei contributi individuali dei membri del partito come quelli preparati (o in fase di preparazione) per il Congresso: in seguito alla pubblicazione ed al dibattito conseguente, essi fungeranno da
documenti politici, che non entreranno però nel Programma: ne saranno integrazioni ed approfondimenti. A mio avviso il nostro
Progetto Liberale deve diventare anche un
Laboratorio Liberale, fonte e
mercato (ogni riferimento al mio brevissimo scritto è puramente voluto

) di idee liberali-liberiste-libertarie, per crescere politicamente ed intellettualmente.