

Ma come mai è stato spostato qui questo 3d???


Probabilmente la nostra discussione politica non cambia il tono cronachistico della vicenda...o forse boh!
boh
x risponderti: la mia era una divagazione di carattere politico e culturale, parlando di quelli che sono (secondo me) i regressi della civiltà "liberale" dalla rivoluzione francese ad oggi ...ma il discorso diventerebbe pesante e troppo fuorviante.
certamente questo tipo di problemi non sono risolvibili con la solita ricetta "law and order", ma nemmeno con le solite manfrine paracomuniste e ultrabuoniste ...
ci vuole una giusta via di mezzo, ma se intanto, anzichè fare come si fa SEMPRE, e cioè preoccuparsi quando questo accade nel momento che accade, le amministrazioni locali curassero realmente questa piaga, e non la facessero cadere nel dimenticatoio, sarebbe già qualcosa di positivo.
chi vive a torino sa come è praticamente ridotta, ormai.


Bisogna adottare il modello Singapore: oltre a severe e certe pene detentive in aggiunta servono pene corporali.


Sul fatto che non si faccia nulla finchè non succede il casino non posso darti torto, perchè è verissimo, ed è uno schifo incommensurabile. Sulla rivoluzione francese, non sono d'accordo: l'etica liberale e quella socialista, le due figlie del mondo postrivoluzionario, enfatizzano ambedue il corretto comportamento in società dell'uomo (la prima per cosmopolitismo e "noblesse oblige", la seconda per internazionalismo e solidarietà di classe), il problema del mondo moderno è la perdita di importanza di quel valore sacrosanto che è la Dignità dell'Uomo e della sua Vita, per inseguire chi il profitto, chi il successo, chi la conservazione degli assetti. Ma di questo non possiamo incolpare la Rivoluzione Francese e i suoi epigoni, i cui ideali sono anzi le prime vittime di questa involuzione etica.


La noblesse oblige, muore con la Rivoluzione Francese ...fu concetto aristocratico non liberale."noblesse oblige"


l'etica del filantropismo borghese mutua molto dal concetto di noblesse oblige... Guarda "Cuore", la grande autocelebrazione della borghesia liberale risorgimentale, le pagine in cui il figlio del ricco affarista riceve una lettera del padre che lo incita a non dimenticare il suo amico di scuola "neanche quando tu sarai senatore e lui un ferroviere, o un operaio"... non si mette in dubbio quale sia la posizione sociale che i due occuperanno in futuro, ma si mette ben in chiaro che una posizione di privilegio comporta doveri, di stampo paternalistico ovviamente, verso i "subordinati". Triste contrappasso che oggi ci si fregi di liberalismo quando si difende l'arricchimento fine a sè stesso e l'etica del "più furbo perchè evade le tasse sposta i capitali alle Cayman"![]()
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