



Il re che in quel momento rappresentava le istituzioni non ha mosso un dito, anzi ha assecondato l'ingresso violento di Mussolini e la sua politica dispotica ed aggressiva.
Primoli, sto parlando di Repubblica secondo il Repubblicanesimo italiano che è un'ideologia liberale e democratica in senso completo.jmimmo82, a me sembra tu stia parlando di "democrazia" e di "liberalismo"... più che di Repubblica.
Certo. Ma non vi potrà mai essere vera democrazia poiché manca il diritto di partecipazione alla vita politica, concetto di cui ho già parlato prima."Democrazia" e "liberalismo", peraltro, sono concetti che si applicano benissimo anche alle Monarchie. E non ci stonano per niente.


L'esperienza monarchica italiana è stata un fallimento e ciò, rafforza tutto il mio discorso anti monarchico.


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Monarchici e garibaldini hanno entrambi contribuito all'unità d'Italia e non voglio entrare nel merito del discorso sulla quantità d'apporto alla giusta e nobile causa unitaria. Mi limito a ricordare che il popolo era con Garibaldi e quest'ultimo ha sacrificato le proprie istanze eticopolitiche per fare il bene della neonata nazione che aveva bisogno di stabilità, il più palese esempio di patriottismo repubblicano! I repubblicani, al contrario del re, si sono opposti al fascismo il quale li ha resi fuori legge costringendoli a fare i loro congressi all'estero o in clandestinità.




I repubblicani, al contrario del re, si sono opposti al fascismo il quale li ha resi fuori legge costringendoli a fare i loro congressi all'estero o in clandestinità.
Esempi lungimiranti di anti fascismo repubblicano ci arrivano tra l'altro dai Presidenti della Repubblica Einaudi e Gronchi (che fu sottosegretario del primo governo Mussolini)...che entrambi votarono la fiducia a Mussolini quando invece il Re fece garbatamente capire che forse bisognava per sicurezza cercare altro presidente del Consiglio.
Mazzini stesso fu rivalutato durante il Fascismo, ed i repubblicani furono molto contenti di ciò, non paghi dei monumenti a lui innalzati già nei primi anni di Regno da Casa Savoia, per cementare l'unità della Patria, nonostante vivente (ma libero in terra d'Italia) proggettasse ed ordisse attentati ancora in punto di morte.
Il popolo italiano spesso, ma la sua stessa classe parlamentare dirigente, si dimenticano (io direi volutamente soprattutto la seconda), delle proprie colpe e responsabilità.I Savoia non hanno consegnato il Paese al Fascismo ?
E chi è stato allora ?
Quando Vittorio Emanuele III la sera prima dell'arrivo a Roma dei marciatori fascisti convoca a se il comandante supremo dell'Esercito Armando Diaz e l'Ammiraglio in Capo della marina militare, Thaon de Revel, entrambi riferiscono al Re che mai e poi mai avrebbero impugnato le armi contro i fascisti in marcia per nessun motivo.
Il Re a questo punto, (senza contare che pesava ancora per la sinistra il ricordo di Milano e di Bava Beccaris che senza aver ricevuto ordini da Re Umberto I cannoneggiò i no global del tempo in rivolta per le strade di Milano), riferì al presidente del consiglio che non aveva intenzione di proclamare lo stato di assedio per consegnare il paese ad una furiosa guerra civile combattuta casa per casa da tutti gli italiani come sarebbe successo in Spagna di li a poco e come invece il Re seppe evitare in Italia.
Rinviò Mussolini alle Camere, se avesse ottenuto la fiducia avrebbe costituito il suo governo.
Nonostante ciò, nei collocqui il Re suggerì a più d'uno, di non appoggiare Mussolini ma di convergere su altro esponente.
Risultato? Mussolini fu eletto dal Parlamento e per vent'anni il Re gli ruppe le scatole impedendogli di portare a compimento, il 60% di quello che Mussolini aveva intenzione di fare dell'Italia (e questo lo dichiarò Mussolini).
NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !