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    Predefinito 60 - Mi scrivono da Cascais

    Dera Sirs,

    Saluti da Lisbonna/ Cascais!

    I have been looking carefully into your website and printed some pictures and historical moments concerning the legacy of His Majesty Umberto II of Italy.

    Hotéis Real is a Portuguese Hotel chain and has tried in all manners to honour and maintain, as much as possible, the remaining of the exile in Portugal of King Umberto the II.

    I am trying to collect as much as possible and as most truth as possible the content of the vital information to give to my sales team and marketing colleagues in order to promote as much accurate as possible the Villa Itália.

    Please feel free to contact me in order to arrange a meeting at the Hotel and let me know if you would be interested to visit the Grande Real Villa Itália hotel & Spa, since we are opening March the 1st (next week).

    Please find attached some generic information in English and Italian and should you like to have more information related to, please do not hesitate to contact me.

    Sincerely yours, I remain

    João Pedro Amorim

    Director Comercial | Commercial Director

    Hotéis Real - Lisboa



    Mi ha scritto il direttore dell'Hotel sorto a Villa Italia.

    Almeno abbiamo la consolazione che chi ci lavora sa di chi era prima quella casa e che verrà conservata la sua memoria.
    Non è granché ma almeno...

    Ci andiamo?

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da sarchiapone Visualizza Messaggio
    Dera Sirs,

    Saluti da Lisbonna/ Cascais!

    I have been looking carefully into your website and printed some pictures and historical moments concerning the legacy of His Majesty Umberto II of Italy.

    Hotéis Real is a Portuguese Hotel chain and has tried in all manners to honour and maintain, as much as possible, the remaining of the exile in Portugal of King Umberto the II.

    I am trying to collect as much as possible and as most truth as possible the content of the vital information to give to my sales team and marketing colleagues in order to promote as much accurate as possible the Villa Itália.

    Please feel free to contact me in order to arrange a meeting at the Hotel and let me know if you would be interested to visit the Grande Real Villa Itália hotel & Spa, since we are opening March the 1st (next week).

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    João Pedro Amorim

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    Mi ha scritto il direttore dell'Hotel sorto a Villa Italia.

    Almeno abbiamo la consolazione che chi ci lavora sa di chi era prima quella casa e che verrà conservata la sua memoria.
    Non è granché ma almeno...

    Ci andiamo?
    L'incredidibile e che un Direttore Commerciale portoghese, si senta di dire che conserverà la memoria del Re d'Italia, quando in italia (la i minuscola è voluta) c'è un'interna classe politica e dirigente che fa di tutto per perderla quella memoria !


  3. #3
    più arcipreti, meno arcigay
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    Quando andai in Portogallo in gita scolastica, nel 2001, feci la foto con la Villa sullo sfondo, ma non potei visitare perchè stavano facendo i lavori per trasformarla in albergo (cambio di gestione, l'avevano comperata i giapponesi).

    Se penso che villa Rosebery (Villa Italia), San Rossore e le altre residenze sabaude sono a disposizione del kompagno napolitano... a villa Italia a Cascais è andata 100 volte meglio a divenire albergo!!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Dreyer Visualizza Messaggio
    Quando andai in Portogallo in gita scolastica, nel 2001, feci la foto con la Villa sullo sfondo, ma non potei visitare perchè stavano facendo i lavori per trasformarla in albergo (cambio di gestione, l'avevano comperata i giapponesi).

    Se penso che villa Rosebery (Villa Italia), San Rossore e le altre residenze sabaude sono a disposizione del kompagno napolitano... a villa Italia a Cascais è andata 100 volte meglio a divenire albergo!!
    Francamente, hai citato proprio quelle che meno possono definirsi "sabaude" essendo state detenute da quei signori per un'ottantina di anni scarsi ed è bene che sia stato così....ciò che si acquista malamente si perde malamente.

  5. #5
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    Gentile emmeauerre,
    è vero, io lo dico sempre, l'Unità d'Italia si poteva fare meglio. Ma....
    per puro caso ho i proclami dei vari sovrani in occasione della I Guerra d'Indipendenza.
    Iniziarono in molti .. la finì solo Casa Savoia.
    Cosa si vuole rimproverare alla Storia? Che gli altri Sovrani non si buttarono anche loro nella lotta anitaustriaca?
    O che i Savoia soltanto continuarono a combatterla?

    Tu mi sembri una persona in gamba , intelligente e che la storia la conosce.
    Ti confesso che mi piacerebbe averti dalla nostra parte piuttosto che contro.
    Ma mi sembra comunque sterile criticare come se fosse fatto di oggi quanto accadde 160 anni fa e che nessuno fu in grade di fare meglio dei Savoia.
    Su questo mi piacerebbe sentire quello che pensi.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da sarchiapone Visualizza Messaggio
    Gentile emmeauerre,
    è vero, io lo dico sempre, l'Unità d'Italia si poteva fare meglio. Ma....
    per puro caso ho i proclami dei vari sovrani in occasione della I Guerra d'Indipendenza.
    Iniziarono in molti .. la finì solo Casa Savoia.
    Cosa si vuole rimproverare alla Storia? Che gli altri Sovrani non si buttarono anche loro nella lotta anitaustriaca?
    O che i Savoia soltanto continuarono a combatterla?

    Tu mi sembri una persona in gamba , intelligente e che la storia la conosce.
    Ti confesso che mi piacerebbe averti dalla nostra parte piuttosto che contro.
    Ma mi sembra comunque sterile criticare come se fosse fatto di oggi quanto accadde 160 anni fa e che nessuno fu in grade di fare meglio dei Savoia.
    Su questo mi piacerebbe sentire quello che pensi.
    Ti rispondo volentieri, caro amico che nell'avatar ricordi l'indimenticabile principe della risata.
    E' vero, mi piace, e molto, la storia e, a te che vivi in Piemonte dò un suggerimento: vatti a visitare i musei torinesi, gira, guarda, osserva, magari in particolar modo il Museo dell'Artiglieria, quello del Risorgimento...e riflettici un pò.

    Vedi, sai come ho cominciato ad appassionarmi alla Storia ? Sono napoletano ma oggi che posso dirmi nell'età in cui si cominciano a fare i bilanci mi accorgo che, fra una cosa e l'altra, a Napoli ho vissuto continuativamente solo per il ciclo Ia elementare-3a liceo classico...
    Ma questo solo per dire che ho ricevuto, preciso preciso, lo stesso indottrinamento che dall'Alpe al Lilibeo forma la base delle nostre conoscenze storiche e per molti, quasi la totalità, è punto di partenza e di arrivo a un tempo.
    Escluso il "prima" (zingaraggio dovuto alla guerra, padre ufficiale di carriera)
    posso azzardare che per il "dopo" abbiamo qualcosa in comune ? Siamo entrambi terroni all'estero...tu che dici ? A cosa mai sarà dovuto ? Alle stelle ? Alla ciorta ? Alla scarsità di occasioni al Sud ?
    Partendo da Napoli, non per mio merito, ero in condizioni molto migliori di tanti che andavano al Nord in quegli anni e che, pensavo, rendevano un cattivo servizio al Sud per come si presentavano...è vero, l'ho capito dopo, rendevano un cattivo servizio al Sud perchè se ne andavano, ma al Nord fornirono quelle braccia a buon mercato che resero possibile il famoso boom
    degli anni '60.
    Ma torniamo all'altro secolo.....all'Ottocento.
    Di certo sai che negli USA, Paese al quale non fa difetto la mobilità sociale, esiste pur sempre una sorta di "stratificazione" dovuta all'anzianità di arrivo.
    In quel paese , per esempio, gli Irlandesi sono arrivati ad avere un Presidente, gli Italiani arrivati 30 anni dopo (parlo di arrivi di massa, beninteso, altrimenti salta su il solito iperpreciso che ti spiega "come e qualmente" già negli anni '40 dell'Ottocento erano presenti....) non ancora.

    Saprai di certo che la massiccia emigrazione irlandese è dovuta alla morte per fame di un milione di irlandesi grazie a fattori concomitanti (carestia, impossibilità per i contadini di recintare i campi coltivati e proteggere i raccolti grazie alle leggi inglesi che salvaguardavano i diritti dei nobilotti alla caccia alla volpe).

    Saprai che in quegli stessi anni la Gran Bretagna era impegnata in attività umanitarie tipo guerra dell'oppio (no, non all'oppio, ma a favore dell'esportazione in Cina dell'oppio indiano...tu pensa, i Cinesi erano contrari ma la Gran Bretagna "salvaguardò" la (sua) libertà di commercio (suo), così va il mondo...) non poteva pensare a quattro straccioni irlandesi famelici.
    In compenso, altissima era la preoccupazione e lo sgomento per le carceri borboniche....e per il tirannico Ferdinando II.
    Questo, solo per fare un quadretto d'insieme, diciamo le quinte, i fondali per la nostra rappresentazione.

    Tu osservi, giustamente, che la guerra antiaustriaca vide lo Stato sardo, Toscana, Napoli, Venezia, inizialmente uniti ma che, poi, via via se la "squagliarono" lasciano solo il povero Carlo Alberto.
    Ora, per quanto riguarda Napoli, ti rispondo con quanto ho già detto: le Due Sicilie inviarono il 10 Rgt. Fanteria di Linea che, per inciso, fu decorato dal Granduca di Toscana per gli scontri di Curtatone e Montanara nei quali perse oltre metà degli effettivi. Salvo Cesare Spellanzon (Storia del Risorgimento italiano, vol. IV, pagg. da 548 a 580, sono citati 20 volte...) sulla faccenda si stese un pudico velo di silenzio e sulla scena restarono solo i parimenti valorosi Toscani. Chiuso l'inciso, torno alla guerra...
    Allora, Ferdinando II inviò reparti e anche una bella squadra navale (anche perchè, salvo una, erano tutte unità a vapore) e questo nonostante i Sicilia le Reali Truppe si fossero ridotte alla Piazzaforte di Messina.
    ù
    Ma sai perchè richiamò le truppe dal Nord ? Bè, era successa una sciocchezzuola che quel re, tirannico ma anche diffidente, aveva mal interpretato: una delegazione scelta dei rivoluzionari siciliani (che avevano
    dichiarato decaduta la dinastia borbonica) si era recata in Piemonte ad offrire la corona di Sicilia al duca di Genova. L'atteggiamento ambiguo di Carlo Alberto (ppe' mò tenite mmano...) irritò non poco Ferdinando le cui truppe, nel frattempo, crepavano sui campi di Lombardia nell'interesse esclusivo del Regno di Sardegna.
    Qui, devo dire, ho ricevuto una, peraltro, civilissima obiezione. Mi è stato detto, cito a memoria:
    "Bè, i Savoia non potevano certo preoccuparsi di puntellare la traballante dinastia borbonica, l'etica non c'entra..." . Profitto per rispondere nello specifico: E' verissimo, l'etica non c'entra e quando riguarda i Savoia è un bell'ossimoro, mai si son fatti certi scrupoli. Solo che, a questo punto, qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè mai a chi mi ha buttato in una fossa
    dovrei anche allungargli una pala per facilitargli il compito di seppellirmi.....

    Comunque, nel 1849 il sentimento unitario era così forte in Piemonte che un personaggio già in vista, commentando la disperata resistenza di Manin a Venezia (comprese le forze napoletane guidate da Pepe) ebbe a dire, riferendosi a Daniele Manin:"voleva l'unità d'Italia ed altre corbellerie..."
    Indovina un pò chi è questo bel tomo ?
    Per mò ti lascio, riprenderemo il discorso. Grazie per il tono del tuo intervento anche se devo deluderti, resto in questo campo ma non mi sento nemico di nessuno, solo della stupidità e della maleducazione (ma nemmeno.. perchè in quel caso non vale manco la pena starci dietro).
    Ciao e viva Totò.

  7. #7
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    Caro amico,
    per renderti l'idea io sono un cultore di Carlo Alianello, sono abonato all'Alfiere, leggo una tantum Nazione Napulitana e non sono uno che tiene in antipatia i Borbone. Tutt'altro.

    Come ho già detto a gente ahimé molto meno civile di Te , io potrei essere del tutto Borbonico se questa Dinastia avesse a simboleggaire l'unità d'Italia.

    Voglio riporttare qui, anche se non è questa la sede giusta il proclama di Ferdinando del 7 Aprile 1848

    "Miei amatissimi popoli".
    "Il vostro re divide con voi quel vivo interesse che la causa italiana che è desta in tutti gli animi; ed è deliberato contribuire alla sua salvezza e vittoria con tutte le forze materiali che la nostra particolare posizione in una parte del regno ne lascia disponibili. Benché non ancora confermata con certi ed invariabili patti, noi consideriamo come esistente di fatto la Lega italiana, giacché l'universale consenso dei principi e dei popoli della penisola ce la fa guardare come già conclusa, essendo prossimo a riunirsi in Roma il congresso che noi fummo i primi a proporre e siamo per essere i primi a mandarvi i rappresentanti di questa parte della gran famiglia italiana.
    Già per noi si è, fatta una spedizione per via mare, e già una divisione si è messa in movimento lungo la marina dell'Adriatico per operare di concerto con l'esercito dell'Italia centrale. Le sorti della comune patria vanno a decidersi nei piani della Lombardia, ed ogni principe e popolo della penisola è in debito di accorrere a prendere parte alla lotta che ne deve assicurare l'indipendenza, la libertà, la gloria.
    Noi, benché premuti da altre particolari necessità che tengono occupata una bella parte del nostro esercito, intendiamo concorrervi con tutte le nostre forze di terra e di mare, con i nostri arsenali e con i tesori della nazione. I nostri fratelli ci attendono sul campo dell'onore, e noi lì non mancheremo, ove si dovrà combattere per il grande interesse della nazionalità italiana.
    Popoli delle Due Sicilie, stringetevi al vostro principe. Restiamo uniti per essere forti e temuti e prepariamoci alla battaglia con la calma che nasce dal sentimento della forza e del coraggio.
    Confidiamo nel valore dell'esercito per aver quella parte nella magnanima impresa, che si conviene al maggior principato della penisola. Per spiegare tutto il vigore al di fuori abbiamo bisogno di concordia e di pace nell'interno, e noi contiamo sull'ottimo spirito della nostra bella Guardia Nazionale e sull'amore del nostro popolo per la conservazione dell'ordine e l'osservanza della legge; come esso dovrà contar sempre sulla nostra lealtà e sul nostro amore alle libere istituzioni che abbiamo solennemente giurato e che intendiamo mantenere a costo d'ogni maggiore sacrificio.
    Unione, abnegazione e fermezza; e l'indipendenza della nostra bellissima Italia sarà conseguita. Questo sia l'unico nostro pensiero, una sì generosa passione faccia tacere tutte le altre meno nobili; ventiquattro milioni d'Italiani di certo avranno una patria potente, un comune e ricchissimo patrimonio di gloria, ed una nazionalità rispettata che peserà molto sulle bilance politiche del mondo".
    Ferdinando II


    Trovo che sia bellissima la conclusione.
    Trovo che se vi fosse stata una federazione di Stati come in Germania le cose sarebbero state tanto più belle.
    C'era ahimé,lo scoglio Vaticano a rendere impossibili molte buone velleità.
    E qualcun osò distruggerlo, altri no.
    Questo non fa di Francesco II un pavido nè un inetto. Ma la storia ha premiato il di lui cugino che si fece meno scrupoli.

    Per ritornare da capo a dodici, caro il mio conterroneo, vedere che si passa da un grande Uomo come Umberto ad altri successivi piccoli uomini come i molti che hanno occupato lo stato è sempre per me motivo di dispiacere.
    Come è motivo di dispiacere sapere che l'ultima residenza del Re, perfino quella dell'esilio è stata sacrificata al turismo.
    Mi darai atto, ne sono convinto, che Umberto resta una figura assolutamente superiore a quelle che l'hanno seguito.
    E il nostro popolo a Umberto diede un'infinità di suffragi che compensò quelli forzati del 1860-61.
    Lo stesso Umberto che voleva far seppellire a Napoli Franbcesco II.
    Mo' vado di fretta.
    Salutandovi indistintamente
    Vostro Sarchiapone

  8. #8
    Sono ateo! grazie a Dio Bunel
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    João Pedro Amorim

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    Mi ha scritto il direttore dell'Hotel sorto a Villa Italia.

    Almeno abbiamo la consolazione che chi ci lavora sa di chi era prima quella casa e che verrà conservata la sua memoria.
    Non è granché ma almeno...

    Ci andiamo?
    ehmm, scusi l'ignoranza, voi uomini del nord ... si potrebbe avere una traduzione, grazie
    lupocattivo

  9. #9
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    Per i miei amici che abitano tra roma e la burinia e sono un po' gnurant, di nome lupocattivo
    translatione approssimatif

    caro signore, saluti da Cascais.
    Io sto guardando con attenzione il tuo sito e ho stampato alcune fotografie e momenti storici riguardanti l'eraredità di S.M. Re Umberto II.

    L'hotel Villa Italia sta cercando in tutti i mmodi di onorare e mantenere il neglio possibile cio che rimane dell'esilio in Portogallo di Sua Maestà.

    Io sto provando a raccogliere al meglio informazioni per dare al mio team di vendita e di marketing per promuovere al meglio possibile Villa Italia.

    Sentiti pure libero di contattarmi per organizzare un meeting a Villa Italia e fammi sapere se sei interessato alla visita di Villa Italia ( tra parentesi l'attuale albergo acchiappa tutte e due le precedenti Villa Italia che confinavano) che apre il I marzo.

    segue un depliant di informazioni anche in taliano e mi invita a non esitare a contattarlo.

    La conversazione sta proseguendo privatamente ed il signor Amorim mi sembra molto più che ben intenzionato nei confronti delle memorie di Re Umberto II.

    Io gli ho risposto che nessuno dei monarchici Italiani, me perprimo , è stato felice di vedere un albergo in casa del Re. Ma che almeno sapere che c'è gente conscia della precedente proprietà è di consolazione.

    gnurant tarùn!

  10. #10
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    Mi sorprendo sempre dell'efficienza di voi uomini del nord , spero sempre di andarci in primavera ma devo convincere la "leggittima", ovvero la moglie (taduco per voi uomini del nord che venite dall'Agro Littorio =.
    lupocattivo

 

 
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