Cocaina a Prato, 6 arresti e maxisequestro
01.03.2007
Due chili e 400 grammi di cocaina, per un valore di mercato di circa 350.000 euro, sono stati sequestrati nei giorni scorsi dai carabinieri del nucleo operativo del comando di Prato in due operazioni distinte che hanno portato all'arresto di sei persone, quattro italiani (tre uomini e una donna) e due marocchini. Si tratta di uno dei sequestri piu' importanti di cocaina compiuti negli ultimi anni nella citta' laniera. Il sequestro principale e' avvenuto il 27 febbraio in un controllo nella zona del casello autostradale di Prato Est. (ANSA per intoscana.it).
L’inchiesta dei Carabinieri. La rete degli indagati smerciava gli stupefacenti sulla costa in Abruzzo e Marche. Due sono ricercati
Cocaina per le discoteche, 27 arresti
Enrico Nardecchia
Sgominata una gang di gente comune, il capo è un ristoratore pescarese
LA VIOLENZA. Chi non pagava veniva prima minacciato e poi bloccato e preso a pugni INCASTRATO. Mastramico scoperto grazie a una microcimice
PESCARA. Panettieri, baristi e parrucchieri: stavolta la droga non ha il volto di rom o albanesi ma di gente comune. Il loro capo, però, è un ristoratore con grossi conti in banca, Ferrari, Mercedes di lusso e una villa-bunker a Elice. «Non vi aspettavo», ha detto ai carabinieri che ieri all’alba lo hanno preso a casa. Non si aspettava Claudio Mastramico, 43 anni, che il suo regno, fatto di gente comune utilizzata per spacciare un fiume di cocaina, gli sarebbe crollato addosso.
Nella rete sono cadute 27 persone dai mestieri più semplici. Il muratore, l’autista, il cameriere, il panettiere, oltre a svariati disoccupati, che sbarcavano il lunario facendo i buttafuori per il loro capo. Niente professionisti del crimine. Nessun clan, almeno nell’accezione comune del termine. Nessun gruppo di rom che stringono il patto con gli albanesi. Nessuna famiglia nota, di quelle storicamente legate al commercio della droga nel Pescarese.
Gente semplice che, allettata da un’attività che è illecita, sì, ma che permette facili guadagni, si è ritrovata nei guai. Una rete che copriva le quattro province, capoluoghi e centri piccoli, sconfinando nelle Marche e in Campania, nelle zone frequentate da alcuni degli indagati.
GLI ARRESTI. Le ordinanze firmate dal gip Guido Campli sono 29. Per 24 è stata disposta la misura cautelare della detenzione in carcere, eseguita per 22 persone. Due sono gli indagati che mancano all’appello, ma i loro arresti sono imminenti. Tra gli indagati, alcuni sono originari di Giugliano (Napoli), Roma, Legnano (Milano), Trani, tuttavia vivono e risiedono nel Teramano e nel Pescarese. Nell’elenco figurano anche tre donne e un solo straniero, un rumeno che si è trasferito da tempo a Francavilla.
I PERSONAGGI. Il fulcro dell’inchiesta è Claudio Mastramico di 43 anni, titolare della discoteca «Godzilla Club Exté» e dell’attiguo ristorante. «Un uomo», dicono i carabinieri, «dal tenore di vita troppo elevato per farlo ritenere frutto di un’attività lecita».
Nell’ordinanza di custodia il giudice lo definisce come un uomo «in grado di trafficare con estrema professionalità ingenti quantitativi di stupefacente riuscendoli a piazzare sul mercato in brevissimo tempo ad acquirenti di sua fiducia e ricavando così, da tali illecite attività, notevolissimi e altrettanto illeciti profitti». Intorno a lui tutta una galassia di persone di fiducia accusate di rifornirsi dal «capo» e di smerciare la droga negli ambienti della vita notturna, night e discoteche della costa e dell’entroterra. Poi ci sono i cosiddetti «piccoli grossisti». Altri, infine, sono consumatori e venditori insieme.
LE ACCUSE. Detenzione e spaccio. Ma dalle pagine dell’ordinanza emergono anche due episodi di estorsione con tanto di lesioni. Calci, pugni, schiaffi. Chi non pagava, o ritardava nei pagamenti delle «forniture», veniva preso a botte fino a quando non saldava il dovuto. Per questi fatti specifici Mastramico risulta indagato insieme a due persone che hanno lavorato come buttafuori. E dai quali si è fatto accompagnare nelle spedizioni punitive.
«SOTTO TERRA». La droga finiva nascosta nel terreno vicino alla villa bunker che la procura ha posto sotto sequestro. In un’intercettazione telefonica tra Mastramico e un altro indagato, infatti, si parla di «300mila euro di prodotto sotto terra».
LA TRAPPOLA. È una cimice piazzata in macchina a tradire Mastramico. Il ristoratore si era rivolto ai carabinieri di Città Sant’Angelo per denunciare il furto di due Mercedes. Aveva anche detto di essere in contatto con alcuni foggiani che, dietro compenso, lo avrebbero aiutato a riaverle indietro. Indagando sul «cavallo di ritorno» i carabinieri hanno scoperto il traffico di cocaina.
GLI INTERROGATORI. Comincia oggi alle 11,30 la «sfilata» degli indagati che nel corso degli interrogatori saranno assistiti da una nutrita schiera di avvocati. In queste ore hanno ricevuto il mandato, tra gli altri, Giancarlo De Marco, Massimo Galasso, Antonio Valentini e Pasquale Provenzano.
I Carabinieri della Compagnia di Catanzaro con l'ausilio di unita' specializzate e cinofile del Goc di Vibo Valentia, hanno arrestato per spaccio Luciano Abruzzese, 22 anni, noto alle forze dell'ordine, soprannominato ''il gambero'', perche' nella sua abitazione sono stati trovati 10 grammi di cocaina suddivisa in 40 dosi pronta per lo spaccio, e Damiana Bevilacqua, 38 anni, trovata in possesso di 10 grammi di cocaina, Nell'ambito della stessa operazione i carabinieri hanno denunciato B.F e P.C per furto di energia elettrica, pocihe' si erano allacciati abusivamente ai cavi dell'Enel.
questo solo oggi, solo per dire quanto sia diffuso l'uso di cocaina!