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Di neofascisti che tirano ce ne sono.
Così come ci sono cattolici adulteri, islamici che bevono alcolici e marxisti che si appropriano del plusvalore altrui.
Non è che se un fascista fa una cosa "fascistamente" sbagliata, allora diventa giusta.
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.....


Daje!




ottimo manifesto


La guerra allo spaccio
La famiglia della cocaina finisce in trappola
Enrico Nardecchia
Blitz dei carabinieri a Zanni, arrestati madre e 2 figli, nei guai anche un amico
PESCARA. Oltre alla droga e ai soldi tenevano in casa anche lo scanner che dava loro le notizie in diretta 24 ore su 24 su tutti gli spostamenti delle forze dell’ordine. Ma ieri mattina alle 4,30 la famiglia era a letto, la radio spenta. Svegliati di soprassalto, hanno gettato la droga dalla finestra ma il sacchetto è finito nelle mani dei carabinieri. Quattro persone, mamma e due figli, oltre a un amico, sono finite in carcere con l’accusa di spaccio. Li hanno incastrati le intercettazioni telefoniche che gli uomini del Ros dell’Aquila hanno ascoltato per giorni. Con loro hanno operato gli uomini del nucleo operativo di Pescara. Al filone della droga i carabinieri sono arrivati indagando sulla banda che rapinava i furgoni portavalori, come quello assaltato a febbraio 2006 a Dragonara.
Secondo i carabinieri la famiglia di cui fanno parte Delfina Roselli di 52 anni, e i figli Giada Taricani di 22 anni, e Carlo Taricani di 26 anni aveva trasformato la casa di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Zanni, in una centrale dello spaccio. Insieme a loro è stato arrestato anche Loris Fratelli di 29 anni, residente in via dei Teatini, al quale l’ordine di custodia cautelare è stato notificato direttamente in carcere, dove si trova già rinchiuso per una rapina. Gli arresti sono stati disposti dal gip Maria Michela Di Fine su richiesta del pm Gennaro Varone.
I carabinieri hanno fatto irruzione a notte fonda nella casa dello spaccio. All’operazione ha partecipato fattivamente anche il cane antidroga Omex. Quando ha capito che i visitatori erano i carabinieri, la Roselli, la madre, ha tentato di disfarsi di 60 grammi di eroina e di un bilancino elettronico di precisione gettandoli dalla finestra. Ma la busta di nylon è finita nelle mani dei carabinieri che aspettavano nel cortile. All’interno dell’abitazione sono stati sequestrati anche dieci flaconi di metadone; alcune dosi di cocaina, hascisc e marijuana già pronte per essere spacciate; uno scanner, calibrato sulla frequenza radio dei carabinieri, usato per intercettare le comunicazioni delle forze dell’ordine e la somma di 605 euro in contanti, la gran parte in banconote di piccolo taglio, il che avvalora, per i carabinieri, che si tratta dei soldi incassati dagli acquirenti della droga. Delfina Roselli è la suocera di Maurizio Longo, una delle persone coinvolte nell’inchiesta sulle rapine ai portavalori.
«Gli arrestati», ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giovanni Esposito Alaia, «avevano costituito una sorta di azienda familiare, cosa che è testimoniata anche dall’accordo molto stretto che c’era tra la madre e la figlia, incensurata. Le due donne, infatti, uscivano insieme per vendere la droga anche al mercato. La loro abitazione era diventata un punto di riferimento per i consumatori di droga, visto che è accertato che vi si svolgeva un’attività di spaccio continuata
MEZZO chilo di cocaina purissima e circa 200 grammi di hashish da «distribuire» nel circuito delle discoteche ...... e delle feste rave. Con l'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, gli agenti del commissariato Castro Pretorio hanno arrestato tre giovani e «insospettabili» studenti di età compresa tra i 23 e i 27 anni. Dopo indagini partite a dicembre a seguito dell'arresto di un'altra studentessa che fu trovata in possesso di 500 pasticche di ecstasy e chetamina, la polizia è riuscita a risalire alla banda di spacciatori incensurati che si servivano delle loro abitazioni a Casal Bruciato e Torre Spaccata per smerciare e custodire le sostanze stupefacenti. Con la cocaina rinvenuta dalla polizia, di purezza superiore all'85%, si sarebbero potute confezionare oltre 9mila dosi per un valore complessivo sul mercato illecito di circa 300mila euro. In manette sono finiti il 23enne Davide Izzi, originario di Tivoli, pr e dj di una certa fama, la 26enne Daniela Polcaro, romana e fidanzata di Izzi, e il napoletano Francesco Esposito, 26 anni, coinquilino del dj. Secondo gli elementi raccolti dalla polizia, i tre rifornivano i consumatori delle discoteche e dei locali del centro della Capitale. Dopo aver raccolto elementi sufficienti per incastrare i giovani, gli inquirenti hanno proceduto con appostamenti per seguire i loro movimenti. Notando peraltro che, pur essendo soltanto studenti, i tre vivevano in condizioni particolarmente agiate. Poi nella serata tra l'1 e il 2 marzo è scattato il blitz. Gli agenti di Castro Pretorio hanno fermato in auto, nei pressi di casa della ragazza, i due fidanzati. Nella vettura hanno rinvenuto alcune dosi di stupefacente. Tanto è bastato per far scattare la perquisizione nelle abitazioni dei ragazzi.


.....do il mio contributo seguendo il mio consueto taglio : la cocaina sta divendo "emergenza sociale" e come tale balza agli 'onori' della cronaca per un motivo molto semplice : sta cambiando o meglio è sostanzialmente cambiato il consumatore abituale. Se una volta questa, veniva associata ai festini dei vip, dei 'creativi', se in buona sostanza veniva associata alla ricchezza e al successo, questo voleva dire che la usava nel 99% dei casi non compiva reati per procurarsela, anzi nella quasi totalità dei casi rappresentava un 'modello' di successo' o comunque di 'normalità'. Come tutti i fenomeni culturali dall' elite a cascata si trasferiscono al 'popolo' e così la 'neve' è arrivata tra i coatti di periferia, nelle borgate, dove la sua sssunzione era l' unico modo per sentirsi per qualche attimo come 'loro' quelli dei quartieri bene, i ricchi, gli arrivati, i belli e le belle che si invidiavano per televisione. La dove c' era eroina e disperazione ( e reati e malattie....) ora c' è la coca. Il fatto è culturale !


Non possiamo cioè pretendere che i 'media' patinati si facciano promotori di iniziative contro la coca, se non melliflue campagne moralistiche : occorebbe mettere in discussione un modello culturale che è il loro, di cui loro sono nel contempo i portatori (non sani) e i primi beneficiari. Quindi, spiegare perchè è una fregatura, perchè è una merda !