l'unica legge elettorale che funziona è quella dei sindaci.
ma è disastrosa per le burocrazie dei partiti quindi non si farà mai a livello nazionale a meno di un referendum o di altro cataclisma esterno.
possiamo discutere di sistemi elettorali finchè vogliamo il problema sono i partiti italici ed i loro elettori.
il maggioritario funziona in inghilterra perchè li sono inglesi.
in italia è diventato una pagliacciata.
l'essenza di un sistema elettorale come il maggioritario è dare potere di governo ad una minoranza anzichè alla maggioranza assoluta -come invece nel proporzionale- sul presupposto che il sacrifico di rappresentatività sia compensato dalla coesione e dall'efficacia della minoranza che governa: come dire meglio un governo che fa, anche cose minoritarie o sbagliate, rispetto ad uno che non fa..
in italia invece i furbetti vari hanno trasformato il maggioritario in una rincorsa alla costruzione di coalizioni che arrivino al 50%, anzichè in una gara di proposte coerenti di minoranze coese alla ricerca della maggioranza relativa.
conclusione: io preferisco il referendum perchè mette sabbia negli ingranaggi dei partiti e dei loro giochi autoreferenziali, qualsiasi riforma partorita in parlamento metterà in primo piano l'autoconservazione del milione e più di italiani che campa di politica dal parlamento ai consigli di quartiere,
non gli interessi di quegli altri 40 milioni che pagano le tasse e che chiederebbero solo di votare una volta ogni 5 anni, per un numero ridotto di rappresentanti del popolo, che lavorassero, anche ben pagati, per 5 anni realizzando un programma politico.




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