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Discussione: La Croazia oggi.

  1. #91
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    Citazione Originariamente Scritto da Svarog08 Visualizza Messaggio
    di nuovo la tua frustrazione "americana" (visto che non parliamo dell'America ma del Kosovo) , pero',tornando all'argomento, di nuovo si tratta solo delle opinioni personali.Io seguo i riconoscimenti internazionali di un Paese che si chiama Kosovo , gli altri possono seguire razzisti tipo Napolitano i quali negano molte cose , pero' non me ne frego.
    Il Kosovo l'han creato gli U$A, chi lo nega o è un ipocrita o è un ignorante altro che opinioni personali. I riconoscimenti internazionali di cui parli sono molto MINORITARI rispetto a chi non ha ancora risonosciuto lo stato dei narcos, quindi sei fuori strada. E poi smettila con la tua frustrazione del "razzista Napolitano", è un comunista come il tuo idolo Tito.

  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da Svarog08 Visualizza Messaggio
    vabbene bambino , hai contracambiato subito ,auguri , siamo 1a1

  3. #93
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    Veramente i morti sono due.

  4. #94
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    Most za Beograd – Un ponte per Belgrado in terra di Bari

    Associazione culturale di solidarietà con la popolazione jugoslava - via Abbrescia 97, 70121 BARI

    mostzabeograd@alice.it Codice Fiscale 93242490725


    L'associazione opera per la diffusione di una cultura critica della guerra e il riavvicinamento tra i popoli con culture, etnie, religioni ed usanze diverse al fine di una equa e pacifica convivenza. Si impegna per la diffusione di un forte senso di solidarietà nei confronti della popolazione jugoslava e degli altri popoli vittime della guerra. Ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

    In particolare l'associazione:

    - promuove, attraverso raccolte di fondi e donazioni iniziative di solidarietà nei confronti delle vittime della guerra nel campo sanitario, scolastico, alimentare e in ogni altro campo.
    - promuove iniziative di sostegno a distanza di bambini jugoslavi
    - promuove iniziative di gemellaggio tra enti locali italiani e jugoslavi, tra scuole italiane e jugoslave
    - promuove scambi culturali e di amicizia verso il popolo jugoslavo
    - promuove iniziative di conoscenza della storia e della cultura jugoslave





    JASENOVAC

    TOMBA di 19432 BAMBINE E BAMBINI

    Mostra fotografica

    28 maggio - 8 giugno 2007

    Casa della Pace della Provincia di Milano

    Via Ulisse Dini, 7 – Milano

    (MM2 Abbiategrasso)

    da lunedì a venerdì dalle 10 alle 17

    sabato e domenica solo su prenotazione al tel.02-847477233



    La mostra è stata realizzata da MOST ZA BEOGRAD - foto e testi forniti dal MUSEO DELLE VITTIME DEL GENOCIDIO DI BELGRADO e tradotti con la collaborazione della cattedra di serbo-croato dell'Università di Bari di cui è titolare la prof. Svetlana Stipcevic .

    Organizzano:

    Un Ponte per…, Via M. Pichi, 1 – Milano. milano@unponteper.it - www.unponteper.it - ccp 59927004, c/c n°100790 Banca Etica - ABI 05018 CAB 12100 CIN P

    Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - jugocoord@tiscali.it, www.cnj.it - Conto Bancoposta n.47595665, ABI 07601 CAB 01600 CIN F, intestato ad A. Krstic

    Opera Nomadi - Sezione di Milano - Via De Pretis, 13 - 20129 Milano, Tel 0284891841 – 3393684212 - segreteria@operanomadimilano.org - www.operanomadimilano.org

    Most Za Beograd – Un Ponte per Belgrado in Terra di Bari -Associazione culturale e di solidarietà con la popolazione jugoslava - Via Abbrescia 97, 70121 Bari - tel. 0805562663 - ccp n.13087754 - mostzabeograd@alice.it

    Centro culturale multietnico LA TENDA - tel. 34038740815 - antonio.furlan@rcm.inet.it



    Lunedì 28 maggio 2007

    ore 18.00

    Casa della Pace della Provincia di Milano

    Jasenovac: il lato oscuro dell'Olocausto



    Incontro pubblico

    Saluti di

    Irma Dioli , Assessora alla Pace, Partecipazione, Cooperazione Internazionale della Provincia di Milano

    Francesca Corso , Assessora ai Diritti dei Bambini e delle Bambine della Provincia di Milano

    Giansandro Barzaghi , Assessore all'istruzione e all'Edilizia Scolastica della Provincia di Milano

    Aleksandra Jovanovic , console serbo a Milano



    Interventi e relazioni

    Andrea Catone , Most za Beograd (Bari)

    Jovan Mirkovic , Museo delle vittime del genocidio di Belgrado

    Giuseppe Zaccaria , giornalista de “La Stampa”

    Maurizio Pagani , Opera Nomadi

    Coordina

    Jasmina Radivojevic , Un Ponte per …

    Al termine degli interventi l'attrice Dijana Pavlovic leggerà la poesia “La Foiba” di Ivan Goran Kovacic, accompagnata dal musicista Jovica Jovic



    Il Campo di concentramento di Jasenovac fu il più grande campo di concentramento costruito nei Balcani durante la seconda guerra mondiale, creato dallo Stato Indipendente di Croazia di Ante Pavelic, alleato dei nazi-fascisti. Si trova nei pressi dell'omonimo paese sulle rive del fiume Sava, ad un centinaio di chilometri a sud-est di Zagabria, vicino all'attuale confine croato-bosniaco. Venne edificato nel 1941 e funzionò fino al 22 aprile 1945. Vi trovarono la morte serbi, ebrei, zingari, musulmani e oppositori politici croati, ma soprattutto moltissimi bambini di età compresa fra i 3 mesi e i 14 anni. Le stime delle vittime degli Ustasha nel campo di Jasenovac variano da 60.000 al milione. Le più attendibili si aggirano sui 600.000 (Centro Simon Wiesental, Jad Washem). Una tra le efferatezze maggiori fu eseguita da Petar Brzica, studente di legge, che nella notte del 29 agosto 1942 (per scommessa) uccise 1360 prigionieri sgozzandoli con il "srbosjek" (tagliaserbo) e fu nominato "Re delle gole tagliate".

    La mostra è suddivisa in 3 sezioni:

    • Lo stato del crimine allo specchio dei fatti : è illustrato lo Stato Indipendente della Croazia come stato del crimine organizzato e legalizzato

    • Jasenovac, tomba di 19.432 bambine e bambini: mostra, attraverso foto e documenti facsimile, l'inferno di Jasenovac e la strage dei bambini lì avvenuta

    • La luce dell'umanità nel buio del male : racconta attraverso le immagini e le parole, non solo la strage di bambini, ma anche l'azione umana, che ha portato le donne croate, capeggiate da Diana Budisavljević, a salvare i bambini serbi dal lager della morte.

    Quando abbiamo deciso di prendere in prestito questa mostra, abbiamo pensato: cosa ci spinge veramente a farla vedere a Milano? La risposta non è stata né facile né banale. Il desiderio di promuovere e condividere la memoria comune europea affinché non accada mai più? Certamente. Vi è dell'altro però. Vi è il desiderio di affrontare un argomento che per decenni è stato considerato un tabù. Pensiamo che i tempi siano maturi. Pensiamo che, per quanto difficile, è sempre meglio dire la verità, cercare di capirla ed elaborarla. Perché la storia di Jasenovac è storia di tutti noi. Attraverso questa mostra sui bambini, vittime del campo di concentramento di Jasenovac, presentiamo un segmento della sofferenza del popolo serbo durante la Seconda guerra mondiale 1941-1945, nell'area dello Stato Indipendente della Croazia. Secondo le ricerche finora condotte nello Stato Indipendente della Croazia, che aveva anche dei campi di concentramento per bambini, hanno perso la vita 74.762 bambini fino ai 14 anni, a Jasenovac 19.432 bambini (11.888 serbi – 5.469 rom– 1.911 ebrei e 164 di altre etnie).

    (… è una storia cancellata difficile da raccontare ed accettare)

    Fonte: www.jasenovac-info.com

  5. #95
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    Visto che metti in discussione tutto, non c'e' fonte certa per te. Sempre meglio delle tue fonti sul balkan forum.

  6. #96
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    SUL CONNUBIO NAZISTI-CIA:
    GLI USTASCIA CROATI
    Testo di testimonianza sul governo della Croazia secessionista nel giugno 1941

    Petar Makara e Jared Israel - 9 Dicembre 2001
    Traduzione di Alessandro Lattanzio
    NIENTE SERBI, NE' EBREI, NE' NOMADI ['Zingari'] E NE' CANI

    Unisciti alla nostra mail list Avrai circa un articolo al giorno
    Nell'articolo I peggiori segreti dell'orso impacciato abbiamo parlato del 'salvataggio' USA/Vaticano dei nazisti dell'Europa Orientale e dei Balcani alla fine della seconda guerra mondiale.
    Parecchie di tali persone, con i loro figli, furono rispediti in Europa, alla fine degli anni '80 e all'inizio degli anni '90, al fine di aiutare l'instaurazione di regimi filo-occidentali.
    Per dare una visione migliore di cosa ciò significa, dobbiamo vedere più da vicino chi, il vaticano e il governo degli Stati Uniti, salvarono.
    Il seguente testo è una tesi sul cosiddetto Stato indipendente di Croazia, comprendente la Croazia e parte della Bosnia-Herzegovina.
    La Croazia era uno stato clerical-fascista, installatosi dopo l'invasione nazista della Jugoslavia, durante la primavera del 1941.
    Balzando agli anni '90, vi è un luogo comune nei media occidentali, nell'accusare i serbi di paranoia nel resistere alla secessione croata. Sono paranoici? O hanno qualche motivo per preoccuparsi di ciò?
    Durante gli anni '90, la stampa jugoslava si riferiva ai secessionisti croati come 'Ustashi.' Permettetemi di spiegarvi.
    Jared Israel

    SGUARDO SULL'OLOCAUSTO
    La Chiesa cattolica, in Croazia, e non solo, ha approvato (e vi ha anche partecipato) lo sterminio di ebrei, serbi ortodossi, zingari e comunisti. Ancora oggi la chiesa sostiene quelle scelte, Stepinac, primate della Croazia fascista, è stato di recente beatificato da Karol Woitjla.

    Petar Makara
    Traduzione di Alessandro Lattanzio

    Nella seconda parte parleremo del supporto dei governi e dei media occidentali al rinato fascismo croato
    Parte 1 - MACELLO ETNICO
    [ESTRATTO] "Il più grande massacro etnico si compì in Jugoslavia, poco dopo l'invasione tedesca dell'Aprile 1941.
    La creazione dello stato separatista di Croazia ... controllato dai fascisti, Cattolici, dal movimento estremista Ustasha che preparava la tragedia... Adesso, la Croazia storica si era espansa fino a includere la Bosnia-Herzegovina e altri territori, e gli Ustasha furono messi al governo di una popolazione di circa 7 milioni di persone, di cui la metà Croata, altri 2 milioni erano serbi, e circa 750.000 Mussulmani, e piccole comunità di protestanti e ebrei.... Il Ministro dell'Educazione, Mile Budak, chiarì il proclama degli Ustasha: 'la nostra nuova Croazia si sbarazzerà dei serbi tra di noi, allo scopo di avere il cento per cento di cattolici tra dieci anni.'
    Professore Clive Ponting, "Armageddon," Random House, Inc., New York, 1995, pagg. 231-232.
    PARTE 2 - EFFERATEZZA INSUPERATA
    [Estratto] "In Bosnia... i fascisti croati iniziarono il massacro dei serbi che , in tutto il periodo della seconda guerra mondiale, fu sorpassato in ferocia solo dallo sterminio degli ebrei polacchi.
    Le citazioni di sopra è stata ripetuta diverse volte da tute le versioni dell'Encyclopedia Britannica dal 1971 al 1987. Si può trovare, per esempio, nell'Encyclopedia Britannica Edizione 1971, Volume 23, pag. 922 o nell'Encyclopedia Britannica, Edizione 1987, Volume 29, pag. 1054.
    (Capitolo intitolato: "Jugoslavia, 2° G.M."). Non si trovano più nelle edizioni seguenti.
    Molti dei dati precedenti divennero politicamente scorretti, fin d a quando gli USA e la Germania iniziarono a sponsorizzare la nuova Croazia indipendente, alla fine degli anni '80.

    PARTE 3 - METODI DI STERMINIO DEGLI 'ELEMETI ESTRANEI'
    [Estratto] "La Croazia [sotto il controllo fascista, si chiamava 'Stato indipendente di Croazia' o 'Nazavisna Drzava Hrvatska,' da cui le iniziali NDH) ... Instaurato durante la 2° G.M., esistette dall'Aprile 1941 al Maggio 1945. La sua area occupava quello che oggi è la Repubblica Federativa di Croazia e la Repubblica Federativa di Bosnia e Herzegovina... la sua capitale era Zagabria. Aveva una popolazione di 6.3 milioni di persone, di cui 3.3 milioni croati cattolici, 1.9 milioni di serbi, 700.000 Mussulmani... 40.000 ebrei e 30,000 Zingari...
    " ... Poco dopo la presa del potere , gli Ustasha, con l'aiuto di molti croati , iniziarono la cosiddetta ' Purga della Croazia dagli elementi esteri' il cui scopo principale era lo sterminio della minoranza serba.
    "In una brutale campagna terroristica, più di mezzo milione di serbi venne uccisa, circa 250.000 furono espulsi, e 200.000 forzati alla conversione al cattolicesimo.
    "Il regime Ustasha in Croazia, che guidò, nell'estate 1941 lo sterminio e la cacciata dei serbi, fu uno degli episodi più orrendi della seconda guerra mondiale.
    "gli assassini in massa attuati dagli ustasha erano straordinariamente primitivi e sadici: migliaia vennero gettati dalle cime montane, altri bastonati a morte, o ebbero le gole tagliate, interi villaggi furono bruciati, le donne violentate, le popolazioni sottoposte alle marce della morte in pieno inverno, e molti altri sfruttati a morte."
    'Encyclopedia of the Holocaust,' Vol. 1, pag. 323, capitolo: 'Croatia.'

    PARTE 4 - STERMINIO DI SERBI E EBREI
    [Estratto] "Nell'Aprile 1941 i separatisti croati dell'organizzazione fascista croata 'Ustasha' installarono a Zagabria un regime indipendentista croato, con Ante Pavelic quale fuehrer, o "Poglavnik," e con il maresciallo Slavko Kvaternik come ministro della guerra. "Il nuovo stato, organizzato su linee strettamente fasciste e autoritarie, eccelse subito, per ferocia e crudeltà, nella persecuzione, e parziale sterminio, della grande minoranza serba e della piccola popolazione ebrea..."
    "Encyclopedia Britannica, 1943 - Book of the year," pag. 215, Capitolo: 'Croatia'

    PARTE 5 - SCIOCCARE I TEDESCHI
    [Estratto] "Slavko Kvaternik spiegava [in un programma della radio il 10 Aprile 1941, il giorno della nascita dello 'Stato indipendente di Croazia'] come una Croazia pura sarebbe stata costruita - forzando un terzo dei serbi a lasciare la Croazia, un altro terzo a convertirsi al cattolicesimo, e un altro terzo ancora sarebbe stato sterminato. Subito le bande di ustasha iniziarono un'orgia di sangue, con l'assassinio in massa di serbi, sfortunatamente troppi per essere convertiti o scacciati in tempo dalla Croazia.
    "L'enormità di questo crimine scioccò persino la coscienza dei comandanti tedeschi, ma Pavelic aveva il supporto personale di Hitler per questa azione, che provocò centinaia di migliaia di morti tra i serbi in Croazia e Bosnia-Herzegovina."
    'Worldmark Encyclopedia of the Nations,' Europa, edizione 1995, pag. 91, capitolo: 'Croatia.'

    PARTE 6 - UCCISE 'SOLO' 750.000 PERSONE
    [Estratto] "La ricetta ortodossa di Ante Pavelic, capo degli Ustashi e Fuehrer croato, ricorda una guerra religiosa nei suoi aspetti più sanguinari: un terzo doveva divenire cattolico, un terzo doveva lasciare il paese, e un terzo doveva morire. L'ultimo punto venne eseguito. Quando i dirigenti del movimento Ustashi dichiaravano che avrebbero massacrato un milione di serbi (incluso neonati, bambini, donne e vecchi), questa è la mia opinione, è una esagerata vanteria. Secondo i documenti che possiedo, la mia stima del numero di indifesi massacrati è circa di 750.000 persone".
    Herman Naubacher, "Sonderauftrag Sudosten 1940-1945. Bericht eines fliegenden Diplomate," Gottingen, 1956, pag.31. Naubacher era un assistente personale di Hitler's per gli affari dell'Europa del Sud-est e dei Balcani.

    PARTE 7 - BESTIALITA' INDESCRIVIBILE
    [Estratto] "Gli Ustashi uccisero e torturarono ebrei e serbi in modo indescrivibilmente bestiale. Uno dei più famosi campi dell'Europa di Hitler: Jasenovac, era in Croazia. Qui gli Ustashi usavano strumenti primitivi per mettere a morte le loro vittime: coltelli, asce, e altri strumenti simili. Un modo caratteristico era legare una coppia di prigionieri, schiena a schiena, e gettarli sul fiume Sava . una fonte stima che 770.000 serbi, 40.000 zingari e 20.000 ebrei furono assassinati nel campo di Jasenovac."
    Dr. Nora Levin, "The Holocaust - The destruction of European Jewry 1933 - 1945," Schocken Books, New York, Edizione 1973, pag. 515

    PARTE 8 - SUPERARE I NAZISTI
    [Estratto] "In Croazia i fascisti del regime locale intrapresero una politica di 'purificazione razziale' che superò persino i metodi dei nazisti. Minoranze come ebrei o zingari furono eliminate, così come i serbi: venne dichiarato che un terzo dei serbi sarebbe stato deportato, un terzo convertito al cattolicesimo, un terzo liquidato... le bande Ustasha terrorizzavano la campagna. La parziale collaborazione del clero cattolico in tali azioni, continua a essere elemento dei sospetti dei serbi di Croazia."
    'Encyclopaedia Britannica,' Edizione 1991, Macropedia, Vol. 29, pag. 1111

    PARTE 9 - SPONSOR CLERICALI
    [Estratto] "Le fonti imparziali sono d'accordo nel fatto che il genocidio venne autorizzato dallo stato di Croazia. Concorse nell'istigare, pianificare e eseguire assassini di massa contro la minoranza serba ortodossa... e che il clero cattolico approvasse, conducesse o non denunciasse i massacri. L'odio collettivo croato verso i serbi ortodossi era esplicito nelle gente, come dimostra il detto: "serbi ai pioppi (impiccare i serbi)."
    Nel giugno 1941 "NIENTE SERBI, EBREI, NOMADI ['Zingari'] E CANI" - Testo di testimonianza sul governo della Croazia secessionista nel giugno 1941.
    Professor Helen Fein, "Accounting for Genocide - Victims and Survivors of the Holocaust," The Free Press, New York, Edizione 1979, pagg. 102-103.

    PARTE 10 - IL CLERO CATTOLICO PARTECIPO' CON FIEREZZA
    [Estratto] "i monaci cattolici e altri preti erano fieri di aver preso parte a questa lotta per la 'purezza' della terra croata.
    'The New Encyclopedia Britannica,' edizione 1986, Macropedia (studiare a fondo), Volume 27, page 467, capitolo: 'Fascism in the Balkans (1930's).'

    PARTE 11 - IL PIU' GRANDE GENOCIDIO IN RAPPORTO ALLA POPOLAZIONE
    [Estratto] "il più grande genocidio durante la seconda guerra mondiale, in proporzione alla popolazione di una nazione, attuata, non nella Germania nazista, ma dello stato fantoccio filo-nazista di Croazia. Qui, negli anni 1941-1945, circa 750.000 serbi, 60.000 ebrei e 26.000 zingari, uomini, donne, bambini, morirono in un gigantesco olocausto. Questa è la espressione usata da parecchi autori stranieri, soprattutto tedeschi, che erano nella posizione migliore per sapere...
    "...La gravità e la natura bestiale di tali atrocità rendono difficile credere che ciò possa essere accaduto in una parte evidentemente civilizzata del mondo. Persino un libro come questo può tentare di dirci una parte soltanto della verità."
    Professore Edmond Paris, 'Genocide in Satellite Croatia, 1941-1945,' Novembre, 1961, The American Institute for Balkan Affairs, dall'introduzione.

    PARTE 12 - FIUME INCUBO
    [Etsratto] "Persino uno dei più grandi massacri dell'era oscura della storia non avrebbe sporcato il suo nome, Croazia... uccidi, uccidi, gridavano gli Ustashi contro i serbi. E tagliavano le loro teste e gettavano i loro corpi sul fiume Sava che scorreva lentamente e tranquillamente in direzione di Belgrado... "Torna nella tua patria, Torna nella tua patria".
    "Né i fascisti, né i nazisti avevano la minima somiglianza con gli Ustashi, erano una fauna assolutamente strana e straordinaria..."
    Alfio Russo, "Rivoluzione in Jugoslavia," Roma 1944

    PARTE 13 - ANTE PAVELIC, IL FUEHRER CROATO
    [Estratto] "il vero dominatore [della Croazia della 2° G.M.] era Ante Pavelic, un nazionalista croato zelante e fanatico nemico dei serbi... Pavelic guidava un gruppo terrorista chiamato gli Ustashi... 'un buon Ustasha,' diceva, 'è colui che puà usare il suo coltello per strappare un neonato dal ventre della madre.'
    "Partisans and Guerillas, W.W.II," Time-Life books, pag. 87.

    PARTE 14 - ATROCITA' INENARRABILI
    [Estratto] "ho iniziato ad avere notizie dalla Croazia che parlano di una montante marea di assassini, di atrocità inenarrabili, di massacri di serbi inermi da parte di croati pazzi furiosi e di mussulmani fascisti nella Croazia bosniaca. Nei piccoli retrobottega di uomini di fiducia, le storie vengono diffuse. Io non posso credere a un quarto di esse. Sfortunatamente, sono presto venuto a sapere che erano una pallida conoscenza della realtà. Uomini che erano giunti a Dubrovnik si recavano con strisce di lingue di serbi e con cesti di occhi serbi da vendere.
    Ruth Mitchell, "The Serbs Choose War," Doubleday, Doran, 1943, pag. 148.
    La signora Mitchell, sorella del fondatore U.S. Air Force, Generale Bill Mitchell, era a Dubrovnik, in Croazia, nell'Aprile 1941, quando la Jugoslavia venne occupata dai nazisti e gli Ustashi salirono al potere.

    PARTE 15 - IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI JASENOVAC
    [Estratto] "Jasenovac [era] il più grande campo di concentramento in Croazia. Jasenovac era in effetti un complesso di parecchi subcampi, assai vicini tra loro, presso le rive del Sava... istituito nell'Agosto 1941 e smantellato solo nell'Aprile 1945...
    "Circa 600.000 persone vennero massacrate a Jasenovac, soprattutto serbi, ebrei, zingari e oppositori degli Ustasha... la condizioni di vita nel campo erano estremamente severe... Un regime particolarmente crudele, e dal comportamento incredibilmente crudele delle guardie Ustashe...
    "Gli assassini e gli atti di crudeltà nel campo raggiunsero il culmine nella tarda estate del 1942, quando decine di migliaia si contadini serbi furono deportati a Jasenovac dall'area di combattimento contro i partigiani, nelle montagne Kozara."
    'Encyclopedia of the Holocaust,' Vol. 2, pag. 739.

    PARTE 16 -SE HAI DELLE LACRIME, PREPARATI A PIANGERE
    [Estratto] "...è stato stimato che un totale di 200.000 persone morirono [a Jasenovac] durante solo il 1941-1942! Folle di bambini serbi vennero bruciati vivi in vecchi forni per mattoni, trasformati in forni crematori.
    "Vjekoslav Luburic, comandante in capo di tutti i campi croati, annunciò la grande efficienza di questo massacro, in una cerimonia del 9 Ottobre 1942... durante il banchetto seguente, riportò con orgoglio: "abbiamo sterminato qui a Jasenovac più persone di quanto fosse capace l'Impero Ottomano durante l'occupazione dell'Europa.'"
    Professor Edmond Paris, "Genocide in Satellite Croatia 1941-1945," The American Institute for Balkan Affairs, edizione 1961, pag. 132

    PARTE 16 - UNA NOTTE
    [Estratto] "Nei campi di concentramento di Jasenovac, nella notte del 29 Agosto 1942, furono emanati gli ordini di esecuzione. Scommesse furono fatte su quanto grande sarebbe stato il numero di giustiziati. Peter Brzica sgozzò 1.360 prigionieri con uno speciale coltello da macellaio. Avendosi proclamato vincitore della competizione, venne eletto Re dei tagliagola. Un orologio d'oro, un servizio di posate d'argento e un maiale arrosto con vino furono i suoi premi..."
    Avro Manhattan, "The Vatican's Holocaust," 1986, pag. 48.
    Durante la seconda guerra mondiale, il sig. Manhattan era operatore radio presso "Radio Freedom" che era rivolto all'Europa occupata.

    PARTE 17 - IL PASSATO RITORNA...
    [Estratto] "Non vi sarà ritorno al passato, al tempo in cui i serbi costituivano il cancro nel cuore della Croazia, cancro che distruggeva la nazione croata e che non permetteva al popolo croato di regnare a casa sua, di portare la Croazia a una vita indipendente e sovrana, sotto questo grande, azzurro cielo tra la comunità di stati sovrani... essi (i rifugiati serbi cacciati dalle loro case dall'esercito croato) non hanno avuto il tempo di prendere con sé la loro sudicia moneta straniera e le loro cianfrusaglie. " Radio croata, trascritta dalla BBC Summary of World Broadcasts, 28 Agosto 1995
    Tale estratto proviene da Tudjman, Presidente dello stato indipendente di Croazia. Questo stato è modellato su suoi predecessori nazisti.
    È stato creato quando la Croazia è violentemente separata dalla Jugoslavia nel Giugno 1991, come diretto risultato della strategia USA-Germania di impiego delle forze terroriste per spezzare la Jugoslavia. Tudjman parlava durante un viaggio in treno in ciò che era la Krajina serba, in Croazia nell'agosto 1995. Addestrate delle forze armate USA, armate dai tedeschi, con l'appoggio aereo dei caccia-bombardieri statunitensi, l'esercito croato aveva cacciato circa 250.000 serbi dalle loro terre natie.
    I contadini serbi che avevano vissuto e coltivato la terra nella Krajina per più di 400 anni, ma che il 'New York Times' chiama 'ribelli', dando legittimità a quest'incubo. Il 'New York Times', titolava le foto, che mostravano i rifugiati serbi cacciati dall'offensiva neo-Ustashi: "Migliaia di serbi sono stati scacciati dall'offensiva croata che rioccupava i tre quarti del territorio occupato dalle forze serbe nel 1991."
    'The New York Times,' 10 Agosto, 1995

    Fonte: sitoaurora-altavista.org

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    ROAZIA: GIORNALISTI UCCISI, SI PENSA A MISURE STRAORDINARIE

    ZAGABRIA - La Croazia e' stata profondamente scossa dall'attentato di ieri sera contro due giornalisti, dirigenti del settimanale di politica Nacional, e sia la stampa che i politici parlano di ''terrorismo del crimine organizzato'', ''brutale censura'', ''misure straordinarie' e ''arresto del cammino della Croazia verso l'Unione europea''.

    ''Non abbiamo bisogno di decretare uno stato d'emergenza'', ha detto il primo ministro Ivo Sanader stamani al termine della riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza nazionale, ma ''ci saranno delle misure straordinarie per la lotta al crimine organizzato a la corruzione''. La decisione di introdurre ''leggi anti-mafia'', reiterata oggi, era gia' stata presa due settimane fa, dopo l'uccisione di una giovane avvocatessa, il cui padre e' il legale di un ex generale sospettato di avere legami con la mafia croata.

    La stampa di Zagabria e' unanime oggi nel condannare l'uccisione di Ivo Pukanic, giornalista e direttore della testata Nacional, e del suo stretto collaboratore Niko Franjic. ''Terrorismo!'', scrive sull'intera prima pagina il principale quotidiano nazionale Jutarnji list, sostenendo in una prima analisi che ormai si puo' parlare ''della vittoria del crimine organizzato e di un'altra ennesima sconfitta dello Stato''. Su questa scia, anche Il Vecernji list, titola: ''Il crimine ha preso il potere''.

    La polizia ha nel frattempo fatto sapere che nelle indagini sono state coinvolte anche le magistrature di quasi tutti i paesi dei Balcani. Ivo Pukanic, 47 anni, era considerato uno dei piu' controversi giornalisti ed editori croati, e alcuni analisti sostenevano che avesse legami con il crimine organizzato, anche quello in Serbia e in Montenegro, come anche con una parte dei servizi segreti deviati.

    Negli ultimi mesi la Croazia, in particolare la capitale, ha visto una serie di intimidazioni, tre pestaggi e due uccisioni di uomini d'affari, pubblici ufficiali e giornalisti che si erano opposti al crimine organizzato e alla corruzione. Nessuno di questi casi e' stato risolto.
    24/10/2008 14:13
    Fonte: Ansa

  8. #98
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    Predefinito

    la Croazia sta facendo tacere tutti coloro che osano parlare contro il governo e le malefatte compiute anni addietro. Anche il fatto di non voler processare e di insabbiare tutto quello che commise l'ex sindaco di Osijek ( circa 2000 morti Serbi e 10 000 pestaggio e torture ) è la dimostrazione del livello dittatoriale che comanda in Croazia.

 

 
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