Dal Catechismo di Trento, Parte III, Quinto Comandamento:
http://it.wikisource.org/wiki/Catech...o_Comandamento
Che vuol dire che ciascuno è causa del proprio male?A ben considerare le cose, gli uomini sono qui semplicemente ministri ed emissari di Dio; pur potendo un uomo odiare malvagiamente un altro e desiderargli ogni male, non può in realtà nuocergli se non lo permetta Dio. Persuasi di ciò, Giuseppe sostenne serenamente gli empi propositi dei fratelli (Gn 45,5) e David le ingiurie di Simei (2 Sam 16,10). In queste considerazioni rientra l'argomento svolto con grande dottrina dal Crisostomo, secondo il quale ciascuno è causa del proprio male. Infatti coloro che si ritengono maltrattati, se ben considerino la loro situazione, si accorgeranno di non aver subito ingiuria o danno dagli altri, potendo le lesioni e le offese provenire apparentemente dall'esterno, ma siamo in realtà noi stessi la causa del nostro male, contaminando l'animo con le nefaste passioni dell'odio, della cupidigia, dell'invidia.
Mi vengono in mente casi di persone che subiscono delle disgrazie gravi e/o che subiscono gravi crimini: omicidi, rapine, torture, sequiestri, stupri, ecc... In tali casi come si può affermare che le vittime sono causa del male?
CIAO![]()




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