
Originariamente Scritto da
F.M. Barracu
Omicidi (le parole che non ho letto)
I maggiori quotidiani nazionali oggi avevano un titolo tipo
"Papa tedesco ad Auschwitz "Dio, perché hai taciuto?""
Per avere la risposta alla domanda forse
bastava ascoltare quanto il Papa "Sedicesimo" (così ha ripetuto più volte una giornalista televisiva) ha detto dopo. Ma visto che proprio i seminatori di dubbi sono il bersaglio di questo bellissimo e intensissimo discorso, non stupisce che loro (non Dio) tacciano:
"Emettiamo questo grido davanti a Dio, rivolgiamolo allo stesso nostro cuore, proprio in questa nostra ora presente, nella quale incombono nuove sventure, nella quale sembrano emergere nuovamente dai cuori degli uomini tutte le forze oscure: da una parte, l'abuso del nome di Dio per la giustificazione di una violenza cieca contro persone innocenti; dall'altra, il cinismo che non conosce Dio e che schernisce la fede in Lui"
E già. Non è finita, il male non è morto a Mathausen. L'oscurità continua, noi omicidi siamo ancora in circolazione.
Allora le parole del Salmo: "Siamo messi a morte, stimati come pecore da macello" si verificarono in modo terribile. In fondo, quei criminali violenti, con l'annientamento di questo popolo, intendevano uccidere quel Dio che chiamò Abramo, che parlando sul Sinai stabilì i criteri orientativi dell'umanità che restano validi in eterno. Se questo popolo, semplicemente con la sua esistenza, costituisce una testimonianza di quel Dio che ha parlato all'uomo e lo prende in carico, allora quel Dio doveva finalmente essere morto e il dominio appartenere soltanto all’uomo – a loro stessi che si ritenevano i forti che avevano saputo impadronirsi del mondo. Con la distruzione di Israele volevano, in fin dei conti, strappare anche la radice, su cui si basa la fede cristiana, sostituendola definitivamente con la fede fatta da sé, la fede nel dominio dell'uomo, del forte.
Perchè il punto è quello. L'Uomo è colpevole di omicidio. Mi si consenta il termine: dell'omicidio di Dio.
Ed ecco le parole che non ho trovato su nessun giornale, su cui nessun tg ha titolato, nessuno ha commentato (chissà perchè visto che siamo nell'era della libertà):
Esso veniva annoverato tra gli elementi inutili della storia universale, in una ideologia nella quale doveva contare ormai solo l'utile misurabile; tutto il resto, secondo i loro concetti, veniva classificato come lebensunwertes Leben
– una vita indegna di essere vissuta.
Poi c'è la lapide in russo che evoca l'immenso numero delle vite sacrificate tra i soldati russi nello scontro con il regime del terrore nazionalsocialista; al contempo, però, ci fa riflettere sul tragico duplice significato della loro missione: liberando i popoli da una dittatura, dovevano servire anche a sottomettere gli stessi popoli ad una nuova dittatura, quella di Stalin e dell'ideologia comunista.
Vite non degne di essere vissute. Le stesse parole che sentiamo ogni giorno da persone che sono convinte di sapere cosa renda una vita degna di essere vissuta. E che eliminano l'indegno. Ieri come oggi.
Ma anche per loro, per noi, verrà il giorno della misericordia, quando avremo bisogno di quel Dio che abbiamo tentato di ammazzare tante volte, riuscendoci spesso. Perchè è questo il metodo di Dio: farsi uccidere.
Sì, dietro queste lapidi si cela il destino di innumerevoli esseri umani. Essi scuotono la nostra memoria, scuotono il nostro cuore. Non vogliono provocare in noi l'odio: ci dimostrano anzi quanto sia terribile l'opera dell'odio. Vogliono portare la ragione a riconoscere il male come male e a rifiutarlo; vogliono suscitare in noi il coraggio del bene, della resistenza contro il male. Vogliono portarci a quei sentimenti che si esprimono nelle parole che Sofocle mette sulle labbra di Antigone di fronte all'orrore che la circonda: "Sono qui non per odiare insieme, ma per insieme amare".
"
Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio".
Era addormentato Dio, ad Auschwitz, a Mathausen? No. Padre Kolbe era là.
SARA' PURE STATO LA , MA NON è CHE ABBIA RISOLTO GRANCHE'....