

Bely, in passato pure io ero attrato in un certo senso (piu' esteticamente) dal mondo sottoculturale...ma francamente, ho concluso che si puo' essere "qualcuno" anche senza appartenere a un "branco" o un gruppo che abbia dei canoni estetici particolari.
Si puo' essere diversi dalla massa anche adagiandosi ad uno stile "conformista" a mio parere , poiché cio' che conta è la testa non l'esteriorità.
Bely, un gruppo che mi ha sempre fatto cagare sono i bad manners e i secret affair![]()




Ovvero? Che deduci dal forum?
All'interno, tra l'altro, c'è una discussione molto interessante e articolata sulla natura delle sottoculture e sul loro futuro dopo l'ingresso dell'IT nelle vite quotidiane.
Saremo tutti cyber-skin su SecondLife?
C'erano i Rough e questo bastava direi. Comunque oltre ai Rough c'era un entourage di personcine poco raccomandabili sicuro...Questo mi suona tanto leggenda metropolitana.
Premesso che un bel bagno nel Fiume Padus al cantante degli Statuto (ed anche al suo amico oSKAr) avrebbe fatto un gran bene, francamente non ne ho mai sentito parlare anche per via dell'esiguo numero di skins in un'epoca in cui il numero di mods era decisamente alto ...
Oskar (che è il cantante degli Statuto) è un'icona del modernismo a Torino. Che piaccia oppure no, è anche grazie a lui che i Mods esistono ancora nella loro piazza storica. Poi che lui sia un personaggio particolare è sicuro.
Che vuol dire? Mica si può generalizzare. Skin negli anni ottanta a Torino significava droga, pazzia e delinquenza prima di tutto...poi il resto (stile, calcio, musica...)comunque, magari mi sbaglio e se così fosse sarebbe una bella esperienza da tenere presente e da rammentare a coloro che insistono nel 'flirt' mods/skins sulla base di comuni attitudini estetiche, musicali e calcistiche.
Il fatto è che oggi si sta riducendo tutto a una sorta di vintagismo dove ognuno si sceglie il suo "campione di riferimento" e ci si vede tutti allegramente ai raduni. Skin, mods, rudeboys, ma anche rockers (oddio!), punks e teddy boys...Tutti assieme in allegria...come nel cosplaying
La cultura skin è finita a Certaldo. Leggere a questo proposito Riccardo Pedrini, storico membro dei Nabat. Fino ad allora non c'erano divisioni politiche del tipo "minchia no il vero skin è rosso...no il vero skin è nazi...ecc ecc".


beh, da uno che dice che lo ska (e il northern soul) sono roba buona e che i negri che lo fanno sono "di complemento" mi immagino che immaginario oggettivo si possa avere sulle sottoculture giovanili.
Le sottoculture giovanili hanno un debito infinito verso la produzione musicale di colore. Dal jazz all'hiphop, passando per il soul, il blues e il rock...Tutto gira intorno alla musica nera.
Per quanto riguarda l'ideologizzazione politica del movimento skinhead...è purtroppo una prassi comune in entrambi gli schieramenti. E sottolineo purtroppo.
Fatto sta che ci sono un bel po' di persone che stanno riflettendo cosa vuol dire sottocultura nell'era dell'IT, di internet e di myspace...
Ma che è sto IT?
Mah, io penso che uno skin possa anche avere un'opinione politica, così come un Mod, un Rockabilly, un Punk ecc...ma questa dovrebbe rimanere fuori e non condizionarne lo stile. Appunto, la sottocultura dovrebbe essere caratterizzata esclusivamente dallo "stile" e dai comportamenti/lifestyle peculiari della stessa.
Lo skin nasceva come espressione del mondo proletario e suburbano, creando uno stile estetico e un legame con la musica e nient'altro.