Il piano Fillon aggira le 35 ore, riduce i ministri e gli allievi nelle classi, aiuta le famiglie francesi. Contratti d’unione civile per i gay
Sarkozy presenta il programma e lo mette ai voti su Internet
Parigi. Giovedì sarà presentato al Consiglio
nazionale il programma con cui Nicolas
Sarkozy, ministro dell’Interno e leader dell’Ump,
l’Unione per un movimento popolare,
vorrebbe governare la Francia, qualche
ora dopo sarà sottoposto al voto degli iscritti
al partito su Internet. E’ stato un lavoro
complicato, che ha fatto esclamare a qualcuno
quel “non spetta a Ségolène il monopolio
della democrazia partecipativa”, poiché
sulla base dello stesso principio, dopo
una serie di consultazioni durate più d’un
anno e mezzo, l’Ump ha stilato le trenta proposte
del programma. Concepito da un gruppo
di parlamentari, fra i quali Patrick Devedjan,
Gérard Longuet, Michel Barnier, il
progetto è stato redatto da François Fillon,
senatore della Sarthe, già ministro degli Affari
sociali – sua fu la prima riforma delle
pensioni – assistito dalla responsabile dell’ufficio
studi dell’Ump, Emannuelle Mignon, e coadiuvato da quattro esperti del Boston
Consulting Group per dare concretezza
alle idee lanciate dalla squadra messa all’opera
da Sarkozy.
Il programma, che circola in forma non
ufficiale da venerdì scorso, è stato diffuso ieri
e contiene molte delle tesi lanciate da
Sarkozy negli ultimi discorsi. Incentrato tutto
sul merito, parte dal principio che è il lavoro
a creare lavoro, dunque si pone l’obiettivo
di alleggerirlo e favorirlo. Come? Non
abrogando le 35 ore volute dai socialisti, ma
aggirandole con un contratto unico di lavoro,
con l’esenzione dagli oneri sociali per gli
straordinari, la libertà di scelta sulla data
della pensione, la distinzione tra responsabilità
e solidarietà, la revoca del sussidio di
disoccupazione a chi rifiuta un impiego, l’apertura
dei negozi la domenica, i crediti garantiti
dallo stato per studenti, ricercatori e
artigiani. Sarko punta pure a conquistare i
giovani
con la riqualificazione della scuola
– meno allievi per classe – la libertà di aprire
scuole private, università dei mestieri,
servizio civico di sei mesi, e curriculum vitae
anonimi, per non penalizzare i ragazzi
delle banlieues. Anche il riequilibrio dei regimi
speciali delle pensioni è presente, come
l’apertura di una divisione vecchiaia e
dipendenza alla Sécurité sociale e l’obbligo
di esercitare un’attività per godere dei minimi
sociali. Il progetto è frutto di 18 convenzioni
tematiche, riunite in questi mesi,
che hanno coinvolto più di 700 esperti della
società civile, fra i quali spiccano lo studioso
dell’antichità Jacqueline de Romilly, il filosofo
Luc Ferry, il compositore Jean Michel
Jarre, insieme con vari movimenti associati
all’Ump: gollisti, liberali, repubblicani, centristi
che hanno dato un contributo assieme
alle migliaia di aderenti invitati a indicare
le cinque misure giudicate più importanti su
ciascun tema in discussione.
Sarkozy è convinto di riuscire a portare il
debito pubblico entro il 60 per cento del pil,
in cinque anni. Fa leva sulla famiglia con l’abolizione
dei diritti di successione per i piccoli
patrimoni, mutui agevolati per l’acquisto
di una casa, congedi remunerati per chi
si prende cura degli anziani in fin di vita, i
cosiddetti congedi maternità modulabili e
validi anche per l’educazione dei bambini,
e per i gay contratti d’unione civile firmati
in comune per garantire la parità dei diritti
a eccezione del diritto all’adozione. “Vogliamo
rompere col pensiero unico, abbiamo rispettato
gli equilibri del partito”, ha detto
Fillon. Il volano della “rottura” resta politico:
15 ministeri, di cui due centrali, immigrazione-
integrazione e sviluppo-ecologia, e
l’obbligo per il presidente, eletto per non
più di due mandati, di portare le sue proposte
in Parlamento.
14 NOVEMBRE 2006
Inizio un thread sul quale posterò una serie di articoli apparsi su il Foglio riguardo Sarkozy e il suo programma. Spero che possa essere utile a chiarire non solo l'attualità della politica francese ma a fare anche presagire, individuare quei cambiamenti ideologici e politici che potrebbero influenzare l'Europa e l'Italia in caso di una sua vittoria.




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