Io seguo la via di mezzo: faccio sport, palestra e tutto il resto, ma fumo e se capita sbevazzo pure. Però la panza da bevitore non ce l'ho. Sono cammarata o no? :k


Io seguo la via di mezzo: faccio sport, palestra e tutto il resto, ma fumo e se capita sbevazzo pure. Però la panza da bevitore non ce l'ho. Sono cammarata o no? :k


discorso abbastanza condivisibile.
Chi pero' conosce le dinamiche di strada (e su questo molti potranno sicuramente dirlo meglio di me) sa che non basta (e spesso neanche serve) un fisico asciutto e perfettamente carburato. Tralascio ovviamente chi, insoddisfatto delle ore di pompata in palestra, si prende il bibitone o la creatina.
La cattiveria è innata, e coniugata a un ottima tecnica puo' essere funzionale alla seconda parte del tuo post.
Poi, ovviamente, conviene evitare di mischiare ambiti diversi: checchè l'autodifesa viene a prescindere dai molteplici danni di questa società multirazziale.
Tra l'altro, cercate un post di Orazio Coclite (uno dei migliori su DR) ove vengono esplicate le migliori tecniche di autodifesa e le arti marziali.
Comunque, personalmente, ho sperimentato cosa voglia dire il sentirsi rinati dopo 2 mesi di dieta e altri 4 di mantenimento.
Questa estate, complici anche i mondiali in Germania con relative trasferte e fiumi di birra uniti a sarcicciate e bratwurst, sono arrivato a 85 chili.
ora sto a 74...smettendo di fumare.
Il discorso è: trovare sempre una motivazione per tenersi in forma, che sia la gnocca, l'attività agonistica o semplicemente, cio' che dicevano i nostri Maiores in merito a corpo e salute.
E comunque, non buttatevi mai via, cammarà.


la palestra x curare il fisico innanzitutto
ma la bevuta ce sta tutta (non fumo)
anche se le 2 cose assieme nn vanno d'accordo


Lo sport è imprescindibile imperativo del Fascista e del gentleman.


il vero camerata,vive pericolosamente
Il vigore fisico non dovrebbe essere anche un segno di distinzione rispetto ai politicanti lardosi e flaccidi o pelle ed ossa e dall'aria malaticcia?


il Camerata SPESSO si confonde con il "cameriere".....


il mio sport è, in verità, l'unica vera arte marziale occidentale, è il poker.
esiste appunto il poker tradizionale con gli amici a 4 o 5 o anche a 6, con puntate limitate al piatto ovvero alla resta.
esiste, da alcuni anni, il TEXAS HOLD'EM, oggi diffusissimo anche in Italia, tale attività sportiva conta anche una decina di PROFESSIONISTI ITALIANI. molti di voi avranno visto prima su sportitalia, poi su sky ed oggi anche il lunedi su italiauno...........ecco, un giorno aprirò un tread apposito, non appena riuscirò ad iscrivermi a qualche torneo importante, per il momento vi anticipo qualcuno dei miei "pensieri sul poker".(poker tradizionale)
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Il poker
Il poker è gioco nobilissimo ma soprattutto è scuola di vita, è un rito che va officiato con passione e competenza; sul tavolo verde si diventa uomini o uominicchi. Il poker ripropone la vita in miniatura e per gioco, ma un gioco che costa, che si paga: è la punizione di chi perde: chi perde paga !
C’è regola più austera? Più vera?
Gioco solo con gli amici di sempre, niente videopoker, niente internet, raramente casinò; devi vedere gli occhi, lo sguardo, le mani, i gesti che accompagnano le fiches di madreperla; c’è tutto in una serata di poker, c’è agonismo, c’è voglia di vincere non solo e non tanto per i soldi, ma per la propria soddisfazione, la propria autostima, per non rimurginare sempre su “quel piatto” dal quale te ne sei andato ed invece dovevi giocare, ovvero hai giocato laddove avresti dovuto passare.
Ci sarebbero anche la matematica, la statistica: tutte scienze inutili in questa disciplina, le uniche doti sono quelle richieste per le arti marziali, infatti stiamo parlando dell’unica arte marziale occidentale: calma, concentrazione, autocontrollo, disciplina interiore, nobiltà d’animo; ma anche “forza fisica” per resistere tante ore; la fortuna……….bhe fortuna imperatrix mundi, serve sempre, non guasta ma, sicuramente, non basta.
Come i corsi e ricorsi storici una serata vive vari momenti, dall’esaltazione alla depressione, in mezzo c’è l’entusiasmo degli appassionati che giocano anche ad agosto, la voglia di rivincita, o semplicemente quel gusto, quella irrefrenabile tentazione di andare a vedere l’ultima carta, quella “impossibile”, quella che ti fa “chiudere il punto” perché lo stai “inseguendo”, stai costruendo il tuo piccolo (forse insignificante) sogno: un full, un colore o quel brivido dietro la schiena che ti sa dare solo una scala reale che chiudi una volta l’anno.
Come si possono raccontare certe sensazioni a chi non ha la fortuna di essere un pokerista?
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Poker maestro di vita!!!