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Discussione: Recep Tayyip Erdoğan

  1. #11
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Citazione Originariamente Scritto da Midgard Visualizza Messaggio
    Esatto. Come faceva notare Gaudenzi a Braccio su Rinascita, bisogna vedere se la Turchia uscirà dalla Nato esattamente come fece la Francia negli anni 60. Ma la vedo dura. E poi ci sono altre due questioni che mi lasciano perplesso sulla Turchia, ma per il resto ho una buona considerazione del presidente Recep Tayyip Erdogan.
    Però Gaudenzi mi sembra un po visionario in queste pretese.
    Pensare di confrontare la Turchia attuale (in cui la componente laica ataturkista, che a Gaudenzi non dispiace affato, è filo-atlantica e molto, ma molto, forte) con la Francia della democrazia autoritaria di De Gaulle, i cui poteri erano più forti di quelli di Putin nella Russia attuale, per intenderci.

  2. #12
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Citazione Originariamente Scritto da Spetaktor Visualizza Messaggio
    Però Gaudenzi mi sembra un po visionario in queste pretese.
    Specialmente perche' Gaudenzi (da filo-Ataturk) accusa la Turchia di essere un cavallo di troia e non vede che l'Italia e' un cavallo di troia ben peggiore da tutti i punti di vista rispetto alla Turchia. Siamo secondi solo alla Gran Bretagna per filosionismo e filoamericanismo diffusi, non solo come classe politica ma anche come popolazione americanizzata e rincoglionita. La Turchia almeno ha una popolazione che in gran parte e' antiamericana e antisionista e un governo che ultimamente ha fato solo cose positive (tra cui miglioramento dei rapporti con Grecia e Armenia) pur restando nella NATO. Erdogan ha preso ufficialmente posizioni talmente antisioniste che nessun leader europeo ha mai nemmeno pensato negli ultimi 60 anni. Resta solo il "problemino" che l'esercito e la magistratura sono ancora in mano ai kemalisti e quindi la spada di damocle incombe ancora su Erdogan.

  3. #13
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Recep Tayyp Erdogan, dopo aver affermato che si impegnerà in prima persona per forzare il blocco di Gaza - dimostrando comunione di intenti con il leader della Repubblica Islamica dell'Iran - è stato soprannominato sprezzantemente "Ahmadinejad 2" dal TG2. La Turchia è il nuovo Stato canaglia, Ergenekon permettendo...

  4. #14
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Citazione Originariamente Scritto da Midgard Visualizza Messaggio
    Recep Tayyp Erdogan, dopo aver affermato che si impegnerà in prima persona per forzare il blocco di Gaza - dimostrando comunione di intenti con il leader della Repubblica Islamica dell'Iran - è stato soprannominato sprezzantemente "Ahmadinejad 2" dal TG2. La Turchia è il nuovo Stato canaglia, Ergenekon permettendo...
    Importante: l'ha detto il conduttore o il corrispondente in loco (il famigerato Claudio Pagliara)?
    Passata la buriana facciamo i conti

  5. #15
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Importante: l'ha detto il conduttore o il corrispondente in loco (il famigerato Claudio Pagliara)?
    Era un servizio sulla situazione nel Medio Oriente. Di più nin zò...

  6. #16
    Hic Sunt Leones
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Citazione Originariamente Scritto da Midgard Visualizza Messaggio
    Era un servizio sulla situazione nel Medio Oriente. Di più nin zò...
    Allora era il solito Pagliara
    Passata la buriana facciamo i conti

  7. #17
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Il presidente iraniano atteso in Turchia


    Come riferito da Farsnews, il presidente iraniano sarà a Istanbul nei prossimi giorni per partecipare a una conferenza internazionale sulle misure di stabilizzazione per l'Asia. All'incontro, oltre a Mahmoud Ahmadinejad e diversi altri leader del continente, saranno presenti anche i vertici turchi, nonchè il premier russo Vladimir Putin.


    Redazione Italiana

  8. #18
    Tringeadeuroppa
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    L’ascesa continua della Turchia

    In quest’articolo, Selcuk Gültaşlı, attraverso un rapido monitoraggio degli umori dell’opinione pubblica turca ed internazionale, riepiloga il nuovo corso della politica estera della Turchia, analizzata anche nello speciale del quotidiano il Foglio, del 6 novembre 2009, intitolato: ”Stiamo perdendo la Turchia” Stiamo perdendo la Turchia - [ Il Foglio.it › La giornata ], conseguente al suo recente spostamento verso l’asse eurasiatico, dopo l’accordo South Stream stipulato con la Russia, di cui l’Italia è stata co-protagonista. Così come al suo recente accostamento al potente vicino iraniano. Gültaşlı commenta l’approccio delle più importanti testate giornalistiche americane, come il Wall Street Journal e il New York Times, in cui rispettivamente il primo paventa l’uscita dalla NATO da parte della Turchia, mentre il secondo ne esalta l’attivismo. Si pone la questione inerente alla “messa a punto” di una definizione precisa, da parte del governo, di una politica estera in linea con valori condivisibili.



    Titolo originale: 'Türkiye'nin yükselişi ve yükselişi'





    di Selcuk Gültaşlı



    Yazarlar - SELÇUK GÜLTAÞLI - 'Türkiye'nin yükseliþi ve yükseliþi'







    Le testate giornalistiche dei quattro angoli del mondo hanno recentemente pubblicato una serie di articoli riguardanti la Turchia che vertono su un’unica questione: Che cosa voglia fare la Turchia della sua politica estera.

    Tuttavia, perfino esperti molto avvezzi ad analizzare la politica estera turca si trovano in difficoltà. Da una parte abbiamo i protocolli sottoscritti con l’Armenia e dall’altra accordi di “consiglio comune” con il premier greco. Aperture di riappacificazione con i curdi di casa, concomitanti a negoziati con il Governo regionale del Kurdistan iracheno; da cui emerge il quadro di una Turchia che organizza riunioni di consigli di gabinetto comuni, toglie il visto d’ingresso con la Siria, definisce progetti di nuove pipeline con la Russia, annulla le esercitazioni militari con Israele, infischiandosene delle reazioni degli Stati Uniti e dell’Unione Europea e che, al contempo, si fa carico delle difese dell’Iran ponendosi contro l’Occidente.

    Oggi il mondo festeggia la caduta del muro di Berlino, ovvero il ventesimo anniversario della fine della guerra fredda ed è alla ricerca di un tentativo per sintonizzare la propria sensibilità con quella degli Stati Uniti, evitando di urtare troppo la loro politica estera già posta all’indice.

    E, mentre l’Occidente cerca di interpretare e definire la nuova politica estera della Turchia, anche la Turchia si sforza di sintonizzarsi su una propria definizione precisa, ovvero su una “messa a punto”del concetto.

    Quanto ad Erdoğan, credo di intuire a cosa si riferisca quando si proclama garante dell’Iraq e “amico” di Ahmadinejad. Non gli si può dar torto allorché denuncia l’arroganza dell’Occidente nei confronti dell’Iran, continuamente minacciato di attacchi preventivi senza che ci sia la minima conferma della sua produzione di armi nucleari, mentre sugli armamenti nucleari di Israele non si proferisce parola.

    Tuttavia, il fatto di enfatizzare l’eterogeneità di fini dell’Occidente, rendendosi al contempo garante del binomio Khamanei-Ahmadinejad, che inganna il proprio popolo con l’aggravante di essere coinvolto nei brogli elettorali del 12 giugno scorso, dimostra che una definizione esatta di “messa a punto” non sia stata formulata.

    D’altra parte, sia gli analisti occidentali che quelli orientali, entrambi fiduciosi in una pronta soluzione delle questioni di “messa a punto”, concordano nel ritenere che la Turchia rappresenti la forza emergente della regione. Tant’è che mentre in Oriente si odono frasi del tipo: “Abbiamo maggior bisogno di leader come Erdoğan. I nostri capi di governo debbono prendere esempio da lui”, in Occidente emergono i due fronti.

    Da una parte quelli difendono la necessità della Turchia di rimanere ancorata all’Occidente e di essere alleata di Israele, interpretano queste aperture come un’agenda segreta del partito AK, palesantesi in extremis ed asseriscono che il partito “islamista” AK allontani il paese dall’Occidente, che l’ordine laico si trovi in pericolo e che la Turchia debba nuovamente interrogarsi sulla propria partnership con la NATO. Ed altri che non nascondono l’urgenza di un nuovo intervento dell’esercito nella politica (WSJ- David Schenker, 5 novembre 2009).

    Dall’altra i rispettabili europei, noncuranti della questione inerente alla “messa a punto” di una definizione, che esaltano i rapidi successi della politica estera turca nella regione, scevra degli errori dell’Occidente, che, agendo come un soft power, conduce operazioni chirurgiche in una situazione conflittuale “congelata”.

    Ad esempio quest’articolo preso a prestito da un giornale inglese esordisce scrivendo: “La continua ascesa della Turchia”. “Una Turchia emergente che in Medio Oriente sta riscrivendo le regole dei giochi di potere in una maniera positiva e non aggressiva. Questa è una delle poche situazioni intelligenti in un Medio Oriente turbolento e sempre pronto ad infiammarsi. (NYT-Patrick Seale- 4 Novembre 2009)”.

    Da parte nostra auspichiamo che la determinazione della “continua ascesa della Turchia” che ispira titoli del tipo: “Ascesa e crollo dei grandi poteri”, non sacrifichi la questione della “messa a punto” di una definizione.

    Osservatorio geopolitico

  9. #19
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Quello che la Turchia voglia fare nei confronti dell'Europa e della Nato, soprattutto riguardo la sua collocazione geopolitica, è di estremo interesse. Questo tema è di estrema attualità oggi, data la situazione di crisi finanziaria occidentale ed europea in particolare. La Turchia potrebbe in futuro perdere interesse ad entrare in Europa.
    Riguardo la collocazione geopolitica della Turchia, il discorso è molto più complicato, dato che al suo interno convivono anime e tendenze molto diverse e per certi versi contrapposte.
    E' da auspicare però una decisa adesione turca all'area di influenza russa per svincolarsi dalle briglie atlantiche.

  10. #20
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    Predefinito Rif: Recep Tayyip Erdoğan

    Turchia: Google paghi le tasse


    Presentata una richiesta di 15 milioni di euro di arretrati



    (ANSA) - ANKARA, 9 GIU - Il ministro delle Comunicazioni turco Yildirim ha esortato Google Inc. a registrare il proprio nome nelle liste dei contribuenti in Turchia. Questo passo - ha detto il ministro - potrebbe accelerare la rimozione della messa al bando decretata un paio d'anni fa sul sito Youtube, per aver pubblicato video ritenuti offensivi su Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna. Il ministero delle Finanze ha presentato a Google una richiesta di 15 milioni di euro di tasse arretrate.

 

 
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