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  1. #1
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    Predefinito di che parlava travaglio?

    ieri da santoro travaglio ha parlato di una legge del 2001 del csx che ha eufemisticamente "disincentivato"i mafiosi a pentirsi:sapete di che si tratta?

  2. #2
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da dragone Visualizza Messaggio
    ieri da santoro travaglio ha parlato di una legge del 2001 del csx che ha eufemisticamente "disincentivato"i mafiosi a pentirsi:sapete di che si tratta?

    Parlava della riforma sui Collaboratori di Giustizia.Praticamente Napolitano nel 2001 (sic..) pensava che in Italia i pentiti fossero troppi,quindi l'Ulivo(con l'appoggio di Udc e Fi ovviamente)approvò questa SCHIFEZZA secondo la quale i pentiti di Mafia(Vedi Giuffrè per dirne uno) avranno SOLO 6 mesi per raccontare TUTTO quello che sanno(Come se in 6 mesi si possano raccontare 20 anni di crimini,e ricordarsi soprattutto quelli altrui),ergo se dopo questo periodo ricordassero qualcosa di utile per combattere la mafia,sarebbe INUTULIZZABILE.
    Come dice Travaglio,corrisponde a parte del famoso "papello" che Riina fece avere a Mori tramite Ciancimino.

  3. #3
    carlo's
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    Citazione Originariamente Scritto da dragone Visualizza Messaggio
    ieri da santoro travaglio ha parlato di una legge del 2001 del csx che ha eufemisticamente "disincentivato"i mafiosi a pentirsi:sapete di che si tratta?

    della legge sui pentiti.

  4. #4
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Parlava della riforma sui Collaboratori di Giustizia.Praticamente Napolitano nel 2001 (sic..) pensava che in Italia i pentiti fossero troppi,quindi l'Ulivo(con l'appoggio di Udc e Fi ovviamente)approvò questa SCHIFEZZA secondo la quale i pentiti di Mafia(Vedi Giuffrè per dirne uno) avranno SOLO 6 mesi per raccontare TUTTO quello che sanno(Come se in 6 mesi si possano raccontare 20 anni di crimini,e ricordarsi soprattutto quelli altrui),ergo se dopo questo periodo ricordassero qualcosa di utile per combattere la mafia,sarebbe INUTULIZZABILE.
    Come dice Travaglio,corrisponde a parte del famoso "papello" che Riina fece avere a Mori tramite Ciancimino.
    non so esattamente come la legge sia articolata, ma da ciò che dici dovrebbe essere a prova di "ripensamenti" di gente come Izzo, che sulle confidenze ci ha marciato. O come De Carlo, arrestato in Italia 5-6 anni prima, dopo essere stato estradato, e sulla cui testimonianza si basano oggi alcuni processi importanti.
    .

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  5. #5
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    non so esattamente come la legge sia articolata, ma da ciò che dici dovrebbe essere a prova di "ripensamenti" di gente come Izzo, che sulle confidenze ci ha marciato. O come De Carlo, arrestato in Italia 5-6 anni prima, dopo essere stato estradato, e sulla cui testimonianza si basano oggi alcuni processi importanti.
    Non saprei di preciso,perchè a dire il vero le accuse dei pentiti devono essere ripetute in Aula(Giusto processo) per essere valide,quindi questo limite di 6 mesi non so come e su cosa venga calcolato.
    OT.
    Le dichiarazioni di Di Carlo
    riferite al processo cui ti riferisci sono state in gran parte confermate(In primo grado,l'Appello può tranquillamente smentirle) da altre prove,il matrimonio di Jimmy fauci di cui il pentito parlava per esempio è stato ultraconfermato anche dal diretto interessato.
    Il Giudice sulla veridicità della sue dichiarazioni scrive:

    [...]Così sintetizzato il contenuto del lungo esame dibattimentale reso dal collaboratore di giustizia Di Carlo Francesco, il Tribunale non può che metterne in rilievo, oltre che la piena compatibilità con il resto delle emergenze processuali prima richiamate (relative alla ragione della presenza di Mangano Vittorio nella villa di Arcore), la precisione e nitidezza del ricordo, pur con i limiti imposti dal lungo tempo trascorso, sia dei momenti fondamentali dell’incontro, ricostruiti nel loro svolgimento, sia dei partecipanti allo stesso.
    In primo luogo, colpisce il confronto tra la descrizione dell’edificio, dove Di Carlo ebbe a recarsi per incontrare l’imprenditore Silvio Berlusconi, ed i rilievi fotografici dell’immobile di via Foro Bonaparte n.24 dove ha sede la Edilnord, acquisiti agli atti, rispetto ai quali si può tranquillamente escludere qualsiasi possibilità di inquinamento probatorio, essendo stati eseguiti nel mese di marzo del 1998, quando l’esame del Di Carlo si era già esaurito ( v. doc. n. 68 del faldone n. 6).
    Il collaborante ha offerto una descrizione che, per quanto inevitabilmente generica, contiene alcune puntuali indicazioni, come quella relativa al tipo di edificio e alla presunta data di realizzazione dello stesso.
    Al riguardo, Francesco Di Carlo ha fatto riferimento ad un palazzo di una zona centrale di Milano, realizzato nei primi anni del secolo scorso, con una architettura analoga a quella dei palazzi della via Roma a Palermo, ed ha ricordato che gli uffici, dove ebbero a recarsi, erano ubicati su più piani di quell’edificio; peraltro, tali indicazioni sono state ribadite anche a distanza di giorni, durante il controesame del 2 marzo 1998, quando, rispondendo alle domande della difesa di Marcello Dell’Utri, il collaborante ha precisato e ribadito:
    “…Non ho parlato di villa, ho detto che era un palazzo, avvocato…”.
    E ancora, rispondendo alla seguente domanda:
    AVV. TRICOLI:
    Sì, lo può descrivere? Già lei lo ha descritto dal punto di vista … come si può dire .. che si trattava di un palazzo storico, antico … vecchio”,
    Di Carlo ha precisato:
    “Sì, no storico, perché palazzi ce n’è tanti come questi in tutte le città italiane … posso dire un … sempre di quel periodo un palazzo che ho indicato con un grande portone, … con una grande entrata…”,
    La descrizione dell’immobile fornita dal collaborante, seppura generica, è comunque oggettivamente riscontrabile e corrisponde a quella dell’edificio di via Foro Bonaparte dove aveva da poco trasferito la sua sede la società Edilnord di Silvio Berlusconi (v. contratti di locazione al doc. n. 69 del faldone 3) e dove, secondo quanto riferito in dibattimento da Mangano Vittorio, questi era stato ricevuto personalmente da Silvio Berlusconi al momento della sua assunzione.
    Considerato il fatto che il collaborante non aveva avuto altro modo di conoscere la sede della Edilnord, non avendo altrimenti frequentato quegli uffici, la coincidenza nella descrizione dell’immobile costituisce ulteriore conferma dell’attendibilità della narrazione.


    Infine, per quanto riguarda la tempestività delle accuse, non si può non rilevare che il Di Carlo ha riferito di questo primo incontro milanese fin dalle dichiarazioni del 31 luglio 1996,

    Dalla documentazione acquisita e relativa ai periodi di carcerazione di
    Stefano Bontate risulta, inoltre, che questi venne tratto in arresto solo due
    settimane dopo (il 29 maggio 1974) rimanendo detenuto fino al mese di
    ottobre del 1974 (sarà nuovamente tratto in arresto il 29 aprile 1975
    rimanendo ristretto, questa volta, nel carcere di Firenze
    ).[...]

    Non bastano comunque queste prove a delineare il reato di "concorso esterno in associazione mafiosa".
    Non sarebbe il primo caso in cui una condanna in Primo Grado viene completamente ribaltata.


    Sulla riforma dei pentiti c'è da aggiungere che toglieva molte garanzie a chi decideva di collaborare con la giustizia,quindi molti hanno deciso che non era conveniente,di recente solo Giuffrè e Campanella(ex-Udeur).

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Sulla riforma dei pentiti c'è da aggiungere che toglieva molte garanzie a chi decideva di collaborare con la giustizia,quindi molti hanno deciso che non era conveniente,di recente solo Giuffrè e Campanella(ex-Udeur).
    Infatti il riferimento di Travaglio verteva proprio su questo punto, per spiegare come, togliendo di fatto agli investigatori delle importanti fonti di informazione, fosse nata la necessità di utilizzare al massimo grado quelle rimanenti (leggasi intercettazioni).

  7. #7
    a.k.a. tolomeo
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    e il Di Carlo ha riferito di questo primo incontro milanese fin dalle dichiarazioni del 31 luglio 1996
    Di Carlo era stato interrogato da Falcone molti anni prima, in Inghilterra.
    Credo che Falcone non lo considerò attendibile, anche perchè non aveva intenzione di rivelare la sua parte nell'assassinio Calvi. Di Carlo passò altri 7-8 anni in galera aspettando che le cose maturassero, e raccogliendo informazioni. A questo punto accetta di essere estradato - cosa che aveva sempre rifiutato (doveva scontare 25 anni in Inghilterra) - dopo avere avuto assicurazioni e negoziato con la procura riguardo i suoi crimini per cui era voluto in Italia. infatti, appena rientrato viene messo nel braccio dei pentiti a Rewbibbia. A questo punto, io credo, Di Carlo aveva avuto tutto il tempo e modo di pianificare la sua strategia - un po' alla Izzo, diciamo - servendosi di notizie di pubblico dominio e di confidenze acquisite in carcere. Il cavallo su cui puntare glielo avevano forse suggerito: quel cavallo che può gettare più merda possibile su Berlusconi e soci.
    Trovare che sia corrobborante una testimonianza sulla base della descrizione di un edificio, lo trovo alquanto risibile.
    la precisione e nitidezza del ricordo, pur con i limiti imposti dal lungo tempo trascorso, sia dei momenti fondamentali dell’incontro, ricostruiti nel loro svolgimento, sia dei partecipanti allo stesso.
    se è su queste basi che viene amministrata la giustizia in Italia, allora capisco perchè Falcone fosse indignato per certe cosucce a bersaglio fisso.
    Non si possono fare processi prestando fede a "collaboranti" come Di Carlo, una persona che ha tutto - una vita comoda non tra le sbarre - da guadagnare solo per dire certe cose.
    Una persona che ha pensato bene di collaborare con gli inquirenti italiani solo quando gli ha fatto comodo, ma che si è fatto 13 anni duri nelle galere di Sua Maestà senza accettare di dire una parola nè su Calvi nè sui suoi trascorsi in Inghilterra come narcotrafficante e mafioso.
    .

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  8. #8
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    Ma scusate non ricordate la campagna denigratoria di quei beui personaggi alla Paolo Liguori che diceva che è uno scandalo che i pentiti si "pentano a rate"?

    in pratica il centro snistra ha accolto le richieste della destra populista


    e poi se becchi uno alla mangano meglio che parli il meno possibile

  9. #9
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    In effetti se uno si pente nel 1990 e "si ricorda" una cosa nel 2000, qualche dubbio, diciamo, viene.
    Against all odds

  10. #10
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    Di Carlo era stato interrogato da Falcone molti anni prima, in Inghilterra.
    Credo che Falcone non lo considerò attendibile, anche perchè non aveva intenzione di rivelare la sua parte nell'assassinio Calvi. Di Carlo passò altri 7-8 anni in galera aspettando che le cose maturassero, e raccogliendo informazioni. A questo punto accetta di essere estradato - cosa che aveva sempre rifiutato (doveva scontare 25 anni in Inghilterra) - dopo avere avuto assicurazioni e negoziato con la procura riguardo i suoi crimini per cui era voluto in Italia. infatti, appena rientrato viene messo nel braccio dei pentiti a Rewbibbia. A questo punto, io credo, Di Carlo aveva avuto tutto il tempo e modo di pianificare la sua strategia - un po' alla Izzo, diciamo - servendosi di notizie di pubblico dominio e di confidenze acquisite in carcere. Il cavallo su cui puntare glielo avevano forse suggerito: quel cavallo che può gettare più merda possibile su Berlusconi e soci.
    Trovare che sia corrobborante una testimonianza sulla base della descrizione di un edificio, lo trovo alquanto risibile.
    se è su queste basi che viene amministrata la giustizia in Italia, allora capisco perchè Falcone fosse indignato per certe cosucce a bersaglio fisso.
    Non si possono fare processi prestando fede a "collaboranti" come Di Carlo, una persona che ha tutto - una vita comoda non tra le sbarre - da guadagnare solo per dire certe cose.
    Una persona che ha pensato bene di collaborare con gli inquirenti italiani solo quando gli ha fatto comodo, ma che si è fatto 13 anni duri nelle galere di Sua Maestà senza accettare di dire una parola nè su Calvi nè sui suoi trascorsi in Inghilterra come narcotrafficante e mafioso.
    Opinioni tue e non te le voglio togliere;la veridicità della sua testimonianza deve passare ancora al vaglio dei Giudici d'Appello,quindi ci può stare che venga ribaltato tutto.Certo sono in parecchi che hanno pianificato una strategia per "infamare" Dell'Utri: Di Carlo,Rapisarsa,Giuffrè,Cozzolino,Cannella,Pennino ,Cancemi,La Piana,La Marca,il Senatore De Gregorio,l'ex Senatore Garraffa.Si vede che non rimane molto simpatico,nonostanete il 90% degli Italiani non sappia nemmeno che esiste.

 

 
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