
Originariamente Scritto da
Barsanufio
Ringrazio di cuore Lepanto per le sue parole. Io sono certo che la sua supervisione rispetto ai provvedimenti radicali sarà estremamente preziosa.
Non posso non reagire a questa frase del padre Giovanni, e non provare ad interagire con lui su questo.
La prima cosa che mi viene da dire è: sì, è così. C'è un concentrarsi della Chiesa d'occidente sul mondo che è sempre più oppressiva e soffocante. E io - io, per esempio - non posso vivere se non tra persone a cui il mondo non basta. Altrimenti mi sento soffocare.
Gli interventi sulla bioetica di inizio vita e di fine vita e negli interventi sulla famiglia li ritengo in sé molto giusti e appropriati. Ma non si sente il respiro di un altro mondo.
E quando si parla di sacralità della vita, si parla di questa vita biologica, di questo cuore che batte e deve battere fino all'ultimo battito, se necessario premuto, se necessario stimolato elettricamente: e nessuno ci parla della vita invisibile, di quella cosa che non si sa che cos'è ma che ci attende.
E quando si parla di famiglia, si parla proprio di questa famiglia prima cellula sociale, e niente viene detto di quella voce che strappa dagli ovili familiari e ci spinge stralunati nel deserto, perché cittadini di un'altra città in cui non nubent neque nubentur.
Io supplico i miei Pontefici di costruire dei Ponti e non delle Case. Io chiedo ai miei Pastori di aprire le finestre degli ovili per lasciar entrare il vento che viene da oltre i confini del visibile.
In questo senso , padre Giovanni, sì, hai ragione, è vero quel che dici.
D'altra parte a me sembra che questi siano come dei veli sporchi, degli squallidi coperchi: ma che le Chiese siano come la figlia del Re del salmo: Omnis gloria eius filiae regis ab intus. Le cose preziose sono all'interno. Dietro ai documenti, alle curie, agli ammiccamenti mondani, ai pesi morali gettati sulle spalle degli altri, chi ha buoni occhi ed occhi buoni può scorgere il tesoro di coloro che - in punti impronunciabili e inimmaginabili del pianeta - gettano e perdono felicemente e tragicamente le loro esistenze accarezzando le ferite dell'Altro. E che - padre Giovanni mi perdonerà - dietro l'agitarsi protagonistico dei vari Patriarchi d'Oriente e del loro a volte complice flirtare con lo Czar di turno - chi ha buoni occhi e occhi buoni può intravedere il tesoro di coloro che - presso i guadi degli Iabbok di ogni luogo - gettano e perdono felicemente e tragicamente le loro esistenze accettando il combattimento con Lui nelle notti.
Forse saranno quelle carezze e quelle lotte, alla fine, a salvarci.
Grazie, Barsanufio