
Originariamente Scritto da
Midìl
Ti mostro uno studio statistico sulle radici dei vocaboli:
Ido - Wikipedia, the free encyclopedia
Considera che nell'Unione Europea, 200 milioni di persone parlano lingue neolatine, 60 l'inglese, che ha una base germanica ed un vocabolario fortemente influenzato dal francese (spesso ci sono doppi termini, uno germanico ed uno neolatino, per lo stesso concetto), 130 milioni parlano una lingua germanica "pura", circa 70 parlano una lingua slava. In pratica, se guardi la statistica delle radici, rispecchia abbastanza bene questa distribuzione. Al limite, sono un po' sottorappresentate le lingue germaniche, ma deriva dal fatto che l'inglese, coi doppi vocaboli, tende a favorire un vocabolario internazionale che sterza verso il neolatino (già rappresentato da tre grosse lingue, francese, italiano e spagnolo), lasciando spesso solo il tedesco a difendere i termini germanici. Comuqnue, magari non te ne sei accorto, ma il verbo "lernar", è basato su una radice germanica (In Esperanto sarebbe, mi pare, "lerni"). Invece, ad esempio, "preferar", esiste in inglese come "prefer", ed in olandese come "preferen" (In Esperanto è "preferi"). Che io sappia, tutte le principali lingue artificiali sviluppate sulla base delle principali lingue europee (Esperanto, Ido, Novial, Occidental), hanno un vocabolario molto simile:
Novial - Wikipedia, the free encyclopedia
(Fa eccezione l'Intelingua, che sembra un antico italiano semplificato:
qui)
Per averne una ancora più neutra (almeno all'apparenza), devi optare per lingue un po' "bizzarre" (anche se piuttosto evolute), ma diventi poco credibile (Mai sentito parlare del "vecchio" Volapük?
qui. L'apparenza di neutralità è dovuta alla deformazione delle parole: Volapük è composto da Vol (world) e pük (speak). Se non ricordo male, non ha la lettera "r", per non creare problemi ai cinesi).
Comunque, se ne trovi di migliori, fammi sapere (io ho penso di aver preso in considerazione tutto quello che c'era disponibile)
Saluti.
Midìl