
Originariamente Scritto da
gigionaz
Ci mancherebbe!
Il problema, ne converrai, è dare indicazioni vincolanti ai parlamentari e, quindi, alle leggi emanate da uno stato straniero. Ora, è vero che il parlamentare è cattolico e quindi vive in uno stato di schizofrenia persistente.
Ma, insomma, un limite deve essere messo. Io, quasi quasi, tornerei a quello splendido periodo in cui il papa Pio IX intimava agli italiani di NON collaborare a nessun titolo con lo Stato Italiano. NON EXPEDIT:
Non expedit (in italiano:
non conviene) è una
locuzione latina con cui il
Papa Pio IX in data
10 settembre 1874 si espresse negativamente circa la partecipazione dei
cattolici italiani alle
elezioni e in generale alla vita politica dello Stato. Di fatto si tramutò in un categorico divieto (
non licet) per degli ecclesiastici di esercitare il proprio diritto di voto riconosciuto loro dalla
Destra storica. Poco tempo dopo i fatti della
breccia di Porta Pia e della conseguente perdita del dominio su Roma e del potere temporale di cui il Papa godeva da secoli, la Sacra Penitenzieria, organo politico del
Vaticano, emanò il suddetto veto come ripicca verso quegli uomini che avevano tramato contro il Papa ed il Vaticano, un divieto col quale si potesse in ogni modo sfiduciare la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.
Il non expedit evidentemente rispecchia quel sentimento di rancore che il Vaticano, e la Chiesa tutta, serbavano contro il neo stato italiano, colpevole di aver distrutto il sacro dominio papale.
(da wikipedia)