Tensione alle stelle nel giorno ...
Tensione alle stelle nel giorno del deposito delle liste per le elezioni regionali. E non è solo un modo di dire: il coordinatore di Forza Italia, Isidoro Gottardo, nella tarda mattinata di ieri è stato colto da malore e ha dovuto recarsi al pronto soccorso dell'ospedale di Udine.
Alla fine però le scelte sono arrivate, nette. Con due vittime eccellenti: la leghista Alessandra Guerra e il fondatore di Sos Italia Diego Volpe Pasini. HA VINTO CAINERO. Il compromesso era ormai impossibile e il Pdl ha dovuto scegliere: fuori Volpe Pasini, dentro Cainero. Il leader di Sos Italia non ha ottenuto quella candidatura alle regionali che sembrava l'unico modo per evitare una querelle giudiziaria sui simboli. Mentre l'indipendente di area Udc, che il centrodestra ha candidato a sindaco di Udine, ha vinto la battaglia: il suo veto ha pesato, eccome. Ma anche l'ostilità manifesta degli udinesi di Forza Italia (a partire dal segretario Massimo Blasoni, che ha frenato la raccolta delle firme sulla lista con il nome di Volpe) e il granitico "no" di An. Che il segretario regionale Roberto Menia rivendica: «Siccome la raccolta delle firme si faceva a metà tra An e Fi, nella nostra parte il nome di Volpe Pasini non era condiviso». La notizia ha messo il turbo a Cainero: «Ora riparto concentrandomi sul programma, finora ho lavorato solo al 5\% del ritmo». Il candidato sindaco sta studiando una proposta forte: il termovalorizzatore per risolvere il problema rifiuti. HA PERSO ALESSANDRA. Anche la Lega ha fatto una scelta netta, escludendo di fatto Alessandra Guerra da tutti i livelli politici. L'ex avversaria di Illy, che lascia a Claudio Violino il posto di capolista in Regione, è solo al quarto posto nell'elenco dei candidati alla Camera: praticamente impossibile che approdi a Roma. Dove invece arriverà Fulvio Follegot, capolista effettivo alla Camera (dietro a Umberto Bossi), preferito al sindaco di Azzano Decimo Enzo Bortolotti, al quale è stato assegnato un 5° posto di lista del tutto virtuale. Al Senato invece il Carroccio punta su un udinese che è l'emblema del militante leghista duro e puro: Mario Pittoni, direttore del periodico nazionale Lega Nord flash. In Regione (13 le liste depositate, quattro i candidati alla presidenza) trovano posto anche i pordenonesi Narduzzi (capolista) e Ballaman.


QUI ALESSANDRA
L'ex first lady friulana al bivio ma la "punizione" è pesante
(F.A.) - E adesso che farà, l'ex first lady del Carroccio? Incasserà la batosta aspettando tempi migliori che il commissario leghista Manuela Dal Lago pare stia già ipotizzando (si parla di futuri incarichi, fors'anche di Governo), oppure uscirà sbattendo la porta dalla casa della Lega? Magari per riprendere quel dialogo trasversale con Illy che tanto aveva fatto discutere nei mesi scorsi? Impossibile chiederlo direttamente a lei perché ieri, per tutta la giornata, il cellulare di Alessandra Guerra ripeteva la litania della segreteria telefonica e i messaggi non ricevevano risposta. Nel Carroccio però l'analisi della situazione è chiara: il quarto posto nell'elenco dei candidati alla Camera è una "punizione" per l'ex sfidante di Illy, alla quale si rimproverano alcune scelte del recente passato, prima fra tutte l'alleanza con Pottino (oggi nel Pdl) che portò alla doppia candidatura pordenonese alle politiche 2006 e a una spaccatura del partito. Ma forse hanno pesato, come si diceva, anche le voci degli ultimi mesi su un possibile accordo con Illy, in caso di corsa solitaria della Lega, patto che avrebbe portato la Guerra alla presidenza del Consiglio regionale. Certo che dopo 15 anni di Regione ai massimi livelli di visibilità - ragionano gli amici di Alessandra - perdere tutti gli incarichi fa male. Anche perché alla Guerra non è stata offerta alcuna chance: con il quarto posto è praticamente impossibile entrare in Parlamento. La storica autonomista friulana è finita dietro il giovane segretario triestino Massimiliano Fedriga, terzo dell'elenco per la Camera, che può ancora sperare in un posto nel paradiso della politica.

Bortolotti resta fuori dai giochi
(fa) - Popolarissimo in tutta la provincia di Pordenone per le sue battaglie, il sindaco di Azzano Decimo Enzo Bortolotti sperava in un posto in Parlamento. Ma il suo partito, la Lega Nord, gli ha preferito l'altro pordenonese Follegot e l'ha inserito solo al quinto posto nell'elenco dei candidati alla Camera, dietro ad Alessandra Guerra e senza possibilità concrete di farcela. Ma almeno a Bortolotti resta l'incarico amministrativo, mentre Alessandra Guerra è di fatto senza più incarichi nel partito.

Gazzettino 10.03.2008