Non so dov'è finita la prima parte... boh?... Intanto leggete qua sotto
Mercoledì, 28 Marzo 2007
Pottino e Gabana vanno all’attacco
Lega, resa dei conti Assalto in Provincia
Tornano in ballo gli assessorati
Pordenone
Una partita a scacchi dove gli equilibri sono incerti. Sembra questo lo scenario in casa della Lega Nord dove ogni mossa, però, è preceduta da lunghi incontri o da interminabili telefonate. Non c'è dubbio che almeno sulla carta i parlamentari Marco Pottino e Albertino Gabana dopo l'incontro con Umberto Bossi ne siano usciti rinforzati. Il primo - almeno per ora - ha rinunciato a uscire dal gruppo del Carroccio alla Camera, il secondo - sempre in attesa di eventi - ha spento il fuoco dei cambi di poltrona al Senato. Capire, però, se effettivamente i due abbiano incassato una vittoria o questa sia stata una tattica per prendere tempo non è certo facile. Un segnale, però, è arrivato sotto forma di telefonata. L'ex ministro Roberto Calderoli ha chiamato il consigliere regionale Fulvio Follegot chiedendogli se è disponibile a fare il commissario regionale dei padani almeno sino a dopo le prossime regionali. Congresso congelato, quindi, e Follegot, in sintonia con Pottino e Gabana a decidere le candidature per il 2008. «È vero - spiega Follegot - ho parlato con Calderoli, ma ho anche detto che vorrei avere un paio di giorni per pensare. Prima di dare una risposta vorrei, infatti, capire se ci sono i presupposti per ricomporre una situazione difficile». Frasi di circostanza perchè in realtà, almeno a sentire chi gli è sempre stato molto vicino, Follegot accetterà l'incarico. Manca però un tassello che dovrebbe effettivamente riempire di contenuti questo delicato passaggio: la nomina a commissario di Follegot dovrà arrivare direttamente da Bossi in modo che sia chiaro a tutti che l'investitura non è fittizia.
Ma se da un lato la presenza di Follegot soddisfa Marco Pottino che ha tirato il freno a mano sul passaggio al gruppo misto della Camera, dall'altro non è ancora una garanzia piena per il parlamentare. Ieri lo ha fatto capire a chiare lettere allo stesso consigliere regionale che si appresta a prendere in mano il commissariamento regionale. «Dopo aver parlato con Umberto Bossi - spiega Marco Pottino - devo dire che mi sono rincuorato, perchè ho capito che nella Lega c'è ancora un capo che sa riconoscere i valori dei suoi militanti. Ho anche fatto presente che deve arrivare un segnale forte per sistemare la situazione della segreteria provinciale di Pordenone. Io ho perso la segreteria regionale, sono stato delegittimato e sono stato costretto a fare cose che non averi mai pensato, come minacciare l'uscita dalla Lega. A questo punto il segretario Bortolotti non può certo pensare di non perdere nulla. Per quanto mi riguarda ho chiesto a Bossi e lo chiederò espressamente anche a Follegot di lanciare un segnale nei confronti di Danilo Narduzzi ed Edouard Ballaman». Già, ma quale segnale? «Uno è possibile in tempi molto brevi: ripristinare gli assessori leghisti in Provincia che sono stati silurati ingiustamente. Questa è senza dubbio una delle cose che chiederò a Follegot nell'incontro che avremo giovedì prossimo». Un richiesta decisamente molto forte e che potrebbe rimettere in discussione gli equilibri che faticosamente si stanno ricomponendo all'interno della segreteria provinciale. Ma Pottino ha anche un altro sussulto. «Sia chiaro - conclude - non si tratta di vendetta, ma solo della necessità di ripristinare la correttezza delle cose. Follegot sa bene che molto dipenderà dalla fermezza che assumerà nelle sue decisioni». Difficile, però, pensare che Renzo Bortolotti possa accettare una soluzione di questo tipo anche perchè se per Antonio Zavagno non ci sono controindicazioni salvo quella (non è da poco) di spaccare gli alleati del segretario, Giancarlo Ossena con la questione avianese (ha contribuito in maniera determinate a far cadere il sindaco di centrodestra) ha sicuramente meno possibilità di tornare in giunta rispetto al collega. «Non so cosa si siano detti a Milano - taglia corto il segretario Bortolotti - certo è che gli accordi devono passare sul territorio per essere forti e condivisi». Come dire, insomma, che il tempo delle lance e degli scudi non è ancora tramontato. Loris Del Frate




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