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Discussione: The RightMan

  1. #11
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    E invece sì. Perchè il libertarismo finiano ha dietro di sè trascorsi non solo liberali, ma anche nazionalisti, fascisti, neofascisti e postfascisti.
    Secondo me, assolutamente no.
    Ne 'Il passo delle oche' Alessandro Giuli lo dimostra ampiamente.

  2. #12
    .
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    La destra liberale di Fini non è una novità assoluta nel panorama politico, italiano. Tutt'altro. Nasce con la destra storica di Cavour, si incrocia col nazionalismo e il fascismo, trova punti di riferimento in Croce, Longanesi, Prezzolini e Montanelli. Ha dalla sua l'appoggio del Corriere della Sera e può contare sulla collateralità di ex liberali (tra cui lo stesso Martino), ex socialisti (tra cui lo stesso Brunetta), buoni rapporti con cespugli laici e radicali, gli ambienti che contano e la Massoneria.

    E tu lo vedi messo male uno che conta degli agganci così? Vedrai che a poco a poco gli si accodano tutti, dal Foglio all'Occidentale. Non sarei così drastico...
    Sono indubbiamente radici e sostegni notevoli. Ma in genere rendono poco elettoralmente,purtroppo.

    PS:forse riuscirebbe ad avere il sostegno anche della Stampa e del Sole-24 ore,chissà
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  3. #13
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Non credo sia opportuno associare Fini al Fascismo.
    Io non credo neppure sia opportuno associare Fini alla destra, francamente si può sapere cosa oggi ancora lo caratterizzerebbe come uomo di destra?
    Al di là del suo passato politico, che per i più è un marchio indelebile, sulla base delle sue attuali posizioni, per quale ragione dovremmo considerarlo più a destra di politici centristi come Casini o Rutelli? cosa lo contraddistingue dall'area più moderata del PD?
    Ultima modifica di FuocoDiVesta; 24-02-10 alle 02:40

  4. #14
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Falco... anche se non ci piace, il Right Man italiano è Fini.

    Ti pare mai che tutto quello che ha costruito finora - la fondazione, i contatti con le destre europee, il webmagazine, la polemica con Berlusconi, il libro - non genererà i frutti sperati e da tempo inseguiti?
    Da ex elettore di AN ho sempre aspramente criticato Berlusconi e auspicato la formazione di una destra seria una volta che Berlusconi avesse abbandonato la politica (possibilmente il prima possibile), beh ora piuttosto che vedere Fini e i suoi lacchè di FareFuturo al vertice del centro-destra, spero che Berlusconi governi fino ai 90 anni...

    Comunque sono pessimista e temo che tu abbia ragione, penso però che la base del PDL (presso la quale Fini non gode di molte simpatie) dovrebbe contestarlo senza tregua.
    Ultima modifica di FuocoDiVesta; 24-02-10 alle 02:59

  5. #15
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Non sono d'accordo con questa analisi. La destra liberale di Fini non è una novità assoluta nel panorama politico, italiano. Tutt'altro. Nasce con la destra storica di Cavour, si incrocia col nazionalismo e il fascismo, trova punti di riferimento in Croce, Longanesi, Prezzolini e Montanelli. Ha dalla sua l'appoggio del Corriere della Sera e può contare sulla collateralità di ex liberali (tra cui lo stesso Martino), ex socialisti (tra cui lo stesso Brunetta), buoni rapporti con cespugli laici e radicali, gli ambienti che contano e la Massoneria.

    E tu lo vedi messo male uno che conta degli agganci così? Vedrai che a poco a poco gli si accodano tutti, dal Foglio all'Occidentale. Non sarei così drastico...
    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    Sono indubbiamente radici e sostegni notevoli. Ma in genere rendono poco elettoralmente,purtroppo.

    PS:forse riuscirebbe ad avere il sostegno anche della Stampa e del Sole-24 ore,chissà
    Tutto vero. Fini non è certo isolato, anzi ha l'appoggio e la simpatia di ambienti politici, economici e giornalistici tutt'altro che trascurabili. Eppure io non lo so, la base mi sembra decisamente poco entusiasta. Fra varie persone di destra che conosco, non ne ho trovata una felice della svolta di Gianfranco. Anzi, ho percepito solo delusione e fastidio. I complimenti rivolti a Fini li ho sentiti solo nelle bocche di liberali, di antiberlusconiani, pronti ad accogliere con gioia l'eventuale disintegrazione del PDL e la scomparsa del Cavaliere. Con l'appoggio di giornali, circoli culturali, poteri forti assortiti Fini può condurre molte operazioni di palazzo. Ma senza un vero e largo consenso popolare, che non sia ridotto a mera simpatia di liberali ed antiberlusconiani, Fini può davvero sperare di diventare il leader di tutto il centrodestra? Perchè è lì che Fini deve andare per raccogliere questo consenso; oggi può bearsi degli apprezzamenti del centrosinistra, del Corsera, del Sole24Ore. Ma al momento delle elezioni, se non hai le percentuali...

  6. #16
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Parliamoci chiaro: Fini può anche riuscire a diventare il ducetto del PdL, come lo fu dell'ormai defunta AN, ma non riuscirà mai a diventare Presidente del Consiglio.
    Al Nord il PdL di Fini sarebbe travolto dalla Lega... al Sud non farebbe presa su chi vota al centro.
    Avere Fini alla guida del PdL significa fondamentalmente consegnare al Paese un centrodestra perdente.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  7. #17
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Fini vade retro!!!

    certo che se diventasse lui il leader del "cdx" non saprei proprio come comportarmi nè chi votare!

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Tutto vero. Fini non è certo isolato, anzi ha l'appoggio e la simpatia di ambienti politici, economici e giornalistici tutt'altro che trascurabili. Eppure io non lo so, la base mi sembra decisamente poco entusiasta. Fra varie persone di destra che conosco, non ne ho trovata una felice della svolta di Gianfranco. Anzi, ho percepito solo delusione e fastidio. I complimenti rivolti a Fini li ho sentiti solo nelle bocche di liberali, di antiberlusconiani, pronti ad accogliere con gioia l'eventuale disintegrazione del PDL e la scomparsa del Cavaliere. Con l'appoggio di giornali, circoli culturali, poteri forti assortiti Fini può condurre molte operazioni di palazzo. Ma senza un vero e largo consenso popolare, che non sia ridotto a mera simpatia di liberali ed antiberlusconiani, Fini può davvero sperare di diventare il leader di tutto il centrodestra? Perchè è lì che Fini deve andare per raccogliere questo consenso; oggi può bearsi degli apprezzamenti del centrosinistra, del Corsera, del Sole24Ore. Ma al momento delle elezioni, se non hai le percentuali...
    Si, condivido la tua impressione e la confermo per quanto mi riguarda personalmente.

    Ho votato anch'io PDL pur se Berlusconi non mi appaia il massimo ma riconoscendogli carisma e capacità decisionale.

    Fini...dopo l'apprezzabile conversione del MSI in AN (la sola cosa da fare all'epoca)non ha saputo, a mio vedere, conquistare nulla di più.

    Le sue ultime vicende poi hanno reso tutti molto, molto perplessi. E il perchè è logico. Pur non avendo egli iniziato la sua carriera mosso da un autentico ideale politico, ma per una sorta di ripiego reattivo ( è stato lui stesso a raccontare che ogni cosa partì all'epoca dalla contestazione ricevuta da parte dei comunisti nell'occasione della proiezione del film "Berretti verdi") sposò le ragioni del MSI e diverse furono le sue esternazioni sulla bontà della figura di Mussolini quale "grande statista", sulla sua contrarietà ad innovazioni quali l'istituto del divorzio e altre prese di posizione caratterizzate che poi ha regolarmente ripudiato.

    Così lo abbiamo sentito parlare di "male assoluto" a proposito del fascismo e lo abbiamo visto in pellegrinaggio allo Yad Vashem contrito con la kippah in testa, recedere dalla sua posizione contraria la divorzio e via scorrendo quant'altro ha fatto dopo....

    Ora..senza entrare nel merito....cosa deve pensare di lui la base? Di un uomo che si contraddice platealmente dicendo tutto e il suo contrario nel corso del tempo? Di uno che opera revisioni radicali di quello che fino a poco prima professava? E che si è spostato dalla sua posizione così tanto da non essere più riconoscibile nemmeno dai suoi?

    Rispondo: tutto il male possibile.

    Mostra di non aver mai avuto convinzioni certe, valori cui restare fedele...e questo INDIPENDENTEMENTE da quali essi fossero. Non ha connotazione, non è visibile ed identificabile a livello politico, rappresenta un coacervo di tendenze ben poco omologabili e per questo credo sommamente sgradite alla base degli elettori, i quli chiedono qualcosa di tangibile e certo nel riconoscere un politico. So di persone che politicamente lo adoravano e lo avevano sempre votato e che se ne sono distaccate bruscamente da diverso tempo, sdegnate dalla sua opacità e mancanza di colore.

    Per questo non lo vedo avvantaggiato in un futuro possibile post-Berlusconi. E' in limbo dove si è messo volontariamente al più può aspirare a qualche incarico di tipo notarile, come quello che già ricopre.
    Ultima modifica di primahyadum; 24-02-10 alle 12:58
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  9. #19
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    Predefinito Rif: The RightMan

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Si, condivido la tua impressione e la confermo per quanto mi riguarda personalmente.

    Ho votato anch'io PDL pur se Berlusconi non mi appaia il massimo ma riconoscendogli carisma e capacità decisionale.

    Fini...dopo l'apprezzabile conversione del MSI in AN (la sola cosa da fare all'epoca)non ha saputo, a mio vedere, conquistare nulla di più.

    Le sue ultime vicende poi hanno reso tutti molto, molto perplessi. E il perchè è logico. Pur non avendo egli iniziato la sua carriera mosso da un autentico ideale politico, ma per una sorta di ripiego reattivo ( è stato lui stesso a raccontare che ogni cosa partì all'epoca dalla contestazione ricevuta da parte dei comunisti nell'occasione della proiezione del film "Berretti verdi") sposò le ragioni del MSI e diverse furono le sue esternazioni sulla bontà della figura di Mussolini quale "grande statista", sulla sua contrarietà ad innovazioni quali l'istituto del divorzio e altre prese di posizione caratterizzate che poi ha regolarmente ripudiato.

    Così lo abbiamo sentito parlare di "male assoluto" a proposito del fascismo e lo abbiamo visto in pellegrinaggio allo Yad Vashem contrito con la kippah in testa, recedere dalla sua posizione contraria la divorzio e via scorrendo quant'altro ha fatto dopo....

    Ora..senza entrare nel merito....cosa deve pensare di lui la base? Di un uomo che si contraddice platealmente dicendo tutto e il suo contrario nel corso del tempo? Di uno che opera revisioni radicali di quello che fino a poco prima professava? E che si è spostato dalla sua posizione così tanto da non essere più riconoscibile nemmeno dai suoi?

    Rispondo: tutto il male possibile.

    Mostra di non aver mai avuto convinzioni certe, valori cui restare fedele...e questo INDIPENDENTEMENTE da quali essi fossero. Non ha connotazione, non è visibile ed identificabile a livello politico, rappresenta un coacervo di tendenze ben poco omologabili e per questo credo sommamente sgradite alla base degli elettori, i quli chiedono qualcosa di tangibile e certo nel riconoscere un politico. So di persone che politicamente lo adoravano e lo avevano sempre votato e che se ne sono distaccate bruscamente da diverso tempo, sdegnate dalla sua opacità e mancanza di colore.

    Per questo non lo vedo avvantaggiato in un futuro possibile post-Berlusconi. E' in limbo dove si è messo volontariamente al più può aspirare a qualche incarico di tipo notarile, come quello che già ricopre.
    I cambiamenti nell'uomo politico non sono sempre disprezzabili; in effetti il passaggio dall'MSI ad AN è stato lodevole. Io non ho nulla da eccepire anche sulla ritrovata vicinanza ad Israele, in netto stacco con i fantasmi antisemiti del passato.

    A me lascia perplessa l'aridità di un uomo che probabilmente ha perso la Fede, e che oggi ignora del tutto l'identità cristiana del popolo italiano. Ma lasciamo da parte questo tema.

    Io non comprendo minimamente l'ostentata apertura a politiche filo-immigrazioniste, proprio nell'esatto periodo in cui la stragrande maggioranza dei cittadini ne ha piene le scatole di flussi incontrollati, di sacche di clandestinità, e di trattamenti di favore.

    La Lega Nord sul tema della sicurezza e dell'immigrazione rischia di stravincere, di trionfare, di "mangiarsi" parecchie percentuali oggi del PDL.
    Fini facilita il lavoro di Bossi.

    E diciamocela tutta. Non ci piace più il Fini chiuso nei Palazzi, a contatto con i poteri forti, pronto magari ad organizzare trappoline contro il Cavaliere, a scavare crepe nella maggioranza. Tutti hanno il diritto di parola, ma non la licenza di disintegrare la propria maggioranza.

    Il bastian contrario ad oltranza ci disgusta.

 

 
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