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Discussione: The RightMan

  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    The RightMan



    Il leader del centrodestra italiano Silvio Berlusconi, amato da moltissimi elettori moderati, liberali, cristiani e conservatori, in realtà non è mai stato un uomo di "destra". Egli ha saputo raccogliere attorno alla sua persona un consenso vastissimo, fenomenale, fino a sconfiggere in modo clamoroso ed insperato la "macchina da guerra" messa a punto dalle forze progressiste nel lontano 1994, e ad instaurare una Seconda Repubblica imperniata sull'eterno scontro fra il "Polo delle Libertà" e la coalizione di volta in volta formata da una sinistra in difficoltà. Se i progressisti post-comunisti non sono riusciti a dominare ed egemonizzare questo paese negli anni seguiti a Tangentopoli ed alla dissoluzione degli antichi partiti, lo dobbiamo unicamente al Cavaliere, in grado di catalizzare tradizioni diverse e di porre rimedio, tramite una lodevole opera di sintesi, alle divisioni fra le diverse anime della galassia del centrodestra. In realtà, queste sensibilità e culture differenti sono rimaste in sottotraccia, riemergendo di tanto in tanto all'improvviso come fanno le acque carsiche. Privato del carisma di Berlusconi, della sua funzione di "leader unico", il centrodestra rischia la disintegrazione e l'annullamento immediato. E dunque, a chi affidare il ruolo di nuovo "RightMan", di uomo giusto per una Destra che sia realmente tale, non più invischiata nel conflitto d'interessi, nel mondo gelatinoso degli affari e dell'anti-politica? La risposta a tale quesito, va da sè, non è fra le più semplici. Non abbiamo a disposizione una sfera di cristallo. Ci limiteremo pertanto a decrivere le caratteristiche, le qualità di questo nuovo "eroe" della Destra, senza arrischiarci in profezie.


    * Un uomo di sintesi

    La Seconda Repubblica, come è noto, ha introdotto una sorta di bipolarismo a tratti forzato, contraddistinto da alti tassi di litigiosità all'interno delle due coalizioni. Non pare possibile procedere verso il bipartitismo, e resta pertanto necessario garantire al centrodestra una leadership di sintesi, che sappia coniugare e per quanto possibile armonizzare le diverse aree che costituiscono la coalizione. I progressisti, oggi in palese difficoltà, pagano proprio l'assenza di una guida carismatica (Prodi, Veltroni e Bersani non sono certo riusciti a catalizzare tutte le anime del centrosinistra e ad imporre una agenda riconosciuta a forze disparate ed inconciliabili). Silvio Berlusconi per lungo tempo è riuscito a tenere unita una coalizione in effetti eterogenea, ma pronta a rispettare in linea di massima delle linee programmatiche chiare. Alla Destra serve per tanto un leader riconosciuto e rispettato, capace di imporsi quando necessario. Un capo-fazione non può certo imporsi su tutti: in questo senso, sembra irrealistica l'ipotesi di una ascesa di Gianfranco Fini, attualmente schierato su posizioni minoritarie e grandemente osteggiate da altre ali. Fini, se davvero ambisce alla Presidenza del centrodestra, non deve fare altro che modificare la sua agenda, allo scopo di salvaguardare un programma unitario e condiviso, comunque non schiacciato sulla sinistra, e su punti invisi dall'elettorato.


    * Un uomo di popolo

    Silvio Berlusconi è riuscito per lungo tempo a smuovere le masse, ad evocare la forza schiacciante e determinante della "maggioranza silenziosa", moderata, laboriosa, stanca della propaganda progressista, e desiderosa d'ordine e tranquillità. Ma il Cavaliere è giunto al termine della sua parabola: le promesse mancate instillano dubbi e sfiducia. Al centrodestra serve freschezza, vitalità, originalità. Non è detto che simili qualità si debbano per forza trovare in un uomo giovane, al massimo sulla quarantina, ma senza dubbio i cittadini non potrebbero che apprezzare lo slancio virtuoso di una candidatura dinamicizzata dall'età non troppo pesante. E' chiaro peraltro che al centrodestra non servono uomini di elite finanziaria, confindustriali con la puzza sotto il naso, fini intellettuali distaccati e grigi. Berlusconi ha sempre dato l'impressione di essere simpatico e gioviale, pronto a comprendere e risolvere i problemi del cittadino comune, nonostante i cumuli di miliardi derivanti dalle sue prolifiche attività capitaliste. Il centrodestra abbisogna di un uomo vicino al "sentiment" generale, che esprima posizioni chiare sull'emergenza criminalità ed immigrazione, sulle difficoltà economiche ed in generale sui rimedi da apportare ai tanti disagi che comportano sofferenza e rabbia. Un uomo dalla loquela agile e non sempre formale; più seria certo del Cavaliere - caduto troppe volte nel ridicolo e nell'approsimazione.


    * Un uomo di Destra e di Governo

    Fin qui Berlusconi è stato lodato e ringraziato, ma i suoi meriti non riescono tuttavia a superare una grave mancanza: il non essere "uomo di Destra", conservatore come piace a noi. E' tempo di trovare un leader integro, coerente, senza macchie od ombre di sorta. Non l'uomo "perfetto", lo sterile moralista, ma l'uomo che quando ha sbagliato si è fatto perdonare, con la giusta ammenda, la fatica ed il sudore. Ma chi è, dunque, il RightMan? Senza voler entrare nei particolari - questi sono meri auspici, non la descrizione di una persona individuata - sarebbe interessante un leader finalmente in grado di essere chiaro su alcuni principi, ma pronto a discutere e a pervenire al compromesso su altri temi, a salvaguardia della sua funzione di sintesi e soprattutto a garanzia del raggiungimento di accordi sani per il bene comune e l'interesse generale. Un uomo sicuro di sè, e di quello che dice, ad esempio su temi come la Famiglia, il matrimonio, la sicurezza, l'immigrazione, il merito nella pubblica amministrazione e nella società, l'ordine, il rispetto che si deve all'autorità. Ma un uomo pronto a dialogare, con onore, su temi come le riforme costituzionali, la giustizia, l'economia. Un uomo pragmatico e realista, ma capace di partire da una base valoriale solida, e quindi in grado di sfuggire all'incoerenza e ai tentennamenti sui punti dirimenti. E' chiedere troppo? Forse sì, perchè gli uomini "reali" non sfuggono alle ipocrisie, alle ambizioni di potere fine a se stesso, alle contraddizioni. Ma siamo fiduciosi sul fatto che un RightMan sia per l'appunto un uomo giusto, responsabile, rispettoso, equilibrato e saggio, immerso nella quotidianità e nei problemi dei cittadini ma non per questo sciatto ed incolto. Un uomo d'onore, leale, fedele al programma, pronto a battagliare con gli avversari senza recedere di un millimetro, ma a trovare il buon accordo ove necessario per l'interesse di tutti.
    Ultima modifica di FalcoConservatore; 23-02-10 alle 19:06

  2. #2
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    Falco... anche se non ci piace, il Right Man italiano è Fini.




    Ti pare mai che tutto quello che ha costruito finora - la fondazione, i contatti con le destre europee, il webmagazine, la polemica con Berlusconi, il libro - non genererà i frutti sperati e da tempo inseguiti?
    Ultima modifica di Florian; 23-02-10 alle 19:13
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Falco... anche se non ci piace, il Right Man italiano è Fini. Ti pare che tutto quello che ha costruito finora - lafondazione, i contatti con le destre europee, il webmagazine, la polemica con Berlusconi - non genererà i frutti sperati e da tempo inseguiti?
    Può diventarlo, senza dubbio, ma solo con un cambio di rotta in grado di rassicurare le altre ali del centrodestra e soprattutto l'elettorato. Insomma, deve puntare ad una sintesi maggiore, senza rimanere troppo schiacciato sui liberali, e deve calarsi di più nel "popolo" di centrodestra.
    Ha tutte le qualità per divenire un RightMan: è preparato, non è certo stupido, ha la loquela (e chi si dimentica i suoi discorsi a braccio che suscitavano più applausi di quelli di Berlusconi?), ma oggi è inviso a molti, e non suscita grandi emozioni. Deve innanzitutto riabbracciare i suoi elettori, cancellare i gesti stizzosi e arrogantelli, l'aurea di "gianfighetta"...che fin qui si è confezionato.

  4. #4
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    Falco... anche se non ci piace, il Right Man italiano è Fini.
    Oltre a Fini, ho difficoltà a vedere un altro leader conservatore che possa sostituirsi a Berlusconi.
    Frattini? Poco conosciuto. Anche se personalmente mi piace.
    Tremonti? Il sostegno ceco della Lega potrebbe limitarlo.
    Uno dei generali della ex-AN? Non credo
    Uno degli ex-Forza Italia? Per carità...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Falco... anche se non ci piace, il Right Man italiano è Fini.
    Non per me. hefico:
    Ultima modifica di Florian; 23-02-10 alle 19:30
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Può diventarlo, senza dubbio, ma solo con un cambio di rotta in grado di rassicurare le altre ali del centrodestra e soprattutto l'elettorato. Insomma, deve puntare ad una sintesi maggiore, senza rimanere troppo schiacciato sui liberali, e deve calarsi di più nel "popolo" di centrodestra.
    Ha tutte le qualità per divenire un RightMan: è preparato, non è certo stupido, ha la loquela (e chi si dimentica i suoi discorsi a braccio che suscitavano più applausi di quelli di Berlusconi?), ma oggi è inviso a molti, e non suscita grandi emozioni. Deve innanzitutto riabbracciare i suoi elettori, cancellare i gesti stizzosi e arrogantelli, l'aurea di "gianfighetta"...che fin qui si è confezionato.
    Ho letto che Fini sta preparando una decisa virata "liberista" in occasione del prossimo discorso che terrà per Libertiamo. Ormai il dado è tratto: si sta giocando la carta di una destra "liberale, liberista, libertaria" che metta insieme Giordano Bruno Guerri con Benedetto Della Vedova. E' il Cameronismo in salsa italiana... può essere discusso, ma con che cosa se dall'altra parte c'è il... niente?
    Ultima modifica di Florian; 23-02-10 alle 19:35
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Ho letto che Fini sta preparando una decisa virata "liberista" in occasione del prossimo discorso che terrà per Libertiamo. Ormai il dado è tratto: si sta giocando la carta di una destra "liberale, liberista, libertaria" che metta insieme Giordano Bruno Guerri con Benedetto Della Vedova. E' il Cameronismo in salsa italiana... può essere discusso, ma con che cosa se dall'altra parte c'è il... niente?
    Con questa "virata" eventualmente si scava la fossa, o meglio, si prepara vie diverse da quella della leadership del centrodestra. Rischia di rompere definitivamente non solo con cristiani, conservatori e leghisti (che non sono esattamente il "niente" ) ma pure con i cattolici di Casini...
    I due possono lavorare assieme per rompere gli attuali equilibri politici, ma possono unirsi un un unico progetto coerente? Le gerarchie ecclesiastiche non sarebbero, diciamo così, felici...
    Probabilmente Fini da un certo momento in poi ha rotto i ponti con Dio, a livello personale, e con la Chiesa ed i suoi insegnamenti, a livello pubblico.
    Problemi suoi.
    Io so solo che senza un'opera di sintesi, di accordo, di riavvicinamento, senza un bagno di folla sincero dentro il popolo di centrodestra, Fini ben difficilmente potrà attrarre consensi come Berlusconi.
    Per carità, io non oppongo veti per l'eternità.
    Ho perdonato tanto, troppo, al Cavaliere; posso perdonare a Fini certe uscite e la sua aridità etica. Ma fino ad un certo punto, e solo se il centrodestra nel suo complesso si mantiene fermo su un progetto, quello del rispetto della vita, della Famiglia, della sensibilità cristiana.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Con questa "virata" eventualmente si scava la fossa, o meglio, si prepara vie diverse da quella della leadership del centrodestra. Rischia di rompere definitivamente non solo con cristiani, conservatori e leghisti (che non sono esattamente il "niente" ) ma pure con i cattolici di Casini...
    I due possono lavorare assieme per rompere gli attuali equilibri politici, ma possono unirsi un un unico progetto coerente? Le gerarchie ecclesiastiche non sarebbero, diciamo così, felici...
    Probabilmente Fini da un certo momento in poi ha rotto i ponti con Dio, a livello personale, e con la Chiesa ed i suoi insegnamenti, a livello pubblico.
    Problemi suoi.
    Io so solo che senza un'opera di sintesi, di accordo, di riavvicinamento, senza un bagno di folla sincero dentro il popolo di centrodestra, Fini ben difficilmente potrà attrarre consensi come Berlusconi.
    Per carità, io non oppongo veti per l'eternità.
    Ho perdonato tanto, troppo, al Cavaliere; posso perdonare a Fini certe uscite e la sua aridità etica. Ma fino ad un certo punto, e solo se il centrodestra nel suo complesso si mantiene fermo su un progetto, quello del rispetto della vita, della Famiglia, della sensibilità cristiana.
    Non sono d'accordo con questa analisi. La destra liberale di Fini non è una novità assoluta nel panorama politico, italiano. Tutt'altro. Nasce con la destra storica di Cavour, si incrocia col nazionalismo e il fascismo, trova punti di riferimento in Croce, Longanesi, Prezzolini e Montanelli. Ha dalla sua l'appoggio del Corriere della Sera e può contare sulla collateralità di ex liberali (tra cui lo stesso Martino), ex socialisti (tra cui lo stesso Brunetta), buoni rapporti con cespugli laici e radicali, gli ambienti che contano e la Massoneria.

    E tu lo vedi messo male uno che conta degli agganci così? Vedrai che a poco a poco gli si accodano tutti, dal Foglio all'Occidentale. Non sarei così drastico...
    Ultima modifica di Florian; 23-02-10 alle 20:20
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  9. #9
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    Non credo sia opportuno associare Fini al Fascismo.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Non credo sia opportuno associare Fini al Fascismo.
    E invece sì. Perchè il libertarismo finiano ha dietro di sè trascorsi non solo liberali, ma anche nazionalisti, fascisti, neofascisti e postfascisti.
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