



Riportando la discussione sul "politico" forse il confronto tra Padani e Romani, dopo le divagazioni storico filosofiche, può essere meglio agganciato all'oggi.
Due concetti mi sembrano emergere con chiarezza, voi date per scontata l'unicità del raggruppamento etno sociale italiano, parlando in maniera indiscriminata di Popolo Italiano, evitando anche solo di nomianre il termine Padano, noi ovviamente dissentendo, parliamo al limite, di Popoli Italiani.
L'altro concetto emergente è più squisitamente politico, voi (in buona o mala fede non so) definite federalismo un semplice decentramento amministrativo regionale, noi diamo al termine federalismo il concetto politico filosofico che gli è proprio.
Fatta questa premessa devo purtroppo esprimere un'enorme pessimismo, sull'attuale stato dell'arte delle riforme istituzionali.
NON SI FARA' NULLA che non siano semplicissimi aggiustamenti che consentano alla classe politica nazionale di continuare a gestire il potere come ha sempre fatto, a discapito del Popolo o dei Popoli italiani.
Sono di oggi le proposte di nuova legge elettorale che vanno proprio in questo senso, e cosa ci aspettavamo?
Si continuerà a galleggiare, con costi per lo stato e la politica sempre più insostenibili per il paese, ma questo non interessa a nessuno, attualmente sembra che le cose vadano bene perchè c'è congiuntura internazionale favorevole, ma aspettiamo 2/3 anni e vedremo, prima o poi una seria crisi economica internazionale, con recessione tornerà e chiaramente l'italia sara' la prima a risentirne (penultimo paese area aeuro per competitività, indice di corruzione a livello sud-americano)
Infine il partito porta-bandiera della Padania, la lega.
Partito bufala, presa in giro colossale, 5 anni al governo buffonate a ripetizione risultati concreti zero.
Perchè, molto semplice, al di la dei proclami (spesso gridati più per far male alla nostra causa che per altro) la lega è divenuta un movimento che scientemente ha lavorato per deludere e frustrare le richieste, (guarda caso quei voti sono andati tutti a FI).
Allora, cari amici italiani non dite che in Padania non c'è insofferenza verso lo stato italiano, c'è eccome, soltanto che la gente non sa più a chi credere, e vota il berluska (il meno peggio), il ruolo della lega è stato questo distruggere le istanze padaniste, fingendo di farne il cavallo di battaglia.
E c'è riuscita.


La Padania è stata venduta per 70 miliardi di vecchie lire
Contratto Bossi - Berlusconi
Gennaio 2000


ommioddio...quantu cinnè fissarie scritti cà...comunque signori..cominciamo : innanzitutto mi rivolgo alle genti nordiche (scusate se vi raggruppo in questo modo), finiamola con sta storia del sacrificio che fate voi, i miliardi che producete voi ecc.ecc. Indubbiamente avete un ruolo determinante nello stato itagliano, ma non scordatevi che qui giù c'è gente che si spacca la schiena dalla mattina alla sera, e grazie allo stato (conosciuto anche come mafia) italiano apre il palmo e non trova nulla. Voi (dicono) ci mandate soldi, cassa per il mezzogiorno ecc.ecc., probabile, anzi quasi quasi ci credo..vorrei dire però a quelli che si lamentano in continuazione dicendo '' noi mandiamo soldi al sud e quei terroni mafiosi non li sfruttano '' bè qui da noi di questi soldi non se ne vede neanche l'ombra. Secondo lo statuto speciale siciliano tutto quello che noi produciamo e tutte le nostre tasse dovrebbero restare sul territorio..e invece....qui ,e lì da voi , i soldi scompaiono spiegatemi un pò voi questa cosa. Quindi non ci accusiamo a vicenda..io il problema credo di averlo trovato..l'itaglia !! Comunque, per i sostenitori di Roma..è indubbiamente una stupenda città nessuno lo mette in dubbio..come la vediamo noi indipendentisti siciliani ? (mi permetto di parlare anche a nome dei miei fratelli..se qualcuno di essi non è d'accordo replichi pure). Roma è una città che campa come hanno detto precedentemente con gli uffici amministrativi, gli enti e le varie istituzioni. Se lì ci fossero metà delle industrie che ci sono qui in Sicilia, il Lazio e Roma in particolare sarebbe ancora più florida. E' vittima anch'essa di questo falso risorgimento creato ad arte da chi ha voluto formare l'itaglia..è una buffonata che è durata tanto. Ci siamo stancati tutti di questo stato fasullo tenuto insieme da una squadra di calcio e due presentatori (scegliete voi quali..io direi pippo baudo e mike bongiorno). Non abbiamo assolutamente nulla contro i romani e la città in generale..e questo accanimento dei secessionisti settentrionali è veramente aspro. Quasi quasi se la prendono più con voi che con noi terroni..cmq..Per coloro che in questa
discussione erano fermamente convinti dell'identità nazionale italiana e della nazione italiana, bè..che dirvi ? concordo con i compagni secessionisti nordici nel dire che l'itaglia è una buffonata, uno stato che non c'è..troppi popoli diversi, troppe lingue diverse, troppi modi di pensare diversi. Comunque mi sto dilungando troppo, spero rispondano dopo di me e meglio di me altri fratelli indipendentisti siciliani.
Salutamu
Sicilia Libbera e 'Ndipinnenti !! 3.


Permettimi un paio di puntualizzazioni:
1) Secondo me, se i soldi non arrivano, non è colpa "dell'Italia", ma di gran parte della classe politica e dirigente e degli incredibili sprechi (basterebbe abolire le Province per avere molti più soldi da spendere nella pubblica utilità, per non parlare poi delle Comunità Montane e dei Consorzi di Bonifica).
2) Ripeto: è vero, a Roma mancano delle industrie forti, ma non è vero che il grosso delle nostre entrate deriva dalla Pubblica Amministrazione: abbiamo un terziario fortissimo dato in primis dl turismo, ma anche da molte altre attività, per non parlare anche dell'agricoltura, molto presente nel territorio Romano.


Discussione lunga. E io invece voglio essere breve.
Soluzioni riformiste ai problemi da voi individuati (l'altra soluzione è l'indipendenza della Padania):
- abolizione delle regioni e delle province, che in Italia sono enti in cui si articola lo Stato, checchè ne dica oggi la Costituzione che parla di articolazione della Repubblica. Risultato: decurtata un'intera classe politica nullafacente che banchetta su clientelismi e voti di scambio.
- abolizione delle prefetture e della così detta amministrazione periferica dello Stato. Lo Stato stia a Roma e lasci che le comunità locali si autogovernino, in armonia con il legislatore ma senza esserne dipendenti stipendiati.
- riforma liberale del Welfare: le città metropolitane o i consorzi di comuni (privi di altri fondi che non siano quelli comunali) intervengono a posteriori per regolamentare (tramite devoluzione degli appositi poteri oggi prerogativa di Stato e Regioni) scuola, sanità etc., settori gestiti da privati.
- Conferimento, alle ANCI ordinate su scala macro-regionale (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Sicilia, Sardegna), di ben definite funzioni autarchiche, ad esempio in materia di concessioni per le grandi opere.
- Subordine del contratto nazionale del pubblico impiego al costo della vita registrato dove ha sede l'ente locale per il quale si presta opera.
- Applicazione del principio dei costi minimi: i costi medi di un ente locale vengono calcolati sulla base dei bilanci dei comuni più virtuosi. Lo Stato non trasferisce fondi oltre quella cifra e l'ente locale è tenuto, pena commissariamento, a ripianare il debito utilizzando proprie leve fiscali.






Azz...avete scritto tremila papiri...vabbè, provo a rispondere articolatamente nel pomeriggio
Sulla questione dell'abolizione delle province andrei cauto. Abolirei anche io le regioni e costituirei le c.d. città metropolitane...ma manterrei le province, il riferire tutto a dei consorzi di comuni credo che moltiplicherebbe i centri di dispersione del potere, riportandoci ad una situazione medievale di sovrapposizione e moltipolicazione dei poteri. Inoltre, alcune opere , specialmente infrastrutturali, non possono essere gestite da consorzi di comuni, ma necessitano di un coordinamento più ampio.
Nel caso del Lazio, ad esempio, abolendo questa regione , si manterrebbe Roma come entità a sè stante e poi le provincie di Viterbo, Rieti, Frosinone,Latina...non mi sembra male come idea..
(continuo dopo..)


per quel che mi riguarda se non ci fa un federalismo serio i soldi per roma capitale ve li potete attaccare in quel posto