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  1. #81
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    ottimo progetto, che non conoscevo
    progetti come questo, o il progetto kitegen, o i pannelli fotovoltaici polimerici(che abbattono del 70% i costi di produzione), sono il futuro delle rinnovabili, e sono tutti progetti promettenti
    alla faccia di chi dice che le rinnovabili non hanno futuro, e che la ricerca sulle rinnovabili è inutile
    Ultimamente mi sono documentato un pò sulle energie rinnovabili..per vedere
    il potenziale..che hanno...se cioè potrebbero sostituire una centrale termoelettrica..a gas o carbone..o addirittura nucleare...e..sono rimasto favorevolmente impressionato dalla potenza dell' eolico off shore..in mare..
    In Europa ci sono già una quindicina di parchi eolici ....e l'Inghilterra la Norvegia e la Germania..stanno mettendo mano a centrali addirittura di 1500MW..il rendimento ancora superiore di una centrale nucleare...
    Credo che in Italia..con tutte le coste che abbiamo ..dedicarci qualche centinaio di km..potrebbe essere una cosa fondamentale..
    A Termoli..il parco..mi sembra di 700MW..è stato bloccato dalla regione e da Di Pietro..e ora si va verso una moratoria di 6 mesi..per indicare le aere da dedicare ai progetti..perchè stanno nascendo come funghi mini centrali ..che possono anche deturpare il paesaggio...il mare..sarebbe la risorsa ideale..
    Poi..le torri solari..come quella che si progetta in Australia..vanno bene per luoghi lontano dal mare..desertici...
    penso che in Arabia..al posto dei pozzi..con un elettrodotto..potremo trasportare energia illimitata..prodotta da migliaia di torri..ma comunque..tutto in un futuro quando certi paesi saranno più sicuri..e gli investimenti obbligatori...
    Ma comunque..sia l'eolico che il solare..implicano una stabilizzazione dei consumi e della popolazione..in quanto non si può riempire di pale eoliche o di centrali termosolari..tutto il territorio..è necessario che i consumi si stabilizzino su una quota sostenibile..e questo..indica la necessita di una trasformazione sociale e politica..che col presente ha poco a che vedere...
    Una volta che la disponibilità di energia sia minore..si creeranno tutta una serie di ripercussioni..il cui esito è tutto da indagare..nei particolari...ma che ben gestite..possono significare la fine dell'età oscura..e l'avvento di un mondo più umano....ma ..staremo a vedere..se ..a causa dei soliti noti...va tutto alla malora...certe forze malefiche sono in azione..e allora..qualora avessero successo incontrastato..nel ridurre il mondo a un letamaio ..si originerebbe un forte ritardo...al progetto..salutare..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #82
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    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    Che sei un ignorante in materia. Anche se in effetti non ce n'è bisogno.

    No per carità, io ho grande stima dell'intelligenza del pensionato medio, non mi rivolgerei mai a uno di loro come mi rivolgo a te.

    Ma allora sei de coccio. L'incidente x in caso di evento y può essere previsto e verificarsi lo stesso. Spero tu non sia convinto che un incidente previsto è un incidente che non si verifica.

    Buon dio, ma prendi un corso serale di lingua italiana.

    Come sopra.
    Vabbè..non sono riuscito a farti capire che l'energia nucleare è pericolosa..
    invece ho capito che se la studi non lo diventa più...grande..!
    Che ci sia qualche passaggio tecnico....un pò problematico..?..
    Che nello studiare i particolari si perda di vista il generale..?
    Che lo studiare troppo..alla fine rimbecillisca..?..
    Ti consiglio di studiare meno...e di ragionare di più...che fa bene al cervello...e alla salute...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #83
    Qui Quoerit Paperinik
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    Testadiprazzo, smetti per un secondo di inventarti quello che ho scritto e vai a iscriverti a un corso di lingua.

  4. #84
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    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    Testadiprazzo, smetti per un secondo di inventarti quello che ho scritto e vai a iscriverti a un corso di lingua.
    Ho capito perfettamente quello che hai detto..che poi..in soldoni..offese escluse..si riduce a..
    Il nucleare è un rischio sostenibile......e su questo principio..elabori la tua filosofia nucleobuonista..:...
    Bè..per me.. il nuclerare civile non è sostenibile..mai...e il nostro discorso finisce qui...
    Ti ammetti la possibilità di rischiare incidenti..io non l'ammetto...
    By...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  5. #85
    Breiner252
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Vabbè..non sono riuscito a farti capire che l'energia nucleare è pericolosa..
    invece ho capito che se la studi non lo diventa più...grande..!
    Che ci sia qualche passaggio tecnico....un pò problematico..?..
    Che nello studiare i particolari si perda di vista il generale..?
    Che lo studiare troppo..alla fine rimbecillisca..?..
    Ti consiglio di studiare meno...e di ragionare di più...che fa bene al cervello...e alla salute...

    La cosa più esilarante è che TU, che non sai un cazzo e lo hai dimostrato, pretendi di insegnare a chi qualcosa sa...è una barzelletta!!!


    Il problema tuo è che ragioni col culo...perchè se ragionassi col cervello ti accorgeresti di non sapere neppure cosa siano le radiazioni...ti consiglio un documento stupendo, ti aprirà nuovi mondi in quel microcefalo che ti ritrovi:
    http://www.enea.it/com/web/pubblicazioni/Dossier.pdf

    basta leggerlo per capire che STRONZATE assurde tu sostieni

  6. #86
    Breiner252
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    Al Senato in discussione 2 disegni di legge
    La politica energetica del nostro Paese
    prof. ing. Ernesto Pedrocchi *

    Sono attualmente in discussione al Senato due disegni di legge (AS. n 786 e 691) relativi a provvedimenti nel settore energetico ambientale che prefigurano quella che potrebbe essere la politica energetica dell’Italia per il futuro. Forse i politici non hanno chiaro che il sistema energetico ha una grande inerzia e che le scelte che si fanno ora possono ripercuotersi per un periodo molto lungo (parecchie decine d’anni). E’ quindi importante fare scelte molto attente e lungimiranti. Inoltre è importante che le direttive non cambino ad ogni legislatura perché mettono in gravi difficoltà tutti gli operatori del settore, giustamente preoccupati della continuità e affidabilità dei loro investimenti. Dai disegni di legge si può individuare quali sono i principi ispiratori: 1- un esasperato allarmismo ambientale, specialmente in relazione ai cambiamenti climatici globali, quindi un’adesione incondizionata non solo al protocollo di Kyoto, ma anche a misure molto più restrittive che potrebbero emergere in un prossimo futuro; 2- una fiducia senza riserve sulla potenzialità delle energie rinnovabili, in particolare solare fotovoltaico, eolico e biocarburanti. Nel passato l’Italia ha fatto scelte, nel campo dell’energia elettrica, che ora quasi tutti riconoscono disastrose perché responsabili delle tariffe più alte d’Europa rendendo problematica la sopravvivenza per le nostre industrie energivore. Eppure si rincara la dose e si rischia di avviare il Paese su una strada ancora peggiore, con la certezza di fare ulteriormente crescere il divario fra i costi dell’energia elettrica tra noi e paesi concorrenti con ripercussioni negative sulla nostra competitività e di rischiare anche l’affidabilità della fornitura di questo bene.

    Il problema dei cambiamenti climatici è molto complesso e il collegamento tra fabbisogni energetici e riscaldamento globale è ancora soggetto a tanti dubbi, ma l’impostazione che ora si vuol dare, dà per scontato questo legame e propone per il nostro Paese l’adesione a ogni rafforzamento dei vincoli ambientali tipo protocollo di Kyoto, ormai dai più riconosciuto inutile ai fini ambientali, ma dannoso per l’economia. Vi è il preconcetto che il problema energetico possa risolversi con l’uso delle energie rinnovabili e con il risparmio energetico. E’ scontata l’importanza di promuovere il risparmio e ogni forma di miglior efficienza, purchè sempre accompagnati da un’attenta analisi economica, ma non si può sperare in miracoli: riduzioni del fabbisogno energetico annuo, a pari PIL, del 2% sono, come tutto il mondo dimostra, ottimi risultati. Può essere valido incentivare alcune forme di energia rinnovabili, anche per usi termici, che sono già alla soglia della competitività, per fare in modo che si inneschi un processo virtuoso che le faccia decollare, ma incentivare insensatamente forme di energie rinnovabili che non hanno alcuna potenzialità e prospettiva - eclatante il caso del solare fotovoltaico - non consente la soluzione del problema e comporta spreco di pubblico denaro. A giustificazione si cita spesso il caso della Germania, che andrebbe però analizzato molto attentamente: in Germania la produzione di energia elettrica è per il 53% fatta con il carbone, il 30% con il nucleare, mentre l’eolico, che ha una potenza installata (18,5GW) poco inferiore al n u c l e a r e (20,4GW), produce solo il 4% del totale e ha creato problemi alla rete elettrica tanto gravi da dover fermare il funzionamento per molti mesi di diversi aerogeneratori e fare costosi interventi sulla rete prima di poterli riavviare. Anche il fotovoltaico darà in Germania contributi energetici irrilevanti, malgrado i forti incentivi, ma almeno l’industria tedesca di tale settore può trarne forte vantaggio. Nessuna previsione seria anche a lungo termine (incluse quelle dell’Agenzia Internazionale dell’Energia- IEA) prevede che il fotovoltaico possa contribuire in modo sostanziale al fabbisogno energetico dell’umanità. In Italia in ogni caso la situazione è ben diversa e più sfavorevole. La maggior parte della produzione elettrica è fatta con il gas, il combustibile ormai più costoso, mentre la potenzialità dell’eolico è molto limitata: uno studio dell’Enel prevedeva un massimo pari a meno del 2% del fabbisogno. Il contributo del solare fotovoltaico non può che essere irrilevante, a ciò si aggiunge che non abbiamo una significativa produzione nazionale di celle fotovoltaiche e saremo quindi costretti a comperarle dall’estero. Puntare su queste fonti significa emarginare l’Italia dallo sviluppo, rischiare la delocalizzazione di diverse industrie in paesi con minori restrizioni ambientali e, in un mercato europeo veramente liberalizzato, ridurla a terra di conquista per i produttori europei più accorti.

    *Ordinario di Energetica al Politecnico di Milano

  7. #87
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    Citazione Originariamente Scritto da Breiner252 Visualizza Messaggio
    La cosa più esilarante è che TU, che non sai un cazzo e lo hai dimostrato, pretendi di insegnare a chi qualcosa sa...è una barzelletta!!!


    Il problema tuo è che ragioni col culo...perchè se ragionassi col cervello ti accorgeresti di non sapere neppure cosa siano le radiazioni...ti consiglio un documento stupendo, ti aprirà nuovi mondi in quel microcefalo che ti ritrovi:
    http://www.enea.it/com/web/pubblicazioni/Dossier.pdf

    basta leggerlo per capire che STRONZATE assurde tu sostieni

    Grave incidente nucleare in Inghilterra.
    Per mesi a Sellafield è uscito liquido altamente radioattivo da una condotta guasta. Per il ripristino necessari 3 miliardi di euro. Solite affermazioni tranquillizzanti per la popolazione locale ...
    Fonte: VERDI News, http://www.verdi.it/
    10 giugno 2005
    Circa 83.000 litri di liquido molto radioattivo sono fuoriusciti in nove mesi dalla centrale nucleare di Sellafield (nord-ovest dell'Inghilterra), a seguito della rottura di una condotta. A riportare la notizia è stato l'Indipendent on Sunday, lo stesso giornale che ha svelato i piani segreti di rilancio del nucleare in Gran Bretagna dell'entourage blairiano.

    Secondo il giornale, si tratta dell'incidente nucleare più grave registrato nel Regno Unito da anni. Il giornale ha rivelato che la fuoriuscita di liquido, equivalente alla metà del contenuto di una piscina olimpica, è stata individuata soltanto il 19 aprile scorso e che l'incidente è la conseguenza di una serie di errori umani e tecnici. Il liquido, hanno detto fonti interpellate dal settimanale che lavorano alla centrale, non sarebbe andato all'esterno dell'impianto, ma in una zona interna, ora altamente contaminata. Secondo l'Independent on Sunday, la fuoriuscita del liquido getta un'ombra sul futuro della già controversa centrale nucleare.
    British Nuclear Group (Bng), la società che amministra Sellafield, ha ammesso che i suoi dipendenti non sono stati in grado di leggere gli indicatori degli strumenti che segnalavano la rottura di una condotta difettosa, avvenuta nell'agosto scorso.


    "E' necessario che Bng agisca con urgenza per mettere in atto le nostre indicazioni mirate a migliorare il funzionamento degli impianti e recuperare il liquido fuoriuscito. Aspetteremo di ricevere consulenze a riguardo prima di decidere sul futuro della centrale", ha dichiarato al giornale inglese un imbarazzato portavoce del ministero dell'Industria.
    Una volta scoperto l'incidente, Bng ha chiuso la centrale, ha ordinato una serie di controlli per identificare altre possibili fughe ed ha dichiarato che farà pressioni per una maggiore consapevolezza e responsabilità tra il suo staff. Alcuni ministri tuttavia, sottolinea il domenicale, prevedono che la centrale potrebbe non riaprire più a causa dell' incidente, classificato come "grave" dall'Aiea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica. La notizia dell'incidente si colloca in un momento in cui in Gran Bretagna il governo, secondo indiscrezioni e documenti rivelati sempre da Indipendent on Sunday, vorrebbe far digerire all'opinione pubblica il varo di una nuova generazione di centrali nucleari, con lo scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica. I responsabili di Sellafield si sono affrettati a tranquillizzare gli abitanti delle zone limitrofe, chissà con quali esiti, sottolineando che non c'è alcun pericolo di contaminazione ambientale perché il liquido radioattivo sarebbe confluito in una cella di acciaio inossidabile, ora inaccessibile a causa delle radiazioni. Per portare a termine le riparazioni saranno necessari diversi mesi e la costruzione di particolari robot per la bonifica dell'impianto, per un costo complessivo di almeno tre miliardi di euro, alla faccia di chi dice che il nucleare oltre che sicuro è anche conveniente.

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    Giappone, aziende elettriche ammettono incidenti nucleari
    lunedì, 19 marzo 2007 10.09
    Versione per stampa

    TOKYO (Reuters) - Più di un'azienda elettrica giapponese ha ammesso oggi di aver taciuto alcuni incidenti nucleari che coinvolgono barre radioattive avvenuti nelle loro centrali.

    Esperti dell'industria sostengono che entro la fine del mese potrebbero venire alla luce altri incidenti nucleari, grazie alla richiesta avanzata lo scorso novembre dal ministero del commercio di indagare sui dati raccolti nel passato da tutte le centrali nucleari del paese e di fornire un reso conto completo al governo entro la fine di marzo

    "Non penso che questa sia la fine della storia", ha detto un analista del settore che ha parlato in condizione di anonimato. "E' molto probabile che verremo a sapere di altri casi come questo".

    La terza azienda elettrica giapponese, Chubu Electric Power, ha detto che l'incidente è avvenuto al reattore nucleare numero 2 della centrale di Hamaoka, nel Giappone occidentale nel maggio 1991, mentre la centrale era chiusa per un'ispezione.

    La quarta azienda elettrica, Tohoku Electric Power, ha ammesso che una cosa simile era successa anche al suo reattore numero 1 dell'impianto di Onagawa nel luglio 1988 mentre era chiusa per ispezioni.

    Oggi le aziende sono obbligate a riferire qualsiasi incidente, ma questo non era il caso nel 1988 e nel 1991.

    Le nuove ammissioni seguono altre fatte la settimana scorsa da Hokuriku Electric Power, che ha cercato di insabbiare un simile incidente avvenuto nel 1999.

    Chubu Electric ha negato di aver voluto nascondere l'incidente del 1991.

    "Non c'è stato tentativo di copertura né di falsificazione dei dati in questo incidente", ha detto in una conferenza stampa Mitsunori Ueda, manager di Chubu Electric. Ueda sostiene che l'incidente fosse stato di natura minore e che l'azienda non abbia pensato che fosse necessario renderlo noto.

    Nessun funzionario dell'agenzia nucleare statale è stato disponibile per rilasciare un commento.


    BULGARIA: STAMPA DENUNCIA GRAVE INCIDENTE CENTRALE NUCLEARE

    11.10.2006 - Sofia
    La centrale nucleare di Kozlodui, nei pressi del Danubio, nella Bulgaria settentrionale, é scampata a una grande avaria, secondo quanto annuncia oggi in prima pagina il quotidiano indipendente di Sofia “Adesso” (“Segà” in bulgaro). Secondo la testata, la direzione della centrale ha cercato di nascondere l incidente accaduto il 7 ottobre scorso e poi di minimizzarlo in un rapporto inviato all Agenzia Nazionale dell Energia Atomica (Anea). “Adesso” riporta le parole del direttore dell Anea, Serguei Tzocev, secondo il quale “l’incidente, stando alle norme internazionali, sarebbe stato di alto livello di gravita”', ma aggiunge che il manager non ha fornito altri dettagli. Secondo il giornale le autorità stanno elaborando un rapporto sull'accaduto, che tuttavia non sarà pronto prima di un mese.

    L'Agenzia internazioonale sull'energia atomica (Aiea), che ha sede a Vienna, ha riferito di non aver avuto alcuna comunicazione in merito all'incidente. In base alla ricostruzione fatta dal giornale di Sofia, sabato scorso, durante un ispezione di routine, nella zona della centrale, in cui é collocato il reattore VI, é stato intercettato uno sfondo radioattivo di venti volte più alto di quello ammissibile. Dopo l’allarme e le prime indagini degli esperti, é stata individuata una fuoriuscita di sostanze radioattive da una tubazione ad alta pressione. “Purtroppo é impossibile verificare con precisione quando é avvenuto il guasto”, ha ammesso il direttore della centrale nucleare, Ivan Ghenov.

    L’ultima ispezione in quel settore era avvenuta 12 giorni prima e non aveva riscontrato anomalie. La direzione della centrale ha informato l’Anea dell’incidente soltanto due giorni dopo, la sera di lunedì scorso. Nel suo rapporto é detto che non si tratta di un incidente vero e proprio e che la gravità dell’accaduto sarebbe di “livello zero”. Ivan Ghenov ha anche annunciato che il tratto guasto della tubazione, lungo una ventina di metri, é stato già riparato e che nessuno del personale della centrale non é rimasto contaminato dalla fuoriuscita radioattiva. “Per fortuna ha detto invece il direttore dell’Anea, Serguei Tzocev - la perdita di sostanze radioattive non é uscita fuori dal capannone del reattore facendo scongiurare così una grande avaria” dalle conseguenze imprevedibili.

    Nella centrale nucleare di Kozlodui, grazie alla quale la Bulgaria é diventata il più grande esportatore di energia elettrica nella Penisola balcanica, ci sono sei reattori nucleari di costruzione sovietica. I reattori I e II, ritenuti obsoleti, sono già stati definitivamente chiusi il 31 dicembre 2002. I reattori III e IV, che rispondono a tutti gli standard moderni e possono rimanere in funzione per altri anni ancora, verranno chiusi anticipatamente entro la fine dell’anno su richiesta della Commissione europea come condizione per l’ingresso del Paese balcanico nell’Ue previsto per il primo gennaio 2007. Rimarranno in funzione nei prossimi anni soltanto i piccoli reattori V e VI, moderni ma meno potenti, che, secondo le stime degli esperti, riusciranno appena a coprire i fabbisogni nazionali di energia elettrica.

    C'è stato recentemente un altro caso di preoccupazione per la centrale di Kozlodui, in occasione dell’enorme chiazza (lunga oltre 60 chilometri e larga 300 metri) di prodotti petroliferi (prevalentemente nafta), che la settimana scorsa, provenente dal tratto serbo del Danubio, ha inquinato la zona bulgara del fiume. La Protezione civile bulgara ha dovuto prendere tutte le misure necessarie per impedire la penetrazione di inquinanti nei canali che portano acqua dal Danubio al sistema di raffreddamento della centrale nucleare di Kozlodui. La presenza di nafta poteva essere pericolosa a causa della alte temperature che raggiunge l'acqua che circola nelle tubazioni di raffreddamento disposte intorno ai reattori nucleari.

    Fonte: ANSA

    Esercitazione d'emergenza generale 2003: simulazione d'incidente nella centrale nucleare di Beznau
    8044 Zurigo/Spiez, 17 marzo 2003

    Esercitazione d'emergenza generale 2003: simulazione d'incidente nella
    centrale nucleare di Beznau

    Ogni due anni, la Commissione federale per la protezione ABC (ComABC) svolge
    un'esercitazione d'emergenza generale in collaborazione con una
    centrale nucleare svizzera. Quest'anno, è il turno della centrale nucleare
    di Beznau. Lo scopo dell'esercitazione, denominata "IRIS", sarà quello di
    coordinare la collaborazione fra la centrale nucleare, gli organi cantonali
    e federali e le autorità competenti del Baden-Württemberg. Inoltre, si
    eserciteranno le procedure necessarie per garantire l'informazione in caso
    d'eventi straordinari.

    Giovedì 20 marzo 2003, la Commissione federale per la protezione ABC
    (ComABC) svolgerà l'esercitazione d'emergenza generale 2003.
    Nell'esercitazione "IRIS" di quest'anno verrà simulato un incidente nella
    centrale nucleare di Beznau, la cui entità non sarà nota in anticipo ai
    partecipanti. Oltre ai rappresentanti della centrale nucleare, vi
    parteciperanno le organizzazioni di soccorso dei Cantoni Argovia e Zurigo
    nonché, a livello federale, la Divisione principale per la sicurezza degli
    impianti nucleari, la Centrale nazionale d'allarme (CENAL) con il suo Stato
    maggiore militare ed il Comitato direttivo radioattività (CODRA). La
    centrale nucleare di Beznau rientra fra le centrali vicine al confine poiché
    dista solo 10 km dalla Germania. Secondo le direttive dell'Agenzia
    Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna e l'accordo bilaterale
    fra la Svizzera e la Germania, le organizzazioni di soccorso del
    Baden-Württemberg devono essere informate alla stessa stregua dei partner
    svizzeri. All'esercitazione parteciperanno perciò anche rappresentanti del
    Consiglio regionale Waldshut, del Presidio regionale di Friburgo in
    Brisgovia e del Ministero per l'ambiente e il traffico del Baden-Württemberg
    a Stoccarda. Circa 600 persone parteciperanno quindi a quest'esercitazione
    che durerà 15 ore.

    Esercitazione di stato maggiore complessa

    L'esercitazione "IRIS" sarà, come quella precedente, un puro esercizio di
    stato maggiore. Le pianificazioni ed i preparativi hanno richiesto quasi un
    anno di lavoro. Il coordinatore, dr. Bernhard Brunner, presidente della
    ComABC nonché direttore del Laboratorio di Spiez, ha precisato che lo scopo
    dell'esercitazione è addestrare i quadri e lo stato maggiore a seguire le
    procedure necessarie per garantire la condotta e l'informazione in caso di
    un grave incidente in una centrale nucleare svizzera. A tal fine, è stato
    scelto uno scenario poco probabile dal punto di vista tecnico e che può
    essere praticamente escluso, ma che si presta bene per mettere alla prova il
    sistema integrato della protezione della popolazione.

    Scambio d'informazioni grazie ad Intranet

    Le organizzazioni di soccorso si scambiano le informazioni tramite le
    piattaforme Intranet. I partner svizzeri consultano la presentazione
    elettronica della situazione messa a disposizione dalla CENAL, mentre i
    colleghi del Baden-Württemberg utilizzano una piattaforma analoga. In
    gennaio, la CENAL ha svolto un'esercitazione preliminare, cui hanno
    partecipato circa 60 rappresentanti di tutte le organizzazioni di soccorso,
    per valutare se la sua piattaforma soddisfa le esigenze del sistema
    integrato della protezione della popolazione.

    Gestione delle informazioni: non solo in teoria

    Le procedure necessarie per garantire l'informazione durante l'esercitazione
    non vengono solo simulate a livello teorico, ma anche valutate e commentate
    da una squadra di giornalisti della Divisione stampa e radio (SM CF DISTRA)
    e da giornalisti radiofonici tedeschi (Südwestrundfunk). Questi controllano
    i prodotti informativi e compiono continue ricerche presso tutti gli organi
    coinvolti nell'esercitazione.

    DIPARTIMENTO FEDERALE DELLA DIFESA,
    DELLA PROTEZIONE DELLA POPOLAZIONE E DELLO SPORT

    Leggiti un pò queste cose..e non rompere più il cazzo...!
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  8. #88
    Breiner252
    Ospite

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    Coglione, i Verdi e i giornali non sono fonti attendibili, un professore del Politecnico di Milano si.

    COGLIOOONNEEEEEE!!!

  9. #89
    Breiner252
    Ospite

    Predefinito

    Mentre tu leggi i giornaletti, io leggo i documenti scientifici...dici che siano più affidabili i tuoi o i miei?

  10. #90
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    Citazione Originariamente Scritto da Breiner252 Visualizza Messaggio
    Coglione, i Verdi e i giornali non sono fonti attendibili, un professore del Politecnico di Milano si.

    COGLIOOONNEEEEEE!!!
    Che cazzo c'entrano i verdi..?
    Ma li leggi i post..?
    Io ho pubblicato notizie delle agenzie di stampa...razza di fesso...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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