



Infatti io non dico che Tronchetti sia un grande industriale, basta guardare come ha ridotto Pirelli invischiandosi nell'acquisto di Telecom che oltre ad essere completamente inutile per Pirelli e per l'attività del gruppo, si è rivelato anche un pessimo affare dal punto di vista finanziario da cui Tronchetti ne uscirà, comunque vada, battuto. Non sto dicendo nemmeno che sia un sant'uomo ed è probabile che se venderà agli stranieri fioccheranno inchieste sul suo conto e sul suo operato, però in questo momento è lui a decidere a chi va Telecom e nessuno può farci nulla. Alla lunga sarà anche un vaso di coccio, ma adesso decide lui. I politici hanno sbagliato, così come stanno sbagliando con Alitalia, mantenendo pretese assurde. Per me dovrebbero dimettersi, anzi, dovrebbero proprio ritirarsi, considerando anche che sono loro stessi ad aver privatizzato Telecom, la cui rete adesso definiscono strategica![]()
Il loro errore è stato quello di non scorporare la gestione della rete da Telecom, che adesso ce l'ha in licenza, e nè hanno pensato a "vendere a pezzi" Telecom, facendo in modo che ci fossero più compagnie telefoniche sul mercato, regolato dallo stato che avrebbe avuto in gestione la rete, con meno poteri e in un mercato più concorrenziale. Invece no...e questi sono i risultati.
Io faccio il tifo per chi farà l'offerta maggiore, se vogliono la rete, dopo averla venduta, se la ricomprino.il fallimento vero e' quello di MPT, che e' un immobiliarista e non un industriale.
faccio il tifo per il governo, perche' almeno la rete resti in mani italiane.






cosa c'entro io ? passi agli insulti personali e gratuiti ?
il mio personale record di successi parla da se.
quello di Prodi e D'Alema - soggetti di cui si sta parlando in questo 3d - per quel che riguarda telecom è davanti a tutti: un record di fallimenti e inciuci.
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A fool and his money can throw one hell of a party.




non era riferito a me ?Cita:
Scritto in origine da robert jordan
gia'.
smettere di fare e' la tua specializzazione, vero?
e ti fai anche pagare, per smettere di fare / smettere di fallare, o dormi gratis?
Alitalia ?
stiamo parlando di Telecom, e di quanto siano costati agli azionisti le "manovre" di Prodi e D'Alema e le loro privatizzazioni-liberalizzazioni.
niente da dire al riguardo ?
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A fool and his money can throw one hell of a party.


Ronnie,
c'è da scommettere che Telecom non appartenga al mercato ed infatti non sarà venduta solo che si considerino le dichiarazioni preoccupate dei politici"liberali" della sinistra che non potrebbero più far spiare i loro avversari politici tramite "l'orecchio" costoso delle intercettazioni autorizzate e non dalla magistratura.
Tranquilli.Telecom sarà molto nazionale anzi nazionalizzata.
Bisognerà poi vedere come si metteranno le cose anche per Alitalia che interessa i russi di Aerflot.
Ci dovremo tenere anche quell'azienda mangia soldi?
Sono sicuro che non se la piglia nessuno.


era riferito al precedente governo (in maniera troppo sottile, i do apologize), che si e' fatto lautamente pagare per non fare niente che scontentasse chiunque: dagli ordini professionali ai farmacisti ai tassisti ai dipendenti alitalia.
questo governo sta facendo, come aveva fatto il centro sinistra tra il 1996 e il 2001.
E' difficile criticare una liberalizzazione fatta tra il 2001 e il 2006, ne converrai.
ma non perche' Tremonti / martino / brunetta / marzano / berlusconi / i leghisti vari / gasparri abbiano sbagliato.
cio' detto, l' operato di prodi e d' alema e' di fronte a tutti, nel bene e nel male.
personalmente, da estimatore di prodi, ritengo stia facendo un eccellente lavoro.
se tu hai da criticare fallo, ed evita le battute (smentite dai fatti) tipo alitalia / de benedetti, o le stupidaggini sulle coop rosse. o le perle su telekom serbia (quanto tempo serve perche' gli altarini si scoprano, secondo te? chi sara' il primo gallo a cantare?)


arrivati finalmente i commenti dei comunisti al governo piu' qualche ex fascio di opposizione
ROMA - "Le decisioni dei Cda sono sacre e si rispettano". Le parole del portavoce di palazzo Chigi, Silvio Sircana arrivano in controtendenza rispetto al coro di preoccupazioni espresse da vari esponenti dell'esecutivo sulla vendita di due quote della holding Olimpia a due operatori telefonici stranieri, l'americana AT&T, e la messicana Telecom Movil. "Non ci sarà alcuna presa di posizione ufficiale sulla vicenda da parte del presidente del Consiglio" insiste Sircana. Che però resta una voce solitaria.
Toni di tutt'altro avviso arrivano dal presidente della Camera Fausto Bertinotti che sostiene come "sulle grandi scelte che riguardano il Paese, governo e Parlamento dovrebbero essere messi nella condizione di poter esprimere una linea di indirizzo". Quando invece ciò non avviene, spiega Bertinotti, "si è di fronte ad una lesione della sovranità nazionale". E dal fronte del governo il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani (che usa i toni più morbidi per commentare l'operazione) assicura che "l'esecutivo avrà la massima attenzione sulle proposte che prefigurino un piano industriale credibile e gli assetti industriali futuri di queste nostre grandi aziende''. Ma il segretario del Pdci Olivero Diliberto taglia corto. L'operazione non si deve fare. "Il governo deve intervenire per scoraggiare la vendita di Telecom a gruppi stranieri" dice Diliberto.
E che il clima, nel centrosinistra, sia agitato, lo testimoniano le tante reazioni negativa arrivate all'annuncio dell'operazione. Ieri il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, si era detto molto dubbioso sull'opportunità dell'operazione. "E' una cosa su cui meditare con calma una grande impresa di telecomunicazioni dovrebbe avere un controllo nazionale" spiega il ministro per l'Innovazione nella Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais. E altrettanto preoccupato si dice il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, che ricorda che la "golden share", in questo caso, "non è applicabile".
La "preoccupazione" per l'operazione viene condivisa dal leader Ds Piero Fassino: "E' una situazione molto delicata, che va guardata con preoccupazione, ma il governo ha tutti gli strumenti e l'attenzione necessaria".
Un "no" secco all'operazione, arriva da Rifondazione Comunista. "Non solo penso che si debba fare molta attenzione, ma penso che si debba impedire", dice il capogruppo alla Camera del Prc, Gennaro Migliore. Secondo il quale "affidare in mano al mercato settori importanti senza un investimento di carattere pubblico è molto rischioso".
"Sono convinto della necessità che il governo svolga una funzione di costante e permanente monitoraggio di quanto sta accadendo", dice il sottosegretario all'Economica Paolo Cento, dei Verdi, che chiede che sia salvaguardato, "pur nell'approccio del libero mercato", un ruolo forte e nazionale.
La pensa diversamente Daniele Capezzone, radicale e presidente della commissione parlamentare sulle Attività produttive. "Sono anch'io preoccupato, ma non per le trattative avviate da Olimpia, bensì per la deriva dirigista e interventista della politica e del governo: giù le mani dal mercato, e lasciamo che le sue forze possano agire e interagire senza interferenze politiche".
Sull'altro fronte politico, Maurizio Gasparri di An, polemizza con l'esecutivo: "E' patetico lo sconcerto di alcuni esponenti del governo di fronte alle vicende della Telecom. Oggi che c'è un'offerta straniera, e c'è solo un modo per far sì che la proprietà di Telecom resti italiana: che qualcuno in Italia faccia un'offerta migliore".
Analoga la posizione del presidente di An Gianfranco Fini: "Non mi spaventa l'ipotesi che Telecom venga acquistata da capitali stranieri. E' il mercato. La cosa che colpisce è che il governo è del tutto incapace di prendere atto di una situazione che per certi aspetti lo stesso governo ha contribuito a determinare".
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