da www.noreporter.org
Il 30 marzo del 2006 Peppe veniva violentemente trasportato in cielo, nel Paradiso dei Guerrieri, in un modo assai particolare che non può non farci pensare a Romolo Quirino.
A un anno di distanza, Roma Antica e futurista si è stretta intorno al ricordo del suo Comandante. Prima con una funzione religiosa a cerimoniale cristiano che ha potuto legare strettamente a lui, in quel rituale di sacralità, i familiari e coloro che credono cristianamente; ma anche tutti quelli che, con Peppe, da sempre hanno un forte legame sacro e prisco con il sovramondo, legame che trascende i singoli veicoli di trasmissione dai quali non si lascia ossessionare.
Poi la serata: un video per Peppe in una sala arredata da centinaia di bandiere appese al soffitto, sistemate a righe alterne, rosse con la Runa nera e nere con la Runa rossa. La Runa scelta è stata quella di Tiwaz, dedicata a Tir e, per assimilazione a Marte; Runa solare, guerriera e regale che Peppe amava particolarmente e che si era tatuata senza ostentazione su un polso. Fra le tante Rune che hanno segnato il percorso di Peppe, da quella di Avanguardia a quella di Terza Posizione, si è pensato di scegliere quest'ultima che, appunto, non ne esprime un segmento del percorso esistenziale ma in qualche modo un sugello.
Un camerata di Peppe ha poi narrato un aneddoto rivelatore: al proprio matrimonio, di cui Peppe fu il testimone, egli aveva fato preparare sassi incisi con simboli vari e li aveva chiusi in sacchetti e gettati alla rinfusa sul tavolo; gli invitati ne presero per ricordo una ciascuno alla cieca, in sorte; a Peppe capitò l'incisione con la Runa Tiwaz: il caso non esiste!
Dopo il concerto, in cui si è anche ascoltato il brano inedito arrangiato da Francesco Mancinelli su di una poesia preparata per Peppe dal suo camerata Cesare, è stato ricordato che la Falange quando acclamava i suoi morti li salutava uno ad uno col grido di “Presente!” Ma alla fine, nel chiamare José Antonio la sala si rivolgeva a lui gridando “Assente!” Si rifiutava di pensarlo morto e si attendeva che giungesse da un minuto all'altro per colmare quell'insopportabile vuoto.
Così accade per Peppe: Roma Antica e futurista gli ha rivolto lo stesso saluto di José Antonio. “Comandante Dimitri: Assente!”




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