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Discussione: Appello di DImitri

  1. #1
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    Predefinito Appello di DImitri

    Compagni,
    questa è una testimonianza dei nostri compagni georgiani.

    Rtosajeva

    Resp. IUSY

    12 August 2008
    Letter of Appeal

    We, the Union of Socialist Youth of Georgia (USYG), consider it our obligation to inform international community about existing situation in Georgia.
    It is evident, that existing internal conflict in one of the regions of Georgia (Samachablo or, so-called South Ossetia) has gone beyond the conflict zone and has been transformed into a full-blown Russian-Georgian war. The military operations of the Russian Federation make it evident that we are witnesses of clear attempt of annexation of Georgia by Russian Federation.
    Russian aviation carried out military operations not only in conflict zone destroying the entire city of Tskhinvaly, but also attacked Georgian military bases, communication infrastructure and peaceful citizens beyond the conflict zone on behalf of peace-keeping operations.
    All over the country Russian air forces bombed peaceful cities, regional centres and villages, including: city of Gori (where there are ruined dwellings), port of Poti (which is the important strategic object for food import), the capital of Georgia – Tbilisi, aircraft factory and territory nearby the Tbilisi international airport. All these objects have no connection to conflict zone.
    Despite the statement of Russian officials, that they only try to keep peace in conflict zone, it is the fact that they have crossed the boundaries of conflict area and occupied the country’s strategic locations; the Russian military forces occupied the several west Georgian cities, central highway and are now approaching Tbilisi.
    We, the USYG, are expressing our concern about the current situation, and consider actions of Russian federation actions as invasion of Georgia. The attacks of Russian military forces against Georgian army could not be considered actions for peacekeeping purposes. This way Russian Federation tries to assure their imperial ambitions and restore its political influence on Georgia. It is now clearly possible that sooner or later potentially other countries may also become victims of Russian aggression.
    Current actions of Russian Federation jeopardize not only stability of one country or region, but also the whole world. It changes the established principles of international justice in the world and pushes for establishment law of power.
    The analogy of Soviet Union’s invasions of various regions of the world in the last century to the Russia’s current actions is evident. If during those times, soviet interventions in Czech republic, Slovakia, Hungary and etc. were justified by the need for protection of workers’ rights, today they are carrying out military operation under the justification of protecting Ossetian population.
    We, the UYSG underline that our guiding principles are peace, freedom and human rights and would like to express our greatest concern against Russian aggression, demand an immediate halt of military operations on the territory of an independent country and insist on an immediate departure of Russian troops from the Georgian territory.
    We, UYSG appeal to all Socialists, Social Democrats, Labour youth and all of the progressive youth organisations, for whom peace, freedom and human rights are the important issues, to express your attitude toward Russian aggression. Today, as never before the Georgian people are in need of international support, therefore we are asking you to express your protest against Russian aggression in your countries at the Russian embassies and diplomatic units, and support and express your solidarity with Georgians population.
    We hope that our appeal will not be disregarded and adequate actions will be taken form your sides.
    In hope in your solidarity
    In name of Union of Socialist Youth of Georgia
    Dimitri Tskitishvili
    The president of Union
    12 agosto 2008
    Lettera di appello


    Noi, l’Unione della Gioventù Socialista di Georgia, riteniamo un obbligo informare la comunità internazionale circa la situazione esistente in Georgia.
    È evidente, che il conflitto interno ad una delle regioni della Georgia (Samachablo, la così detta Ossezia del Sud) sia adandato oltre la zona di conflitto ed è stata trasformato in una vera e propria guerra Russo-Georgiana. Le operazioni militari della Federazione Russa rendono evidente che siamo testimoni di un chiaro tentativo di annessione della Georgia alla Federazione Russa.
    L’aviazione Russa ha effettuato operazioni militari non solo nella zona di conflitto, distruggendo l’intera città di Tskhinvaly, ma anche attaccando le basi militari Georgiane, i centri di comunicazione e pacifici civili fuori dalla zona di conflitto in nome di operazioni a tutela della pace.
    Le forze dell’aeronautica russa hanno bombardato, dappertutto nel paese, le città pacifiche, centri regionali e villaggi, compresi: la città di Gori (dove restano abitazioni in rovina), il porto di Poti (che è un obiettivo strategico per l’importazione di viveri), Tiblisi - la capitale della Georgia, una fabbrica di velivoli ed il territorio vicino l’aeroporto internazionale di Tblisi. Tutti questi obbiettivi non fanno parte della zona di conflitto.
    Nonostante le dichiarazioni ufficiali della Russia, ovvero che loro tentano soltanto di mantenere la pace nella zona di conflitto, conta il fatto che hanno attraversato i limiti della zona di conflitto ed hanno occupato le posizioni strategiche del paese; le forze militari russe hanno occupato le varie città occidentali della Georgia, la principale via di comunicazione e trasporto e ora si stanno avvicinando a Tblisi.
    Noi, l’USYG, stiamo esprimendo la nostra preoccupazione circa l’attuale situazione e consideriamo le azioni della Federazione Russa come un’invasione della Georgia. Gli attacchi delle forze militari russe contro l’esercito georgiano non possono essere considerate come azioni di mantenimento della pace. In questa maniera la Federazione Russa prova ad assicurare le proprie ambizioni imperiali ed a ristabilire la relativa influenza politica sulla Georgia. Ora è chiaramente possibile che, presto o tardi, altri paesi possano potenzialmente diventare vittime dell’aggressione Russa. Le correnti azioni della Federazione Russa compromettono non solo la stabilità di un paese o di una regione, ma anche il mondo intero. Cambi i principi stabiliti di giustizia internazionale nel mondo e spinge per l’istituzione della legge del più forte.
    L’analogia delle invasioni dell’Unione Sovietica in varie regioni del mondo nel secolo scorso con le azioni odierne è evidente. Se a quei tempi, gli interventi sovietici nella repubblica Ceca, nella Slovacchia, in Ungheria eccetera venivano giustificati dall’esigenza di proteggere i diritti dei lavoratori, oggi stanno portando avanti le operazioni militari con la scusa di proteggere la popolazione Osseta.
    Noi, l’UYSG, sottolineiamo che i nostri principi guidanti sono la pace, la libertà ed i diritti dell’uomo e vorremmo esprimere la nostra preoccupazione contro l’aggressione russa, richiedere un cessate il fuoco immediato delle operazione sul territorio di un paese sovrano ed insistere sull’immediata ritirata delle truppe russe dal territorio georgiano.
    Noi, l’UYSG, ci appelliamo a tutte le giovanili Socialiste, Social Democratiche, Laburiste e a tutte le organizzazioni giovanili progressiste, per le quali la pace, la libertà ed i diritti umani sono le questioni importanti, affinché esprimiate la vostra opinione verso l’aggressione russa. Oggi, come mai prima d’ora, il popolo georgiano necessità di supporto internazionale, quindi vi stiamo chiedendo di esprimere il vostro dissenso contro l’aggressione Russa nei vostri paesi presso le ambasciate e le rappresentanze diplomatiche russe, e sostenere ed esprimere la vostra solidarietà alla popolazione georgiana.
    Speriamo che il nostro appello non sia trascurato e che verranno prese le misure adeguate da parte vostra.
    Sperando nella vostra solidarietà
    In nome dell’Unione della Gioventù Socialista di Georgia

    Dimitri Tskitishvili
    The president of Union

  2. #2
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    Solidarietà a tutte le vittime innocenti di questo assurdo conflitto. C'è da sperare che il cessate-il-fuoco inauguri un serio tentativo di perseguire la pace e la stabilizzazione dell'area caucasica, e che il popolo georgiano non venga più utilizzato (e poi scaricato come un ferrovecchio) dagli USA per infastidire l'Orso russo.

    Free Ossetia, Free Abkhazia, but Free Georgia too !

  3. #3
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    I compagni georgiani criticano, giustamente, l'intervento militare russo.
    Ma tacciono rumorosamente sull'intervento militare del loro paese.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus Visualizza Messaggio
    I compagni georgiani criticano, giustamente, l'intervento militare russo.
    Ma tacciono rumorosamente sull'intervento militare del loro paese.
    L'intervento militare del loro paese è un'azione di polizia (non pulizia, badiamo bene) interna. Io personalmente sono dell'idea che ogni secessione è cosa santa, ma è chiaro che uno Stato non può rinunciare ad un pezzo di se a causa di un governo secessionista che non rappresenta neanche la metà degli osseti del sud e che è prezzolato da uno stato nemico.

    Neanche la Federazione Russa riconobbe il referendum secessionista, a causa della scarsa partecipazione popolare.

    Una secessione dell'ossezia del sud sarebbe devastante proprio per chi la abita. Avete presente il piccolo problemino in Kosovo di una città di serbi che non riconosce la secessione? Ebbene. La così detta ossezia del sud non è abitata SOLO da osseti, e non è nenahce etnicamente continua. Praticamente è una scacchiera. Citta-osseta-indipendentista, città-georgiana, città-osseta-georgiana, città-osseta-indipendentista, città georgiana, eccetera eccetera.

  5. #5
    oro e porpora
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    Ma i socialisti in Georgia sono al governo o all'opposizione?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da adso88 Visualizza Messaggio
    Ma i socialisti in Georgia sono al governo o all'opposizione?
    C'è un minuscolo partito socialdemocratico che non fa parte dell'IS ma è osservatore presso l'ECOSY, il cui principale esponente è se non erro addirittura vicepresidente.

  7. #7
    oro e porpora
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    ok...me lo chiedevo perché leggendo la lettera ho notato un neanche tanto velato filoamericanismo, soprattutto quando si fa l'analogia tra la politica militare aggressiva della Russia odierna e quella dell'URSS....ancora troppo azzardato secondo me come paragone.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da adso88 Visualizza Messaggio
    ok...me lo chiedevo perché leggendo la lettera ho notato un neanche tanto velato filoamericanismo, soprattutto quando si fa l'analogia tra la politica militare aggressiva della Russia odierna e quella dell'URSS....ancora troppo azzardato secondo me come paragone.
    Pare azzardato perché si mettono in correlazione solo le ultime due forme della Russia. La Russia ha sempre avuto tre o quattro obiettivi principali (egemonia sugli stati slavi o confinanti, ricerca di una porta sul mediterraneo, distruzione del nemico giapponese, ecc). Questo è naturale, perché Mosca negli ultimi secoli ha sempre governato più o meno sulla stessa immensa porzione di globo, con le stesse risorse, con lo stesso problema legato ad una popolazione spesso in saldo negativo, eccetera eccetera. La Russia ha bisogno semrpe delle stesse cose, che sia una Federazione, un'Unione Sovietica, un Impero o chissà che altro, l'Orso perde il pelo ma non il vizio.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Sajeva Visualizza Messaggio
    L'intervento militare del loro paese è un'azione di polizia (non pulizia, badiamo bene) interna. Io personalmente sono dell'idea che ogni secessione è cosa santa, ma è chiaro che uno Stato non può rinunciare ad un pezzo di se a causa di un governo secessionista che non rappresenta neanche la metà degli osseti del sud e che è prezzolato da uno stato nemico.

    Neanche la Federazione Russa riconobbe il referendum secessionista, a causa della scarsa partecipazione popolare.

    Una secessione dell'ossezia del sud sarebbe devastante proprio per chi la abita. Avete presente il piccolo problemino in Kosovo di una città di serbi che non riconosce la secessione? Ebbene. La così detta ossezia del sud non è abitata SOLO da osseti, e non è nenahce etnicamente continua. Praticamente è una scacchiera. Citta-osseta-indipendentista, città-georgiana, città-osseta-georgiana, città-osseta-indipendentista, città georgiana, eccetera eccetera.
    Il governo della Georgia ha tentato di riprendersi con la forza militare un territorio al quale anni fa era stata revocata l'autonomia perché il presidente della Georgia Saakashvili aveva bisogno di ottenere un successo militare per nascondere i suoi insuccessi in altri ambiti. Gli è andata male perché ha giocato una partita al di sopra delle sue possibilità. Su questa crisi si sono innestati altri elementi: gli interessi legati agli oleodotti che attraversano il territorio della Georgia, il legittimo tentativo della Georgia di affrancarsi dall'ingombrante tutela di un vicino potente come la Russia e la determinazione della Russia di Putin a difendere i propri interessi strategici e la propria sfera d'influenza. Gli Stati Uniti si comporterebbero allo stesso modo, forse anche peggio; basta pensare all'embargo contro Cuba.

    Questa non è un'"operazione di polizia", ma un'operazione militare in piena regola. Nell'appello quest'aspetto passa completamente sotto silenzio. Ci si chiede di schierarci a favore della Georgia (e contro la Russia) a prescindere. Io mi rifiuto di adottare questa logica, pur non amando affatto l'aggressività della Russia.

  10. #10
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    La Sinistra italiana e la Georgia

    Felice Besostri*,

    14 agosto 2008,

    La Sinistra italiana e la Georgia

    Dibattito

    Un punto di vista socialista, e in quanto tale internazionalista, sul conflitto russo-georgiano e le posizioni che ne sono scaturite nel Belpaese, anche alla luce della pubblicazione dell'appello dei Giovani Socialisti per una solidarietà incondizionata al loro Paese aggredito



    La sinistra italiana è in vacanza, probabilmente in percentuale maggiore della media degli italiani, infatti tengono banco discussioni sulla Commissione AA( Amato-Alemanno) o sulle ultime esternazioni di Moretti. A proposito del primo tema il compagno Rino Formica ha detto cose definitive nell'intervista al Corriere della Sera del 14 agosto e sul secondo condivido l'appello di Pancho Pardi: Moretti la smetta di deprimerci!

    In vacanza le questioni scomode danno fastidio come zanzare e tafani e perciò è meglio non affrontarle. Nel Caucaso si è corso il rischio di alzare la tensione internazionale fino al punto di ritornare ad un clima di guerra fredda. Gli effetti si sono visti subito, per una parte della Sinistra la collocazione è automatica: vediamo dove stanno gli USA e noi ci mettiamo dall'altra parte.

    Per un'altra parte la Russia è l'erede dell'Unione Sovietica e, pertanto, è d'obbligo schierarsi con la Georgia. Appena ho ricevuto il testo dell'appello dei Giovani Socialisti della Georgia per una solidarietà incondizionata al loro Paese aggredito, mi son chiesto come dovesse reagire un socialista, che come tale deve essere anche internazionalista. Queste sono le riflessioni che voglio discutere: è bene aver pubblicato l'appello dei giovani socialisti georgiani, i socialisti sono per la risoluzione pacifica dei conflitti e, quindi, contro l'uso delle armi e nell'uso delle armi, chi è militarmente più forte, è anche il più responsabile, quindi i russi.
    Tuttavia un punto di vista socialista non può ignorare che l'iniziativa militare è partita dai georgiani e che è stata la solita manovra di acquistare consenso per un regime, che ha tradito molti degli ideali della rivoluzione delle rose, che lo portò al potere. Il più grande crimine per un socialista, che non abbia perso la memoria, da cui discendono tutti gli altri è stato il rovesciamento con la violenza del governo socialista menscevico al potere in Georgia nei primi anni 20 del XX° secolo, per la normalizzazione bolscevica. Una Federazione di Stati Socialisti, contrassegnati dal pluralismo politico, invece di un'U.R.S.S (CCCP) ideologicamente omogenea e a predominanza slava, avrebbe dato un corso diverso al Socialismo nel XX° secolo: perlomeno lasciatemelo sperare.
    Se la situazione penosa della Sinistra in Italia ed in Europa, anche se meno, è frutto delle eredità storiche, non c'è dubbio che la costruzione del socialismo in un solo paese la stiamo pagando ancora, con la divisione tra socialisti e comunisti.

    Per tornare all'argomento georgiano è sorprendente assistere senza reagire ad una battaglia mediatica unidirezionale, infarcita da notizie false, come l'imminente occupazione militare della capitale della Georgia da parte di truppe russe. Se il nostro Berlusconi non fosse amico di Putin e non ci facesse affari avremmo già pronto un contingente da inviare nel Caucaso sotto l'egida della NATO. Il conflitto ha ragioni lontane. Stalin aveva ben presente il problema delle nazionalità, più di un centinaio, che popolavano lo spazio sovietico e agì con decisione, con una serie di pesi e contrappesi. Una articolazione politico-territoriale della federazione, che comprendesse una nazionalità maggioritaria, ad eccezione delle Repubbliche Federate staro slave (Bielorussia ed Ucraina) doveva essere bilanciata da Regioni o Repubbliche autonome di un'altra nazionalità e, spesso, altra nazionalità significava anche un'altra religione tradizionale. Il sistema ha funzionato finché c'era un partito unico ed una nazionalità dominante, quella russa e, per di più un ateismo di stato.

    Non sono passati molti anni dal conflitto armeno-azerbarjano per il Nagorno Karabak o il conflitto in Moldova tra la parte di origine rimena e la Transnistria, abitata da ucraini russofoni. Con la stessa arbitrarietà con cui zone tradizionalmente georgiane sono state date a Turchia, Armenia ed Azerbarjan, altre non georgiane sono state inglobate nella Repubblica Socialista Federata di Georgia. Gli Osseti e gli Abkhazi non son mai stati consultati per dare il loro assenso all'incorporazione nella Georgia. La maggioranza di loro non ha acquisito la nazionalità georgiana. Altro principio socialista è quello dell'autodeterminazione dei popoli: non capisco i fanatici del Kosovo indipendente, che negano lo stesso diritto ad Osseti ed Abkhazi. Condanniamo l'uso delle armi, il massacro di civili ed ogni superamento della linea di armistizio, del 1992, se c'è stato, ma, per favore, lasciamo stare i paragoni con l'Ungheria del 1956 e la Cecoslovacchia del 1968. In Georgia non era in corso nessuna rivoluzione da soffocare con un intervento straniero. Una zona slovacca nel confine orientale fu assegnata all'Ucraina dopo la seconda guerra mondiale, i dirigenti della Primavera di Praga non presero l'iniziativa di rivendicare sacro suolo patrio perduto. Nella rivoluzione ungherese del 1956 non si udirono parole d'ordine nazionaliste per territori, storicamente ungheresi e/o maggioritariamente abitati da ungheresi, perduti a favore di Austria, Serbia, Slovenia, Croazia, Romania e Slovacchia. Quindi la nostra solidarietà per i socialisti georgiani sia attiva, ma anche dialettica.

    Come socialista internazionalista non son disposto a battermi per sottomettere prima gli osseti e poi gli abkhazi ai georgiani, magari con l'aiuto di truppe NATO. Come socialista internazionalista sono anche per la libera determinazione degli osseti del Nord e del Sud, come dei ceceni di far parte o meno della Federazione Russa e poter vivere liberi senza la presenza interessata di truppe russe ex sovietiche. Vorrei sentire anche voci socialiste e di sinistra dalla Georgia sulla politica economica e sociale del governo in carica e non solo per l'unione sacra con impronta nazionalista. Vorrei anche una sinistra italiana che discuta di principi guida negli affari internazionali e non che si affidi agli umori contingenti od al solo criterio della collocazione degli USA nel conflitto in atto o potenziale.

    *della Direzione Nazionale del PS

 

 
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