
Originariamente Scritto da
pensiero
05/04/2007 17.08
Mondonico: «Dalla Juve lezione al calcio»
«Le altre società seguano la rivoluzione etica bianconera».
zoom - galleria Carta e penna, per una lettera. Come una volta. Saranno lettere da un altro mondo. Da Rivolta d’Adda, per l’esattezza, che è un piccolo paese di fiume prezioso come una riserva indiana.
Mondonico, una lettera al calcio. Al grande calcio, intendo. Prova mai il desiderio di dirgli: sono qui pronto a tornare.
«Assolutamente no. Vede, non ho mai fatto alcuna distinzione tra la possibilità di entrare in un grande stadio piuttosto che in uno di provincia. I novanta minuti li ho sempre vissuti con il medesimo stato d’animo. Sicché non scrivo al calcio che conta, ma a una curva. E’ lei che mi manca, in senso ampio. Manca a me come manca ai miei ragazzi dell’Albinoleffe i quali se, per esempio, potessero contare su di una curva come quella dello Spezia probabilmente si esalterebbero di più di quel che già riescono a fare».
Una lettera al Comunale, oggi Olimpico, potrebbe scriverla. Domani sarà lì. Da quanto tempo non accadeva?
«Una vita, da allenatore. L’ultima volta fu contro la Juventus di Platini e di Boniek, con la mia Cremonese. Ricordo bene. Non tanto perché perdemmo sei a uno, ma perchè tornando nello spogliatoio, tra un tempo e l’altro, trovai Zibì sdraiato sul lettino che mentre si faceva frizionare dal nostro massaggiatore diceva: finalmente un lavoro fatto bene. Naturalmente scherzava. Si era fatto accompagnare da Zmuda, il nostro giocatore suo amico polacco come lui».
E come ex giocatore del Torino, rammenta nulla?
«Certo. Che nei derby stavo principalmente in panchina e il Toro perdeva. Mi dicevano, spogliati. Non appena ero pronto, il Toro pareggiava e io tornavo a sedermi».
Christian Vieri ha giocato con la squadra Primavera dell’Atalanta. Meriterebbe una sua lettera.
«Di encomio e di gioia. Non avessi avuto l’allenamento sarei andato a vederlo. Così facendo, ha dimostrato di essere il grande ragazzo che io ho sempre conosciuto e stimato. Un campione autentico oltre ogni tipo di categoria».
Ultima lettera, Mondonico. Alla Juventus, non fosse altro per via dell’appuntamento di domani. Lei disse, a inizio campionato, per la prima volta provo simpatia verso la squadra bianconera. Conferma?
«Confermo e aggiungo. Non solo simpatia, ma anche grande rispetto. I suoi tifosi, in primo luogo, poi la società e i giocatori hanno saputo dare una lezione epocale al mondo del calcio con il loro comportamento morale e agonistico.
Non a caso, quest’anno, la Serie B si è rivelata più importante della Serie A».
Ma non è che tornando ai massimi livelli, la prossima stagione, anche la Juventus tornerà a percorrere gli antichi passi?
«Assolutamente no. Dopo certe rivoluzioni, specialmente quelle di carattere etico, è impossibile tornare indietro.
Saranno tutte le altre, semmai, che dovranno allinearsi lungo il tracciato segnato in maniera sportivamente storica dalla Juventus».,
un altro che aspira alla prestigiosa panchina bianconera
