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  1. #441
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    Nell' Italia dell' Est , a Messina (città riconosciuta come "babba" ovvero senza Mafia) quindi non in Sicilia, ma nell'area dello Stretto ME-RC
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    secondo me tu sei invidioso.
    Comunque non ho mai detto che i messinesi sono razzisti,del resto ho diversi amici di Messina che studiano a Napoli-.

    chissà come son contenti eh eh

    ma invidioso di che?
    della città rifiuto d'italia?

    posso invidiare città come bari, cosenza, piacenza, sassari latina dove si vive davvero bene
    ma Napoli no
    nemmeno pagato

  2. #442
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    Citazione Originariamente Scritto da ME-NONE'SICILIA Visualizza Messaggio
    chissà come son contenti eh eh

    ma invidioso di che?
    della città rifiuto d'italia?

    posso invidiare città come bari, cosenza, piacenza, sassari latina dove si vive davvero bene
    ma Napoli no
    nemmeno pagato
    secondo me invece puoi invidiare qualunque altra delle 102 province che vengono prima di Messina nella qualità della vita.

  3. #443
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    Citazione Originariamente Scritto da ME-NONE'SICILIA Visualizza Messaggio
    chissà come son contenti eh eh
    si son trovati benissimo,nessuno li ha costretti a rimanere qui.Avrebbero potuto andare a Roma o altrove a studiare

  4. #444
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    secondo me invece puoi invidiare qualunque altra delle 102 province che vengono prima di Messina nella qualità della vita.
    mai detto che la qualità della vita sia ottima
    abbiamo sempre parlato di mafia in città
    pressocchè nulla

    comunque a messina si parla di tangenti come nelle città grosse
    a napoli siete così sottosviluppati economicamente che nemmeno il reato di tangenti esiste
    perchè non girano soldi

  5. #445
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77 Visualizza Messaggio
    Io non mi identifico moltissimo col termine "padano", cominciamo da qui.
    Fatta questa premessa, tu giustamente dici che la mentalità di un individuo non dipende dalla città di provenienza ma principalmente da ambiente familiare, ambiente economico, ambiente sociale, educazione scolastica, quartiere. Giustissimo, ma ti chiedo: cos'è nel concreto la società, se non l'insieme degli elementi che hai citato tu? Chi compone la società se non l'insieme delle famiglie, che insieme compongono i quartieri e quindi le città?
    Le caratteristiche individuali sono elemento di distinzione solo per chi ha carattere e convinzione e visto che le pecore abbondano (sia per ignoranza sia per menefreghismo) sono pochi quelli che non risentono, nel bene e nel male, delle caratteristiche della società in cui cresce.
    Le differenze tra un individuo e l'altro non sono determinate solo da questioni geografiche; anzi, oggi questo è l'aspetto meno importante. - Ben diverso era fino all'800, quando gli spostamenti erano molto più difficili, e non c'erano mezzi di comunicazione per bypassare le distanze. E cmq non è che ci fossero culture a camere stagne come si pretende, anche allora le maggiori differenze erano quelle sociali: mi spieghi se secondo te vi erano più somiglianze tra lo stile di vita di un aristocratico della Francia o dell'Italia e due contadini? E quali grandi differenze c'erano tra i contadini dall'Europa del sud a quelli dell'Europa del nord? Non solo, ma ti risultà che un aristocratico avrebbe mai accettato di accoppiarsi con un contadino/a? E che avrebbe rifiutato uno straniero/a, purchè aristocratico e soprattutto remunerativo (cosa della quale si può avere ampia testimonianza...nelle le famiglie nobili d'Europa c'è gente originaria di più nazionalità. Ed erano loro la classe dirigente dell'epoca, fra l'altro).

    All'interno della società esistono le classi sociali: dei ricconi che abitino a Milano o a Roma o a Parigi (o magari in tutti e tre i posti, perchè si possono pagare la residenza) avranno molti interessi in comune. Così anche il proletariato urbano ecc. Ma anche il lavoro dei genitori influisce se non altro sulle frequentazioni (tanto è vero che, pare, in Italia i figli degli insegnanti tendono a sposare figlie di insegnanti, figli di imprenditori ecc. e così via - il massimo della mobilità sociale)

    La cultura media dei genitori può variare enormemente (un tizio con dei genitori analfabeti più difficilmente sarà un individuo raffinato). Ci sono grandi differenze di prospettive tra gli abitanti della campagna e quelli della città, o fra quelli del centro e quelli della periferia.

    Ma soprattitto hai dimenticato una cosa FONDAMENTALE: che un tempo c'era la cultura orale (folklorica), che era diversa a secondo del luogo (sebbene anche a grandi distanze si dimostrino antichissimi rapporti fra le varie culture locali), oggi invece ci sono I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA (o più esattamente LA TELEVISIONE). I bambini passano la maggior parte della loro infanzia fin dai primissimi anni (si dice che la personalità si formi entro i 3 anni) davanti alla TV, e i modelli sono quelli imposti dal quei media. Ma non bisogna estremizzare l'importanza dell'infanzia. Infatti è dimostrato che anche coloro (pochissimi) che non abbiano guardato molta TV da neonati ne sono cmq consciamente o inconsciamente influenzati durante la formazione (fanciullezza, età adolescenziale); secondo me ti dovresti informare piuttosto su quali cartoni animati hanno visto, più che sulla provenienza geografica. - Nota che in tutto il mondo si trasmettono gli stessi identici cartoni.

    Del resto già dall'invenzione del cinema il cosiddetto "popolo" ne fu interamente modellato, e le bambine si facevano (in tutto il mondo, in USA come in sudamerica come nell'Italia fascista come nella Germania nazista come nelle democratiche Francia e Inghilterra come nella povera Ungheria) pettinare come Shirley Temple e i bambini se ne innamoravano (in Europa c'erano perfino più clubbini che in America, ed Andy Warhol, uno dei maggiori artisti postmoderni, iniziò la sua carriera proprio come "Presidente" di un club intitolato a Shirley Temple, ritagliandone le immaginette "sacre"...mentre Roosevelt la utilizzava per la sua propaganda) e le donne avrebbero voluto essere tante Greta Garbo... e gli uomini tanti Bogart...

    Oggi la situazione rispetto agli anni '30 è cambiata... la realtà dipende dalla televisione, non il contrario, le bambine si (s)vestono secondo quei modelli e crescono desiderando di essere non attrici ad Hollywood ma più modestamente starlette televisive con un quarto d'ora di celebrità...ecc.

    Ma soprattutto è la mentalità generale ad essere influenzata dalla televisione, anche quando non ce ne rendiamo conto. Tutti parlano la stessa lingua standard, mangiano nei fast-food le stesse cose... Non ce le vedo tutte queste differenze.

  6. #446
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    Citazione Originariamente Scritto da ME-NONE'SICILIA Visualizza Messaggio
    comunque a messina si parla di tangenti come nelle città grosse
    a napoli siete così sottosviluppati economicamente che nemmeno il reato di tangenti esiste
    perchè non girano soldi
    Che caaazzaaaateeeeeeeeee

    A Napoli girano meno soldi che a Messina

    Messina CITTA' GROSSA

    Ma sei un troll inventato da qualcuno che ha sulle palle Messina per rendersi ridicolo (una volta su 'sto forum c'era un tizio che si fingeva cinese sparando cazzate allo scopo di farsi odiare)

  7. #447
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    ma cosa è in antitesi col tuo?
    ci credo che è in antitesi col tuo modo di vivere il napoletano stereotipato,un incivile nullafacente imbroglione.Lo è anche col mio,ed anche con quello di qualsiasi persona decente.Ma siccome ci vivo in questa realtà e ho a che fare quotidianamente con decine di napoletani la realtà non corrisponde affatto allo stereotipo,altrimenti me ne sarei già fuggito.Ed ogni persona ha le sue caratteristiche,che io valuto in quanto tali
    Benissimo, mi fa molto piacere vedere che io ritengo "criminale" e "disonesto" sia tale anche per te. Ehm... quindi posso rimandarti tutti i napoletani disonesti e criminali che qui abbondano? Mi tengo gli altri, sia chiaro.

    Citazione Originariamente Scritto da Aymeric Visualizza Messaggio
    Le differenze tra un individuo e l'altro non sono determinate solo da questioni geografiche; anzi, oggi questo è l'aspetto meno importante. - Ben diverso era fino all'800, quando gli spostamenti erano molto più difficili, e non c'erano mezzi di comunicazione per bypassare le distanze. E cmq non è che ci fossero culture a camere stagne come si pretende, anche allora le maggiori differenze erano quelle sociali: mi spieghi se secondo te vi erano più somiglianze tra lo stile di vita di un aristocratico della Francia o dell'Italia e due contadini? E quali grandi differenze c'erano tra i contadini dall'Europa del sud a quelli dell'Europa del nord? Non solo, ma ti risultà che un aristocratico avrebbe mai accettato di accoppiarsi con un contadino/a? E che avrebbe rifiutato uno straniero/a, purchè aristocratico e soprattutto remunerativo (cosa della quale si può avere ampia testimonianza...nelle le famiglie nobili d'Europa c'è gente originaria di più nazionalità. Ed erano loro la classe dirigente dell'epoca, fra l'altro).

    All'interno della società esistono le classi sociali: dei ricconi che abitino a Milano o a Roma o a Parigi (o magari in tutti e tre i posti, perchè si possono pagare la residenza) avranno molti interessi in comune. Così anche il proletariato urbano ecc. Ma anche il lavoro dei genitori influisce se non altro sulle frequentazioni (tanto è vero che, pare, in Italia i figli degli insegnanti tendono a sposare figlie di insegnanti, figli di imprenditori ecc. e così via - il massimo della mobilità sociale)

    La cultura media dei genitori può variare enormemente (un tizio con dei genitori analfabeti più difficilmente sarà un individuo raffinato). Ci sono grandi differenze di prospettive tra gli abitanti della campagna e quelli della città, o fra quelli del centro e quelli della periferia.

    Ma soprattitto hai dimenticato una cosa FONDAMENTALE: che un tempo c'era la cultura orale (folklorica), che era diversa a secondo del luogo (sebbene anche a grandi distanze si dimostrino antichissimi rapporti fra le varie culture locali), oggi invece ci sono I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA (o più esattamente LA TELEVISIONE). I bambini passano la maggior parte della loro infanzia fin dai primissimi anni (si dice che la personalità si formi entro i 3 anni) davanti alla TV, e i modelli sono quelli imposti dal quei media. Ma non bisogna estremizzare l'importanza dell'infanzia. Infatti è dimostrato che anche coloro (pochissimi) che non abbiano guardato molta TV da neonati ne sono cmq consciamente o inconsciamente influenzati durante la formazione (fanciullezza, età adolescenziale); secondo me ti dovresti informare piuttosto su quali cartoni animati hanno visto, più che sulla provenienza geografica. - Nota che in tutto il mondo si trasmettono gli stessi identici cartoni.

    Del resto già dall'invenzione del cinema il cosiddetto "popolo" ne fu interamente modellato, e le bambine si facevano (in tutto il mondo, in USA come in sudamerica come nell'Italia fascista come nella Germania nazista come nelle democratiche Francia e Inghilterra come nella povera Ungheria) pettinare come Shirley Temple e i bambini se ne innamoravano (in Europa c'erano perfino più clubbini che in America, ed Andy Warhol, uno dei maggiori artisti postmoderni, iniziò la sua carriera proprio come "Presidente" di un club intitolato a Shirley Temple, ritagliandone le immaginette "sacre"...mentre Roosevelt la utilizzava per la sua propaganda) e le donne avrebbero voluto essere tante Greta Garbo... e gli uomini tanti Bogart...

    Oggi la situazione rispetto agli anni '30 è cambiata... la realtà dipende dalla televisione, non il contrario, le bambine si (s)vestono secondo quei modelli e crescono desiderando di essere non attrici ad Hollywood ma più modestamente starlette televisive con un quarto d'ora di celebrità...ecc.

    Ma soprattutto è la mentalità generale ad essere influenzata dalla televisione, anche quando non ce ne rendiamo conto. Tutti parlano la stessa lingua standard, mangiano nei fast-food le stesse cose... Non ce le vedo tutte queste differenze.
    Non vuoi vederle, semplice. E' verissimo che al giorno d'oggi, complici i media assoggettati alle logiche di potere (di ogni genere) e complice la devastazione culturale messa in atto dalla globalizzazione e dalla cosiddetta "multiculturalità", le cose sono differenti, però rifiuto di farmi andar bene questo modo di concepire il mondo e di essere assimilato ad un parigino, un edimburghese, un bavarese, un messinese, un newyorkese, fingendo che la cosiddetta "occidentalità" racchiuda in sè solo popoli e genti con le stesse caratteristiche. Certo, c'è una similarità nel modo di vivere nelle popolazioni occidentali che però non può essere ridotto semplicisticamente con un "siamo tutti uguali", perchè altrimenti basta allentare un po' il metro di giudizio e diventano uguali anche i giapponesi, i thailandesi, i congolesi, gli islandesi... Quindi la buttiamo in vacca e diciamo siamo tutti uguali, abbiamo tutti la stessa cultura, la stessa storia, lo stesso modo di vivere. E poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata...

  8. #448
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    Benissimo, mi fa molto piacere vedere che io ritengo "criminale" e "disonesto" sia tale anche per te. Ehm... quindi posso rimandarti tutti i napoletani disonesti e criminali che qui abbondano? Mi tengo gli altri, sia chiaro.



    Non vuoi vederle, semplice. E' verissimo che al giorno d'oggi, complici i media assoggettati alle logiche di potere (di ogni genere) e complice la devastazione culturale messa in atto dalla globalizzazione e dalla cosiddetta "multiculturalità", le cose sono differenti, però rifiuto di farmi andar bene questo modo di concepire il mondo e di essere assimilato ad un parigino, un edimburghese, un bavarese, un messinese, un newyorkese, fingendo che la cosiddetta "occidentalità" racchiuda in sè solo popoli e genti con le stesse caratteristiche. Certo, c'è una similarità nel modo di vivere nelle popolazioni occidentali che però non può essere ridotto semplicisticamente con un "siamo tutti uguali", perchè altrimenti basta allentare un po' il metro di giudizio e diventano uguali anche i giapponesi, i thailandesi, i congolesi, gli islandesi... Quindi la buttiamo in vacca e diciamo siamo tutti uguali, abbiamo tutti la stessa cultura, la stessa storia, lo stesso modo di vivere. E poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata...
    La "cultura" non è qualcosa di immutabile ed eterno. E' in perenne evoluzione. E cmq se mpre cultura rimane. Anche quella americana è una cultura (magari può non piacere, ma questo è un altro discorso). TUTTI hanno una "cultura".

    Come fai a dire che "rifiuti di sentirti assimilato ad un Parigino", se non specifici a quale Parigino (individuo) ti riferisci. ne conosci qualcuno che ti è sembrato radicalmente diverso da te? E' chiaro che ci saranno delle differenze, come ci saranno pure con un torinese. Ma poi secondo me ci sono meno differenze tra un abitante di una metropoli e quello di un'altra metropoli che fra due abitanti di 2 piccole città o paesi. In definitiva, io dovunque vissuto sono smepre stato in condominio, mi sono sempre visto circondato da palazzoni dovunque sono andato, ho sempre vissuto il 99% della mia vita "in interni". Le mie attività sono sempre state la lettura, la "visione" di film e cartoni in TV, giocare sul pavimento coi pupazzetti (a volte con qualche altro bambino, ma più spesso da solo). Ci sarà sicuramente differenza tra vivere in quartieri simili di Parigi, Barcellona o Milano ma francamente...

  9. #449
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    a napoli siete così sottosviluppati economicamente che nemmeno il reato di tangenti esiste
    perchè non girano soldi

    ma sei un comico..

  10. #450
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    Benissimo, mi fa molto piacere vedere che io ritengo "criminale" e "disonesto" sia tale anche per te. Ehm... quindi posso rimandarti tutti i napoletani disonesti e criminali che qui abbondano? Mi tengo gli altri, sia chiaro.



    Non vuoi vederle, semplice. E' verissimo che al giorno d'oggi, complici i media assoggettati alle logiche di potere (di ogni genere) e complice la devastazione culturale messa in atto dalla globalizzazione e dalla cosiddetta "multiculturalità", le cose sono differenti, però rifiuto di farmi andar bene questo modo di concepire il mondo e di essere assimilato ad un parigino, un edimburghese, un bavarese, un messinese, un newyorkese, fingendo che la cosiddetta "occidentalità" racchiuda in sè solo popoli e genti con le stesse caratteristiche. Certo, c'è una similarità nel modo di vivere nelle popolazioni occidentali che però non può essere ridotto semplicisticamente con un "siamo tutti uguali", perchè altrimenti basta allentare un po' il metro di giudizio e diventano uguali anche i giapponesi, i thailandesi, i congolesi, gli islandesi... Quindi la buttiamo in vacca e diciamo siamo tutti uguali, abbiamo tutti la stessa cultura, la stessa storia, lo stesso modo di vivere. E poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata...
    La soluzione è fare in modo che le diversità siano motivo di confronto e di scambio nella logica della comunanza di bisogni e di caratteristiche che ci rendono tutti appartenenti alla specie umana,che annullano le differenze,e impediscono di sottolineare oltremodo e oltre misura le diversità ed il " negativo altrui".
    Che è quello che noi "buonisti",che siamo per il multiculturalismo e la solidarietà interetnica affermiamo da sempre

 

 
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