
Originariamente Scritto da
Aymeric
Le differenze tra un individuo e l'altro non sono determinate solo da questioni geografiche; anzi,
oggi questo è l'aspetto meno importante. - Ben diverso era fino all'800, quando gli spostamenti erano molto più difficili, e non c'erano mezzi di comunicazione per bypassare le distanze. E cmq non è che ci fossero culture a camere stagne come si pretende, anche allora le maggiori differenze erano quelle sociali: mi spieghi se secondo te vi erano più somiglianze tra lo stile di vita di un aristocratico della Francia o dell'Italia e due contadini? E quali grandi differenze c'erano tra i contadini dall'Europa del sud a quelli dell'Europa del nord? Non solo, ma ti risultà che un aristocratico avrebbe mai accettato di accoppiarsi con un contadino/a? E che avrebbe rifiutato uno straniero/a, purchè aristocratico e soprattutto
remunerativo (cosa della quale si può avere ampia testimonianza...nelle le famiglie nobili d'Europa c'è gente originaria di più nazionalità. Ed erano loro la classe dirigente dell'epoca, fra l'altro).
All'interno della società esistono le classi sociali: dei ricconi che abitino a Milano o a Roma o a Parigi (o magari in tutti e tre i posti, perchè si possono pagare la residenza) avranno molti interessi in comune. Così anche il proletariato urbano ecc. Ma anche il lavoro dei genitori influisce se non altro sulle frequentazioni (tanto è vero che, pare, in Italia i figli degli insegnanti tendono a sposare figlie di insegnanti, figli di imprenditori ecc. e così via - il massimo della mobilità sociale)
La cultura media dei genitori può variare enormemente (un tizio con dei genitori analfabeti più difficilmente sarà un individuo raffinato). Ci sono grandi differenze di prospettive tra gli abitanti della campagna e quelli della città, o fra quelli del centro e quelli della periferia.
Ma soprattitto hai dimenticato una cosa FONDAMENTALE: che un tempo c'era la cultura orale (folklorica), che era diversa a secondo del luogo (sebbene anche a grandi distanze si dimostrino antichissimi rapporti fra le varie culture locali), oggi invece ci sono
I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA (o più esattamente LA TELEVISIONE). I bambini passano la maggior parte della loro infanzia fin dai primissimi anni (si dice che la personalità si formi entro i 3 anni) davanti alla TV, e i modelli sono quelli imposti dal quei media. Ma non bisogna estremizzare l'importanza dell'infanzia.

Infatti è dimostrato che anche coloro (pochissimi) che non abbiano guardato molta TV da neonati ne sono cmq consciamente o inconsciamente influenzati durante la formazione (fanciullezza, età adolescenziale); secondo me ti dovresti informare piuttosto su quali cartoni animati hanno visto, più che sulla provenienza geografica.

- Nota che
in tutto il mondo si trasmettono gli stessi identici cartoni.
Del resto già dall'invenzione del cinema il cosiddetto "popolo" ne fu interamente modellato, e le bambine si facevano (in tutto il mondo, in USA come in sudamerica come nell'Italia fascista come nella Germania nazista come nelle democratiche Francia e Inghilterra come nella povera Ungheria) pettinare come Shirley Temple e i bambini se ne innamoravano (in Europa c'erano perfino più clubbini che in America, ed Andy Warhol, uno dei maggiori artisti postmoderni, iniziò la sua carriera proprio come "Presidente" di un club intitolato a Shirley Temple, ritagliandone le immaginette "sacre"...mentre Roosevelt la utilizzava per la sua propaganda) e le donne avrebbero voluto essere tante Greta Garbo... e gli uomini tanti Bogart...
Oggi la situazione rispetto agli anni '30 è cambiata... la realtà
dipende dalla televisione, non il contrario, le bambine si (s)vestono secondo quei modelli e crescono desiderando di essere non attrici ad Hollywood ma più modestamente starlette televisive con un quarto d'ora di celebrità...ecc.
Ma soprattutto è la mentalità generale ad essere influenzata dalla televisione, anche quando non ce ne rendiamo conto. Tutti parlano la stessa lingua standard, mangiano nei fast-food le stesse cose... Non ce le vedo tutte queste differenze.