
Originariamente Scritto da
Decima Regio
E quale sarebbe, scusa ?
Di essersi ritirato volonatriamente dal potere per finire gli ultimi anni in tranquillità a Spalato, rimpianto al punto di essere poi reiteratamente supplicato di riassumere la porpora (che sdegnosamente rifiutò), unico Imperatore romano a lasciare il trono vivo e per rinuncia per limiti d'età, e non perchè ammazzato o comunque morto ?
No, di vedere il proprio impero distrutto e ricostruito in buona parte da Costantino, che dopo la battaglia di ponte Milvio nell'ottobre del 312 a.d. venne proclamato imperatore romano e che nel giugno del 313 a.d. dichiarò il cristianesimo religio licita(dopo che Diocleziano ed il suo cesare Galerio, morto tra orribili sofferenze e strazi ad espiazione delle sue colpe, avevano sistematicamente perseguitato la chiesa cattolica), permettendo inoltre alla chiesa di ricevere donazioni, di riunirsi per discutere delle questioni dogmatiche o disciplinari, ed esentandola dal pagare le tasse.
Inoltre Costantino sconfisse definitivamente Licinio, che era tentano dalla restaurazione del paganesimo e che comunque manteneva una politica anticristiana, nelle battaglie di Adrianopoli e Crisopoli, rispettivamente del 3 e del 18 settembre 324 a.d.
Inoltre Diocleziano vide buona parte della propria famiglia sterminata(poichè sua moglie e sua figlia perirono nella strage di Tessalonica, non quella ordinata da Teodosio nel 380 a.d., ma quella avvenuta in seguito alla vittoria dell'esercito di Licinio il 30 aprile del 313 a.d. sull'esercito di Massimino Daia), il proprio progetto politico distrutto con la morte di Galerio nel maggio del 311 a.d.(il quale peraltro nell'aprile del 311, come ci racconta lo storico cristiano Lattanzio, proclamò un editto di tolleranza, sperando nella grazia celeste, ma le sue colpe erano tali e mancando inoltre un vero atto di pentimento e la conversione a Cristo ed alla sua chiesa che egli poco dopo morì, dopo dieci mesi di straziante agonia), e la sconfitta dell'altro infame persecutore Massimino Daia(che tra l'altro aveva diffuso un falso libello a scopo diffamatorio e blasfemo nei confronti di Cristo e della sua chiesa intitolato "Atti di Pilato") ad opera di Licinio, inizialmente benevolo nei confronti dei cristiani, che entrò a Nicomedia il 13 giugno del 313 a.d. proclamando d'accordo con Costantino l'editto di Milano che affermava il riconoscimento del cristianesimo come religio licita e la restituizione dei beni mobili ed immobili confiscati durane l'impero di Diocleziano e Massimiano, costringendo il proprio avversario a ritirarsi a Tarso in Cappadocia(dove peraltro mutò opportunisticamente la propria politica anticristiana, adottando l'editto di Milano), per radunare le forze in modo tale da organizzare una controffensiva, ma nel dicembre dello stesso anno Massimino Daia morì improvvisamente.
Certo quello che dici tu è vero Diocleziano si ritirò(caso unico nella storia non solo dell'impero ma anche quasi di Roma in generale se si eccettua l'uscita di scena di Silla dopo un lungo periodo di governo e di pacificazione della res publica, sconquassata dalle guerre civili)volontariamente dal potere, convincendo anche Massimiano a fare altrettanto(poi visto il crollo della tetrarchia, anche perchè aveva accettato a malincuore e praticamente solo per fare un favore a Diocleziano che lo aveva pressato in continuazione, ne approfittò per revocare la sua decisione prima per reimporsi come augusto d'occidente e poi per appoggiare la "candidatura" del proprio figlio Massenzio) ed ebbe la possibilità di ritornare al potere e rimettere ordine nel caos che si era venuto a creare alla morte del padre di Costantino, Costanzo Cloro nel 306 d.c., quando nel 308 venne convocato il convegno di Carnuto e venne invitato con forza da più parti a tornare arbitro della situazione(forte del consenso goduto presso l'esercito ed anche buona parte del popolo, ovviamente la parte, maggioritaria, pagana) però egli scelse di affidare a Galerio e Massimino il compito di restaurare la tetrarchia, dimostrando in ciò mancanza di lungimiranza politica(un pò come Bush in Iraq tu mandi l'esercito e va tutto a posto ed esporti la democrazia, ti inventi un sistema, chiamato tetrarchia, ti ritiri per metterlo in pratica e tutto si sistema, con l'unica differenza che Bush non ha diviso in più parti il suo impero e non si è ritirato nel suo ranch di Crawford ,altrimenti addio impero israelo-americano..., lasciando degli incompetenti al suo posto, quindi questo dimostra che anche Bush ha maggiore intelletto politico, dal punto di vista pratico si intende, di Diocleziano ) e pusillanimità(era bravo e capace a perseguitare i cristiani nel nome dell'unità dell'impero, che peraltro i cristiani se si esclude gli eretici montanisti ed i donatisti non minacciarono mai, ma non ad assumersi l'onere, che non gli era stato imposto, di governare l'impero romano).
Questo è un riassunto dettagliato degli ultimi anni di Diocleziano(a cominciare dalla sua abdicazione):
Il 1° maggio del 305, a tre miglia da Nicomedia, sopra un colle sulla cui cima sorgeva una colonna sormontata dalla statua di Giove, ai dignitari delle province sue e del suo Cesare e ai rappresentanti dell'esercito notificava la decisione presa di scendere dal trono, si spogliava del manto purpureo e del diadema e proclamava Augusto Galerio e gli sceglieva come Cesare Massimino Caio; poi partiva per la sua principesca casa di Solona.
Nello stesso giorno una eguale cerimonia ebbe luogo a Milano: Massimiano abdicava all'impero e al suo posto saliva come Augusto Costanzo Cloro e gli veniva dato come Cesare Flavio Valerio Severo. Massimiano anche lui si ritirava in una sua villa in Lucania.
La ripartizione delle province tra gli Augusti e i Cesari ebbe delle modifiche: Costanzo prese per sé la Gallia, la Britannia e la Spagna, Severo l'Italia, l'Africa e la Pannonia, Galerio ebbe tutto il resto dell'impero eccettuati l'Egitto e la Siria che furono dati a Massimino Caio.
E se tutte le riforme di Diocleziano erano state un fallimento, anche la successione all'impero furono destinate a fallire.
Se è vero che il, vecchio Diocleziano si spense nel 316, egli ebbe la sventura di sopravvivere al crollo della sua riforma, e alla strage della sua famiglia, nel solitario palazzo di Solona, da cui si era rifiutato di partecipare al convegno di Milano e invano aveva pregato che Massimino gli rimandasse indietro la moglie e la figlia. Egli venne sepolto nel mausoleo che s'era fatto erigere di fronte al tempio di Giove Ottimo Massimo; ma neppure qui il corpo del grande imperatore doveva trovare il riposo che invano aveva cercato in vita.
Peraltro Diocleziano disse, per motivare il rifiuto a vestire di nuovo la porpora imperiale, a Massimiano: <vedessi i bei piselli che coltivo nel mio orto giudicheresti te stesso se la porpora mi possa ancora allettare>.
Non vi ricorda qualcuno?dato che magari avete una cultura da quiz vi dò un'aiutino, il candido di François-Marie Arouet, in arte Voltaire? e poi la chiamano modernità...