
Originariamente Scritto da
Guelfo Lombardo
intesa come una visione valoriale-nazionale-razziale della storia e del mondo, dei rapporti dei singoli con la comunità intesa come legame di sangue e di suolo, nonchè di cultura, diritto, costumi, civiltà etc...) in cui egli credeva ed in cui voleva forgiare il popolo tedesco, il giudizio da lui espresso quindi era viziato da questa considerazione, che egli applicava retroattivamente(necessariamente se si vuole forgiare un popolo, bisogna non tanto conoscere la sua storia, ma "forgiare" la sua storia, nel senso greco di mito, di valore e modello collettivo a cui aderire e nel senso romano di historia intesa come narrazione delle vicende della patria, del suo coraggio, dei suoi valori, delle sue cadute momentanee e delle sue vittorie clamorose, nel senso quindi di adesione ad un passato ed ad un'identità) per cui il procedimento logico e scientifico(nel senso proprio del termine, di conoscenza e non nel senso moderno e galileiano del termine, di nozione particolare, specifica, materiale, sperimentale e quindi vuota e provvisoria) seguito da Hitler, portava il Fuhrer a considerare il cambiamento della politica religiosa a parte di Costantino non nel senso prorpiamente "classico", legato al contesto storico dell'età antica, in cui per religione si intende un convincimento personale, l'adesione ad una visione metafisica interiore, ad una ritualità particolare, esclusiva(intesa come originale, propria).
Come tale se ne deduce che Costantino non fu apostata perchè, come hanno dimostrato recentemente degli studi storici, semplicemente non abbandonò mai se non in punto di morte(come ci racconta Eusebio, vescovo di Cesarea, nel suo "vita Costantini") la sua fede nel culto del dio sole(molto diffuso nelle zone costiere dell'impero, particolarmente fertili) ricevendo solo in punto di morte il battesimo, perdipiù da un eretico ariano.
L'errore compiuto da Hitler è stato quello di considerare, a mio avviso, il culto politeistico come una sorta di fede tradizionale, a cui Costantino avrebbe apostato, poichè egli riteneva(basandosi sulla propria "visione del mondo") che il culto degli dei(che peraltro Costantino mai probì) fosse un dovere pubblico, e in effetti lo era, ma inteso come un adesione volontaria(e non forzata) a dei riti particolari e consetudinari(un pò come l'attuale, ovviamente in versione laica, "inaugurazione dell'anno giudiziario"), la cui partecipazione si configurava come un diritto-dovere del cives(come nella società attuale si pone il diritto di voto).
Come considereresti quindi una persona che non andasse a votare, o un presidente del consiglio che non andasse alle celebrazioni per il 25 aprile(come ha fatto Berlusconi), come un apostata, come d'altronde lo considera la sinistra, per non aver esercitato un diritto-dovere garantito in quanto cives?
Hitler, doveva e voleva, necessariamente adattare il dovere e diritto del cives tedesco e nazionalsocialista d'adesione ad una fede(ideologia), e ad una struttura(partito), riflettente un insieme di valori e retaggi culturali,