VAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
"Non accettiamo il persistente rifiuto nella scorsa finanziaria di destinare più fondi alla Scuola, all'Università e alla Ricerca."


VAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
"Non accettiamo il persistente rifiuto nella scorsa finanziaria di destinare più fondi alla Scuola, all'Università e alla Ricerca."


Leader io farei Josi![]()


Ed ecc l' intervista di Bertinotti a cui fa riferimento Rina Gagliardi nell' articolo che ho postato è questa
Bertinotti: Costruire nuovo patto tra politica e popolo
7 febbraio 2007 alle 125 — Fonte: repubblica.it
Costruire un nuovo patto tra politica e popolo, fondato su due caratteristiche: partecipazione e unità delle coalizioni.
Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, al termine del suo viaggio ufficiale in America latina, che si conclude simbolicamente con l’abbraccio a Brasilia con il Presidente ‘sindacalista’ Lula, evidenzia le indicazioni che possono essere tratte dal “rinascimento” politico del subcontinente. Secondo Bertinotti “per troppo tempo la politica, in Europa, ma anche in Italia, è stata vissuta essenzialmente come governabilità e i temi, pure necessari, delle compatibilità economiche hanno preso il sopravvento sui grandi temi di società e anche le riforme istituzionali sono state pensate in questa chiave.
Questo è un ritardo che non possiamo più permetterci. Lo dimostra il fatto che quasi sempre i governi uscenti, ad eccezione di Blair, sono stati sconfitti alle elezioni, mentre in America latina i governi uscenti vengono confermati ampiamente”. Il presidente della Camera ritiene allora necessario “esprimere la politica in termini di società, per ritrovare la strada del rapporo tra il governo e il popolo, come avviene in Sudamerica. La politica europea deve tornare a lavorare sulla scia di una politica intesa come partecipazione. Si deve ritrovare il rapporto con il popolo, a partire da quello con il territorio, con le comunità, radicandosi là dove il popolo vive nella sua concreta realtà”.
La chiave di volta in America latina sembra essere il fatto che “i processi di costruzione dei soggetti politici precedono l’esperienza di governo e per questo poi, anche in coalizioni ampie, non prevale lo spirito di scissione”. Insomma, per Bertinotti, “le coalizioni si rafforzano quando sono state costruite con un progetto politico prima di andare al governo e quando si confermano in un rapporto con il popolo” e allora, con un riferimento alla situazione italiana chiosa: “Quando manca la prima condizione, sarà bene far valere la seconda…”. In Italia per i partiti, nota ancora il presidente della Camera, “ci vuole più progetto.
Non si possono modificare solo dall’interno. Serve una relazione con i processi di società su cui costruire il nuovo”, tuttavia la semplificazione che qualcuno vorrebbe non può essere “lo sterminio dei partiti, la riduzione forzosa a due del numero degli interlocutori. Bisogna cambiare e vedere poi chi si afferma sulla base di un reale confronto. Perciò dico che il sistema elettorale attuale è indifendibile ed indifeso, ma bisogna restare alla larga dall’idea di un sistema elettorale come fattore per la semplificazione delle forze politiche”. A chi gli fa notare che in Sud America, da Lula a Chavez, esiste una questione forte di leadership, Bertinotti risponde : “Potrei dire con Woody Allen: ‘mi vengono in mente pensieri che non condivido’ e di leader non parlo neppure sotto tortura”.
Poi spiega: “Il leader non deve essere per forza quello di ieri, ma può essere quello di domani. Il punto è il domani. Il leader emerge talvolta in forma imprevista: può essere il Lula della lunga tessitura di un progetto o il Mitterand che esce all’improvviso ad Epinay. O ancora, in una formazione come il Frente Amplio in Uruguay, un leader di congiuntura. Il leader è frutto di criteri relativi, che si costituiscono in funzione dell’obiettivo. E per questo — dice con una battuta ai giornalisti che lo incalzano — anche voi siete tutti candidabili…”.






meglio cercare di influenzare chi ha il 20% da dentro il partito che stare fuori e non contare un cazzo
l'identità è una cosa stupenda,ma alla fine se uno ha il 2%,vale il 2% e non il 20%....
perchè le idee della RNP entrano da un orecchio ed escono dall'altro al governo?perche ha preso il 2,5%


Stavolta Boselli non mi è piaciuto.
Gli piace il "modello del sindaco d'Italia".






luca josi è quello che ha proposto il patto generazionale, e se non sbaglio fu colui che era leader della FGS(federaizone giovani socialisti) nel 1991