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Discussione: La Pravda.

  1. #1
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    ANALITICA
    Nel 2007 a difesa della Russia l'arma del XXI secolo: il missile "Topol-M"
    pagina principale / Russia
    17.04.2007 FONTE: Pravda.ru 1/2

    Il comandante in capo delle Forze missilistiche russe, generale Nikolay Solovzov, ha dichiarato che nel corso del 2007 le truppe al suo comando verranno dotate del missile balistico intercontinentale "Topol-M". "Si tratta di sette rampe di lancio a base fissa e mobile", ha detto il generale Solovzov aggiungendo poi che "nell'arco del 2007 le Forze missilistiche del nostro esercito verranno riarmate con nuovi complessi missilistici la priorita' dei quali spettera' ai missili "Topol-M" a base sia fissa che mobile".
    Secondo la definizione data al missile in questione da parte del generale Solovzov, il missile balistico intercontinentale "Topol-M" ( dal russo "Pioppo") rappresenta "l'arma del XXI secolo analogo della quale nessun altro paese al mondo si puo' vantare di possedere, ne'ora ne' in prospettiva immediata".
    "Nell'arco del 2007 e' prevista l'entrata in funzione di quattro basi di lancio fisse dei "Topol-M" presso l'unita' missilistica dislocata a Tatishevskij oltre аd altre tre mobili presso la seconda divisione missilistica di Tejkovskij", ha sottolineato il comandante in capo delle Forze missilistiche russe.
    Inoltre, secondo quanto dichiarato dal generale Solovzov, nel corso del 2007 e' prevista la costruzione di speciali attrezzature a ciclo tecnologico di produzione superiore ad un anno per il riarmo di altri reggimenti missilistici di missili "Topol-M" previsto per il 2008 e per gli anni successivi. In base della situazione aggiornata all'inizio del 2007, sono stati riarmati con missili 'Topol-M" cinque reggimenti dell'unita' missilistica dislocata a Tatishevskij, fatto che ha contribuito a portare a 44 il numero complessivo di missili in dotazione all'unita'.

  2. #2
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    Il missile balistico intercontinentale "Topol-M" (secondo la classificazione NATO - SS-25), progettato per il superamento di difese antimissilistiche (e non va dimenticato il fatto che attualmente non ne esiste nessuna al mondo imperforabile per il missile in questione), ha una lunghezza di 22,7 metri con un diametro di 1,95 metri. Il peso al lancio e' pari a 47,2 tonnellate con un carico utile pari a 1,2 tonnellate per una gitta massima pari a 10.500 chilometri. Ogni missile "Topol-M" e' inoltre dotato di una testata nucleare monoblocco dalla potenza pari a 550 kiloton.
    La caratterisitca tecnica che rende il missile "Topol-M" unico al mondo nel suo genere e' rappresentata dall'altissima velocita' di espulsione, di gran lunga superiore a quella dei modelli precedenti, raggiunta grazie all'impiego di tre motori, unita ad una traiettoria imprevedibile, controllata da una speciale strumentazione di volo che la modifica a piu' riprese, rendendone praticamente impossibile l'intercettazione da parte del potenziale avversario.
    Attualmente le Forze missilistiche russe sono dotate di circa 300 basi mobili per il lancio dei missili balistici intercontinentali "Topol-M".

    2/2

  3. #3
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    Bello sto missile! Mi servirebbe una cosa di questo genere da tenere in giardino per scoraggiare tutti i vicini invadenti a metter piede nella mia proprietà.

  4. #4
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    Il costo delle rivoluzioni
    17.04.2007 FONTE: Pravda.ru

    Solamente al fine di sostenere due delle quattro cosiddette "rivoluzioni colorate", in Ucraina ed in Kirghisia, scoppiate negli ultimi anni nell'area postsovietica, gli Stati Uniti hanno investito piu' di 110 milioni di dollari.
    Queste sono le cifre riportate dagli autori di un documentario di produzione francese intitolato "Rivoluzione.com. USA. Alla conquista dell'est", mandato in onda qualche giorno fa dal canale televisivo statale russo "Rossija". I documentaristi francesi sono giunti alla conclusione che dietro alle quattro rivoluzioni avvenute negli ultimi anni nell'area postsovietica, piu' precisamente la "rivoluzione di velluto" in Serbia, la "rivoluzione delle rose" in Georgia, la "rivoluzione arancione" in Ucraina ed infine la "rivoluzione dei tulipani" in Kirghisia, ci siano gli Stati Uniti, convinti a loro volta del fatto che, per far salire al potere il tipo di regime desiderato, non sia indispensabile una guerra.
    E, sempre secondo gli autori del documentario, non e' assolutamente escluso il fatto che gli Stati Uniti si fermino qui, dal momento che nel mirino di Washington ci sono ora la Moldavia e alcune delle ex repubbliche sovietiche della zona asiatica.
    Secondo l'opinione dei documentaristi francesi, il rovesciamento del regime di Milosevic del 2000, la rimozione nel novembre del 2003 di Eduard Shevarnadze, la venuta al potere in Ucraina di Viktor Yushenko nel dicembre del 2004 ed il trionfo della "rivoluzione dei tulipani" in Kirghisia nel marzo del 2005, non rappresentano altro che gli anelli di un'unica catena.
    "Quattro rivoluzioni senza spargimenti di sangue, quattro regimi totalitari, le tracce cioe' di cio' che rappresentava la potenza sovietica, sono svaniti nel nulla nel giro di qualche settimana facendo ricorso ogni volta allo stesso tipo di scenario - elezioni falsificate, un potere che si contrapponeva convulsamente per poi, alla fine dei conti, cedere nei confronti degli insorti", sottolineano gli autori del documentario, secondo i quali tali metodi rivoluzionari vennero sperimentati per la prima volta in Serbia.


    Pagine: 1/4

  5. #5
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    Ed e' proprio nell ex repubblica jugoslava che vennero per la prima volta applicate le tesi contenute nel libro dello scrittore americano Jim Sharp "Dalla dittatura alla democrazia", un originale manuale di messa in atto di rivoluzioni pacifiche sulla base di ricette assai semplici. Nel libro, ad esempio, viene raccontato come ai rivoluzionari sia riuscito di instaurare buoni rapporti con la polizia, il perno di qualsiasi tipo di dittatura.
    E fu proprio lo stesso Sharp a dichiarare successivamente che coloro i quali tentarono nel 2000 di rovesciare il regime di Slobodan Milosevic in Serbia si attennero ai suoi consigli. A seguito della caduta di Milosevic, furono poi gli stessi serbi a diffondere tale metodica collaborando attivamente prima con i georgiani al fine di rimuovere Eduard Shevarnadze, e poi con gli ucraini nella fase di preparazione che porto' alla "rivoluzione arancione".
    A distanza di 10 mesi dalla riuscita campagna di Belgrado, l'ambasciatore americano in Bielorussia Michael Kozak, dall'alto della sua esperienza in simili azioni in America Centrale, in particolare nel Nicaragua, organizzo' una campagna sui generis atta a rovesciare il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, campagna che pero' per gli Stati Uniti non fini' secondo le attese.
    La cosiddetta "rivoluzione arancione" in Ucraina, ha rappresentato la quarta campagna tra quelle organizzate dagli Stati Uniti in quattro diversi Paesi dell'area postsovietica allo scopo di non rendere pubblici e di conseguenza non riconoscere gli effettivi risultati delle elezioni per poi far cadere i rispettivi regimi in questi Paesi. La preziosa esperienza acquisita in Serbia, Georgia e Bielorussia venne di conseguenza impiegata al fine di effettuare azioni di protesta nei confronti del regime dell'allora presidente Ucraino Leonid Kuchma.


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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    Il costo delle rivoluzioni
    17.04.2007 FONTE: Pravda.ru

    Solamente al fine di sostenere due delle quattro cosiddette "rivoluzioni colorate", in Ucraina ed in Kirghisia, scoppiate negli ultimi anni nell'area postsovietica, gli Stati Uniti hanno investito piu' di 110 milioni di dollari.
    Queste sono le cifre riportate dagli autori di un documentario di produzione francese intitolato "Rivoluzione.com. USA. Alla conquista dell'est", mandato in onda qualche giorno fa dal canale televisivo statale russo "Rossija". I documentaristi francesi sono giunti alla conclusione che dietro alle quattro rivoluzioni avvenute negli ultimi anni nell'area postsovietica, piu' precisamente la "rivoluzione di velluto" in Serbia, la "rivoluzione delle rose" in Georgia, la "rivoluzione arancione" in Ucraina ed infine la "rivoluzione dei tulipani" in Kirghisia, ci siano gli Stati Uniti, convinti a loro volta del fatto che, per far salire al potere il tipo di regime desiderato, non sia indispensabile una guerra.
    E, sempre secondo gli autori del documentario, non e' assolutamente escluso il fatto che gli Stati Uniti si fermino qui, dal momento che nel mirino di Washington ci sono ora la Moldavia e alcune delle ex repubbliche sovietiche della zona asiatica.
    Secondo l'opinione dei documentaristi francesi, il rovesciamento del regime di Milosevic del 2000, la rimozione nel novembre del 2003 di Eduard Shevarnadze, la venuta al potere in Ucraina di Viktor Yushenko nel dicembre del 2004 ed il trionfo della "rivoluzione dei tulipani" in Kirghisia nel marzo del 2005, non rappresentano altro che gli anelli di un'unica catena.
    "Quattro rivoluzioni senza spargimenti di sangue, quattro regimi totalitari, le tracce cioe' di cio' che rappresentava la potenza sovietica, sono svaniti nel nulla nel giro di qualche settimana facendo ricorso ogni volta allo stesso tipo di scenario - elezioni falsificate, un potere che si contrapponeva convulsamente per poi, alla fine dei conti, cedere nei confronti degli insorti", sottolineano gli autori del documentario, secondo i quali tali metodi rivoluzionari vennero sperimentati per la prima volta in Serbia.


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    E' il potere degli americani...$$$$$$ Skej baby

  7. #7
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    Il momento chiave dell'introduzione della democrazia all'interno di una societa' e' rappresentato dalla procedura del conteggio dei voti effettuato parallelamente a trucchi e falsificazioni di vario genere che cosi' tanto amano i regimi che godono di una reputazione dubbia. Oltre agli osservatori ufficiali dell'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, durante la fase di spoglio delle schede nel corso delle elezioni ucraine presenziavano migliaia di osservatori locali, in precedenza addestrati e pagati dall'Occidente.
    Nell'occasione furono altresi' organizzati sondaggi nei confronti degli elettori all'uscita dei seggi che dimostravano la vittoria di Yushenko con un margine pari all'11%. E proprio questi dati sono diventati una delle cause principale dell'evolversi dell'attuale situazione in Ucraina.Sulla base di tali sondaggi, l'opposizione ha poi preso l'iniziativa nella battaglia propagandistica contro il regime facendoli apparire di conseguenza sulla stampa.
    La fase finale della campagna e' incentrata sul come reagire se il regime cerchera' di "rubare" le elezioni perdute. In Bielorussia Lukashenko e' uscito vittorioso dalla campagna elettorale grazie al fatto che non erano state organizzate azioni di protesta su vasta scala, mentre a Belgrado, Tbilisi e come sta accadendo or a Kiev, dove il governo ha cercato dall'inizio di restare al potere, all'opposizione venne raccomandato di mantenere il sangue freddo e di organizzare massicce azioni pacifiche di insubordinazione civile.
    Gli autori del documentario sono convinti che i processi delle cosiddette "rivoluzioni colorate", i loro autori ed emissari sotto forma di svariati fondi, vengano addestrati e finanziati direttamente dall'amminstrazione degli Stati Uniti. Tuttavia se nell'arco degli anni '60 e '70 l'attivita' di formazione di cellule di partiti ed organizzazioni politiche in diversi paesi veniva effettuata segretamente da parte della CIA, successivamente venne presa la decisione di rendere piu' trasparente e pubblica l'attivita' degli Stati.

    pagine: 3/4

  8. #8
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    Ed e' proprio di cio' che si occupano i fondi e le organizzazioni americane, tra le quali il fondo "George Soros" che ha attivamente preso parte alla rivoluzione in Georgia, l'associazione "Freedom House", la quale alla vigilia della rivoluzione in Kirghisia inizio' a stampare e diffondere ben sei giornali a favore dell'opposizione, fattore che ha poi contribuito in larga parte al rovesciamento del regime di Askar Akaiev, nonche' l'Istituto repubblicano internazionale che si occupa delle diffusione della democrazia nel mondo.
    E sono stati proprio questi fondi ed organizzazioni, secondo gli autori del documentario, i veri ispiratori delle rivoluzioni "che hanno spazzato via uno dietro l'altro gli ex vassalli di Mosca per la grande gioia di George Bush".
    Gli stessi ideologi delle rivoluzioni, che preferiscono restare nell'ombra, sono sicuri del fatto di perseguire ideali positivi: "Non penso che raccontare la democrazia alla gente significhi rovesciare il governo. Esiste una sottilissima sfaccettatura tra il sostegno della democrazia e l'intromissione nelle questioni interne di uno stato. Personalmente sono convinto del fatto che anche senza il sostegno dei fondi americani un giorno le rivoluzioni in Ucraina, Georgia e Kirghisia sarebbero ugualmente avvenute", ha dichiarato il senatore americano John McCaine, direttore dell'Istituto repubblicano internazionale.
    Da parte sua, Mike Stone, direttore dell'associazione "Freedom House" che ha pubblicato in Kirghisia il famoso libro intitolato "Dalla rivoluzione alla democrazia", ha dichiarato: "Ci siamo appassionati troppo di queste storie sulle rivoluzioni di velluto o arancioni. A me personalmente serve la "rivoluzione verde", la rivoluzione del dollaro. Tirate fuori i soldi e vi stamperemo tutto cio' che vorrete!".
    Gli autori del documentario "Rivoluzione.com. USA. Alla conquista dell'est", si astengono dal pronunciare il nome del prossimo stato dell'area postsovietica che diverra' sede di tali "esperimenti colorati". Secondo loro, la stessa sorte tocchera' a quasi tutte le ex repubbliche dell'Unione Sovietica.

    pagine: 4/4

  9. #9
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    Quasi 2/3 dei russi a favore del terzo mandato presidenziale di Putin
    pagina principale / Russia
    04/18/2007 097 FONTE: Pravda.ru

    A giudicare dai sondaggi d'opinione che vengono periodicamente effettuati in Russia, e' in continuo aumento l'indice di popolarita' del presidente Vladimir Putin.
    L'ultimo, condotto in questi giorni dal Centro nazionale di studi di opinioni sociali (VIZOM) in 46 delle 89 regioni russe, ha stabilito che il 69% dei cittadini russi interpellati si e' dichiarato a favore di un eventuale modifica alla Costituzione che permetta all'attuale presidente di candidarsi per il terzo mandato consecutivo.
    Da notare che la percentuale di interpellati a sfavore di tale iniziativa, nel corso dell'ultimo anno e' scesa dal 28% al 23%. Inoltre, il 65% si e' altresi' dichiarato a favore della proposta di prolungare l'attuale mandato presidenziale di Putin da 5 a 7 anni.

  10. #10
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    Come si dice "L'Altra Russia" in americano?
    pagina principale / Russia
    19.04.2007 FONTE: Pravda.ru


    PAGINE: 1/6

    I tre smaliziati strateghi politici, leader de "L'Altra Russia", radunano in strada per l'ennesima volta schiere di neonazisti dalla crapa rasata a zero. Sta per partire la cosiddetta "Marcia degli sconcordi", o "scontenti", fate un po' voi. Cordoni di OMON dappertutto. E allora sorge spontanea la domanda: perche' cosi' tanto rigore nei confronti di quest'adunata?
    "Bush, salva la democrazia in Russia", recita il cartellone esposto da questa simpatica biondina .
    Ed effettivamente a chi possono incutere timore il pizzetto caprino del leader dei neonazisti Limonov o le paffute guance dell'ex primo ministro Kasianov? E forse solamente l'anormale luccichio negli occhi dell'ex campione del mondo di scacchi Kasparov e' in grado di provocare qualche dubbio a proposito. Ma, tenendo presente che tutta la propria energia i tre la sfogano nei confronti del povero microfono, pare che non ci sia proprio niente da preoccuparsi.
    Ma questa e' solo un'impressione di primo acchito, dal momento che sarebbe assai ingenuo pensare che questi tre sono inadeguati, che non sanno cosa fanno, che si nutrono di illusioni destinate a non realizzarsi e che ricorrono all'estremismo dal momento che non dispongono di altre alternative. Sciocchezze. Chi dei tre e' inadeguato? Forse Mihail Kasianov, burocrate dall'esperienza pluridecennale che in Russia si e' guadagnato una serie di soprannomi, il piu' simpatico dei quali "Il signor 2%", che la dicono lunga sul suo amore nei confronti delle bustarelle? Forse Eduard Limonov, scrittore dilettante, trasformatosi da propagandista della pederastia a leader di un'organizzazione clandestina di sbandati? O forse Garry Kasparov, l'ex re della scacchiera mondiale, che gia' ai tempi dell'illimitato potere del Politburo del comitato centrale del partito comunista sovietico si arricchi' di una personale esperienza basata sulla perfidia, malvagita' ed intrighi .

 

 
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