la giornata di ieri ci insegna che c'e' sempre da aspettare...
l'italia ieri ha perso l'occasione di ospitare gli europei nel 2012, li ospitera' un'altra volta, c'e' da aspettare...
la juve basava su questa assegnazione un progetto di 120 milioni di euro per il nuovo stadio, probabilmente dovra' aspettare un po' per portare in porto un progetto di grandezza simile...
l'inter ieri poteva festeggiare il suo scudetto preso sul campo, dovra' aspettare...
Perche' faccio questa riflessione?
Perche' io non faccio eccezione...
Sono giorni che aspetto che mi ufficializzino una ricertificazione (questi sono tremendi cambiano regolamento di continuo e non sai mai se hai fatto quello che serviva o devi fare dell'altro, cosi' mi tocca aspettare che si degnino di vagliare la cosa).
Ieri sera vedevo il film "the prestige" col mio pc. Era su un HD esterno, proprio negli ultimissimi minuti sposto il pc che tira l'hd che cade per terra (non un gran volo ma sufficiente per fare sbalestrare le testine). Hard disk andato e tutto il suo contenuto... per sapere il finale del film mi sa che dovro' aspettare (le recensioni su internet non sono molto chiare e il finale e' piuttosto ingarbugliato credo di aver letto almeno 4-5 interpretazioni diverse non si capisce nemmeno se alla fine muoiono entrambi i protagonisti uno solo o nessuno, parlo del 100 clone di Jackman e del gemello di Bale, che nemmeno si capisce se fosse quello normale o quello cattivo che aveva fatto il nodo alla moglie di Jackman uccidendola)...
forse il contenuto dell'HD si puo' pure recuperare, anche se e' difficile, un vero peccato 250GB, ma anche qui per avere una risposta definitiva dovro' aspettare...
A volte penso che passiamo una gran parte del nostro tempo ad aspettare risposte, verdetti, cose, persone. No, non sto parlando si aspettare "Godot", sto parlando di tutte quelle cose quotidiane che ci costringono ad aspettare, a volte ci vuole una gran pazienza. Molte delle tecnologie a pensarci bene non hanno fatto altro che ridurre i tempi di attesa per fare le stesse cose senza dover aspettare tanto tempo (magari anni fa per la stessa cosa ci voleva una vita), e tuttavia le attese continuano a riempire le nostre giornate... in realta' facciamo solo piu' cose nello stesso tempo, cioe' anziche' una sola grande attesa tante piccole microattese, quasi come se ci dovessimo sorbire quella dose quotidiana. E' una provocazione ma nemmeno tanto, e' forse l'immagine speculare dell'attivita' frenetica, e mentre quest'ultima cresce sempre di piu' col passare degli anni, l'altra tutto sommato, anche se spezzettata da mille attivita' resta pressocche' costante...




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