....sacrifici umani
Al direttore - Guardate l’orrida liturgia degli assassini di Malatya: i cristiani incaprettati, le teste rivolte alla Mecca, le gole squarciate. L’aspirazione dei carnefici alla propria stessa morte; la delusione per essere sopravvissuti all’olocausto delle proprie vittime.
Non è un delirio. Non è solo un delirio di morte. Non è solo strage:
è un sacrificio umano.
Riguardate le immagini dello strazio del povero interprete di Mastrogiacomo, prima la lettura del Corano, poi la fatwa, poi lo stesso identico gesto dello sgozzamento del montone della festa del mese del pellegrinaggio alla Mecca.
Alla millesima immagine, al millesimo sgozzamento, dobbiamo prenderne atto: questo islam ripropone nella modernità il sacrificio umano.
Nell’arco di un trentennio, lo scisma khomeinista basato sul martirio, sull’obbiettivo della propria morte in jihad, precetto concreto, materiale, che tutti i fedeli devono perseguire, si è evoluto, ha fatto un passo avanti.
Il racconto abramitico, nella modernità, ha dimostrato tutta la sua fragilità nella versione musulmana. Non si è consolidato nella celebrazione del patto tra Dio e ogni singolo fedele, un contratto alla pari, dell’ebraismo, non ha compreso quella formidabile intuizione del rapporto singolo, personale, tra l’uomo, ogni uomo e Allah, non la indistinta umma, la impersonale comunità.
Non ha incluso il dialogo quotidiano con Dio dell’ebraismo.
All’opposto ha allontanato Allah nell’inconoscibile e irrazionale.
Tantomeno ha saputo ascoltare nella voce dell’angelo che blocca il coltello già prossimo alla gola di Isacco, la cristiana scelta di difesa della vita, sempre e comunque, della vita del singolo, di ogni persona.
Passati 1300 anni dalla predicazione maomettana, il rito abramitico viene oggi letto dai jihadisti dell’islam al suo opposto: il sacrificio di Isacco va compiuto, sino in fondo. (...)
Non più simbolo, non più elaborazione, ma rito materiale, di massa.
Ritorna coi coltelli a sgozzare iugulari, con kamikaze che maciullano a centinaia, a migliaia i corpi di musulmani muratori e massaie.
Sacrifici umani di musulmani “apostati”, di cristiani, di ebrei secondo i dettami dell’uccisione dei 650 ebrei banu Quraizah decretata da Maometto in persona nel 627 dopo Cristo.
Abbiamo di fronte uno scisma dell’islam che ci ripropone il sacrificio umano. Un nuovo olocausto.
Il capovolgimento del patto di Abramo.
E fa proseliti.
Carlo Panella su il Foglio del 20 Aprile
saluti




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