Nessuno nega la dignità e l'antichità della cultura egizia e caldea (e del Vicino Oriente tutto) l'idea campanilistica di matrice semitica (a cui purtroppo, a mio avviso per un certo "orgoglio nazionalistico", forse hanno aderito alcuni Maestri) secondo la quale la Sapienza come la Civiltà siano derivate necessariamente in blocco dal Vicino Oriente a chi in teoria ne sarebbe stato sprovvisto e ne ha ricevuto il riflesso fa il paio con l'ellenocentrismo di Età Classica ed Ellenistica; inoltre ribadisco il fatto che il fascino dell'Oriente sempre più forte nell'Età Tardo-Antica ha finito per convincere di questo topos persino alcuni filosofi tra virgolette "occidentali" e che fosse diventato un tema di moda nel clima culturale tardo-imperiale mi sembra difficilmente confutabile.
Sono sempre stato scettico riguardo a chi parla di "punti di irraggiamento unici" riguardo a cultura, religione etc. penso invece, credo in maniera veritiera, che la Sapienza e la vera Religio si siano impiantate e sviluppate contemporaneamente in più luoghi autonomamente, questo non toglie che ci possano essere state reciproche influenze tra culture vicine, e che un Platone od altri filosofi possano aver intrapreso viaggi di apprendimento in terre straniere, ciò non mi reca nessuno scandalo. A meno che non si voglia negare l'origine divina della Sapienza Iperborea tutta in favore di lidi più "esotici".
Non sono affatto ellenocentrico nè anti-semita, vorrei solo reclamare la dignità e la specificità e il ruolo basilare avuto dal Logos greco, che se ha ricevuto influenze nè ha anche pesantemente date, e l'idea del Ex Oriente Lux così intesa mi sembra un'esagerazione; ma potrei benissimo ribaltare la questione e dire che la Lux proveniente dall'Oriente è quella proveniente dall'India, sempre di matrice iperborea (e dravidica), che le influenze provenienti dalla Valle dell'Indo giunsero ai sumeri (che non erano semiti) in epoche remote, e così al Vicino Oriente tutto. Ammonio si pensa appunto che fosse indiano. Ma non è affatto una contrapposizione iperborei-semiti, contesto solo questa leggenda della Sapienza proveniente esclusivamente dal Vicino Oriente, e l'idea moderna di matrice ebraico-cristiana della Civiltà nata nel Vicino Oriente e poi "esportata" all'Orbe. I movimenti ideologici e nazionalistici della Siria e dell'Egitto che poi portarono alla nascita delle "letterature nazionali" di matrice cristiana, e poi le contrapposizioni "eretiche" tra queste "provincie" ed il centro Costantinopolitano in Età Bizantina (contrapposizioni che tra parentesi favorirono la vittoria islamica in quelle regioni) non sono altro che il manifestarsi tardivo del sotterraneo rifiuto delle popolazioni provinciali orientali maturato verso il dominio la cultura greco-romana, possiamo dire semplificando che il cristianesimo fu la vittoria delle masse plebee vicino orientali e la vittoria di una certa mentalità monoteistica maturata in ambiente semitico, tutto questo contro il mondo dominante greco-romano.
Ma a parte questa digressione non possiamo attribuire questi sentimenti ai Maestri Neoplatonici, Malchus cambiò il suo nome in Porphyrios, e da quello che sò pur giustamente non vergognandosi di essere fenicio di Tiro (perchè poi avrebbe dovuto?) fu un fiero sostenitore della cultura greco-romana, e fu fiero di essere elleno per formazione e spirito. Non conosco Giamblico quanto te, ma l'essere fiero di essere un nobile siriaco, non credo fosse visto come una contrapposizione, come se Elagabalo e la sua famiglia non si considerassero pienamente romani, o i Severi, o persino la siriaca Zenobia di Palmyra, pur essendosi ribellata a Roma lo fece nel segno della romanitas. Questi discorsi ci porterebbero troppo in là, spero tu capisca lo spirito di ciò che ho scritto. E con questo penso di aver risposto anche al quote sottostante:
Ma nemmeno il contrario, non sapendo molto di lui su questo, sospendiamo il giudizio. Si stà parlando poi di "grecità" di spirito non tanto di sangue.
Già risposto su questo negli interventi sopra, poco importa l'origine familiare di Porfirio, Damascio, o Ammonio, contesto il presunto rifiuto della "grecità" da te ipotizzato, anche se non in maniera radicale, su Porfirio sicuramente ma credo anche per Damascio. La cosa tra l'altro sarebbe grottesca i difensori ultimi del mondo classico che lo rifiutano? Non penso che il credere, da parte di alcuni, riguardo alla superiore Sapienza proveniente dall'Oriente, li abbia portati a rifiutare la "grecità", la cultura e la religione greco-romana, nonostante alcune affermazioni un pò forti che se ho capito caratterizzano soprattutto il divino Giamblico.
Io non l'ho applicato infatti, pensavo condividessi in pieno certi giudizi radicali.
Al momento esimio Dadoukos meglio non mettere troppa carne al fuoco, ne riparleremo, ho voluto rispondere solamente per specificare meglio alcune cose, ma se anche su questo tema abbiamo visioni diverse (ho usato il se, perchè non ho inteso pienamente quanto tu aderisca alla teoria della Ex Oriente Lux) meglio riparlarne più avanti, magari su un topic aperto da te, per specificare compiutamente il tuo pensiero in materia.
Con affettuosa (pur virtuale) amicizia, Antiokos.
Che Athena-Sophia ed Hermes-Thot ti siano propizi!
- (io quando mi riferisco ad Hermes lo faccio anche come Hermes-Asklepios, con una interpraetatio a mio avviso giusta, che ha delle basi, ma di cui non mi sembra nè il momento nè il luogo per parlarne, anche se altri potrebbero parlare di Apollon-Asklepios) -
Pax Deorum



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