Pagina 3 di 5 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 41

Discussione: AllonSarkó!

  1. #21
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da tucidide Visualizza Messaggio
    wILLY,
    aLLEZ è UN PLURALE MENTRE rOYAL è UN SINGOLARE:BISOGNA CHE CONCORDINO: direi Royal vas-y
    fidati che va bene anche al singolare
    intendo dire forza royal
    forza italia in francese può essere resa con allez l'italie

  2. #22
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La sinistra in crisi anche in Francia

    Parigi - Ce l’ha messa tutta, Ségolène, cortese e a tratti ammiccante, ma le buone maniere non sono bastate a sedurre François Bayrou, che dopo due ore di dibattito, trasmesso via internet dall’emittente Bfm-tv, ha ribadito che non darà indicazioni di voto al ballottaggio di domenica prossima.
    Insomma, né con Ségo né con Sarko.
    Bayrou corre da solo e corre bene: è apparso molto più preparato, molto più autorevole, molto più naturale di fronte alle telecamere rispetto alla candidata socialista.
    Certo non può ambire all’Eliseo, ma, dimostrandosi eccellente stratega, è riuscito a far parlare di sé come mai accaduto prima d’ora a un candidato escluso dalla finale.
    Il suo obiettivo? Accreditarsi come leader di un terzo polo alternativo alla destra e alla sinistra. Ieri ha compiuto un passo avanti approfittando del traino gentilmente offerto da una Royal tanto ansiosa quanto sprovveduta.
    Povera Ségolène: in cuor suo sperava che Bayrou potesse rompere gli indugi schierandosi al suo fianco o perlomeno che il dibattito potesse dimostrare un’unità d’intenti tale da convincere gli elettori centristi ancora indecisi a votare per lei.
    Non ha centrato né un obiettivo né l’altro.
    E questo spiega la compiaciuta ironia con cui Sarkozy ha commentato l’evento di ieri, che si è svolto a due passi da Place Vendôme, in un albergo lussuosissimo, poco in sintonia con il profilo di due politici progressisti, che si dicono vicini al popolo e ai poveri.
    Una sede meno sfarzosa sarebbe stata più opportuna.
    Sarko non si è lasciato scappare l’occasione: «Loro erano lì in un grande hotel, tra una boutique e l’altra, organizzando piccoli intrallazzi, mentre io ero a Valenciennes, nel nord della Francia, in mezzo alla gente comune», è sbottato.
    Poi se l’è presa con Bayrou («un pessimo perdente»), ma ha snobbato Ségolène, che si è dimostrata un’oratrice mediocre, prevedibile, a tratti persino noiosa e dunque poco temibile in previsione del duello presidenziale in programma mercoledì.
    Ieri la Royal ha parlato otto minuti più del leader centrista, ma questo non è bastato a renderla persuasiva.
    Anzi, in un paio di occasioni ha dovuto incassare gli sberleffi del candidato centrista, che si è chiesto se aveva davanti la Ségolène 1, contraria alle 35 ore, o la Ségolène 2, favorevole.
    E quando lei gli ha forzato la mano affermando che Bayrou appoggiava con convinzione il suo patto presidenziale, lui l’ha stoppata subito:
    «Se tutti i suoi sostenitori sono come me allora è messa male…».

    Battute a parte, su qualche punto si sono trovati d’accordo; ad esempio sulla necessità di varare riforme istituzionali, che prevedano più poteri al Parlamento, e di indire un nuovo referendum sull’Europa.
    I punti di attrito sono stati numerosi, in particolare sulla politica economica della Royal. Bayrou ritiene «assurda e demagogica» la proposta di un salario minimo europeo e attacca la visione statalista di Ségolène: «Non può continuare a far credere ai cittadini che lo Stato può risolvere qualunque problema. Non ci sono più soldi in cassa e bisogna per forza cambiare». Lei ha difeso l’aumento del 5% delle pensioni minime, ma il leader dell’Udf le ha dimostrato che misure di questo tipo non servono a nulla.
    «Mia madre riceve 640 euro al mese - ha affermato -, 32 euro di aumento non risolverebbero nulla».
    I due si sono lasciati con una stretta di mano; Ségo ha mascherato il disappunto sfoggiando un sorriso di circostanza, lui sembrava raggiante. Pensa al futuro, Bayrou; un futuro da leader dell’opposizione.

    M. Foa

  3. #23
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Ribellione in Francia

    Parigi. La notizia non era ancora arrivata agli amici di “Commentaire”, la rivista dei conservatori liberali, divisi tra bayrouisti e sarkozysti, riuniti a colazione nel solito bistro della Rive Gauche con un record stagionale: 32 convitati, strapuntini aggiunti anche all’interno del tavolo a U, un clima surriscaldato da trattoria romana.
    Dopo 48 ore di annunci e smentite, intimidazioni e minacce, la tragicommedia del contraddittorio Bayrou-Royal è finita nel nulla. Il dibattito si terrà oggi alle 11, trasmesso dalla tv via cavo Bfm, e per radio da Rmc.
    A nulla è valsa, dunque, la denuncia di Jacques Lang contro ” l’intollerabile l’attentato alla libertà di informazione”.
    Inutile l’attacco di François Bayrou, che intervistato da Rtl ieri mattina ha detto di avere “non la prova, ma la certezza dei tentativi di Sarkozy di mettere l’informazione sotto chiave”.
    Sarko, vincitore del primo turno, ha replicato gelido:
    “Dev’essere proprio amareggiato Bayrou per insultare i giornalisti accusandoli di prendere ordini”.
    Più tardi, il suo braccio destro Claude Guéant ha preso di mira “le affermazioni oltraggiose e menzognere”, e Sarkozy gli ha dato manforte evocando “i processi di Mosca”.
    Alla fine, però, il presidente del Consiglio superiore dell’audiovisivo Michel Boyon, ha chiarito tutto. Niente pressioni, men che meno censura, su Canal+. Massima libertà per le singole reti di organizzare dibattiti, a condizione di garantire ai candidati in lizza la possibilità di compensare i tempi concessi all’avversario.
    Alla colazione di Commentaire, però, non ne sapevano nulla. E parlavano soltanto di Bayrou, della sua deriva gauchiste, inaspettata e per molti autodistruttiva, della sua abilità di occupare la scena dopo aver perso il primo turno, della sua “folle ambizione schizofrenica” di non dire per chi votare e contemporaneamente affermare che la democrazia è in pericolo, minacciata dai metodi intimidatori del brutale Sarkozy.
    Intanto cominciavano a circolare i bigliettini per il microsondaggio. Chi vincerà dei due, Sarko o Ségo?
    E alle legislative chi otterrà la maggioranza assoluta? Ump, Ps o nessuno dei due?
    Mentre ognuno dei 32 compilava, Alain Besançon, in chiave come sempre apotropaica, dava Ségo vincitrice al 51 per cento, ma senza maggioranza in Parlamento. Idem Ayyam Sureau, che invece prevedeva Sarko vincente al 50,3, e riferiva le ultimissime indiscrezioni sulla presunta lite di domenica sera con Cécilia.
    Jean Claude Casanova commentava i risultati del primo turno. Il 18,5 per cento a Bayrou è un po’ meno della costante che assegna opinioni di centro al 20-25 per cento dei francesi.
    Sarkozy è riuscito a ridurre il voto dell’estrema destra, con 10 punti in più rispetto a Chirac.
    Ma anche Ségo è riuscita a ridurre l’estrema sinistra, facendola spostare al centro. Resta da vedere se Bretagna, regioni dell’ovest e Pirenei, bacino tradizionale del voto democristiano radicato a destra, seguiranno ora le indicazioni del capo, che tende ormai a sinistra, o se faranno di testa loro.
    “Credevamo si sarebbe buttato a destra”
    E’ vero che c’è un nuovo elettorato Udf, deciso a contrastare la strategia egemonica dell’Ump, spiegava Casanova, citando con soddisfazione quel prete bretone che ha dichiarato “nessun cattolico può votare Sarko, nemmeno se è di destra” ma nessuno può dire come andrà a finire. “Noi tutti ci aspettavamo che Bayrou andasse a destra, e invece...” ha detto Besançon, lanciando la palla a Jean Pierre Bourlanges che si è messo subito a parlare della “forte ribellione”contro la strategia del capo. La critica, ha spiegato l’eurodeputato – che oggi dovrebbe annunciare sul Figaro il proprio voto per Sarkozy - habitué di Commentaire, in Bayrou non è effetto dello schieramento a sinistra, ma dell’arbitrato tra Prodi e Berlusconi in seno al Ppe.
    Sul piano dei contenuti, Bayrou non è a destra della sinistra; è un conservatore convinto che in Francia le riforme riescono soltanto senza colpi di clacson.
    Sul piano della strategia, ha detto Bourlanges, suo oppositore, è una formula Uno che corre dietro a una chimera.
    E se mercoledì nella conferenza stampa coi 400 giornalisti della stampa estera ha mostrato un talento superiore ai due finalisti, un’oratoria degna di Mitterrand, nessuno può negare che è parso totalmente posseduto dalla sindrome del Tempio solare, ha concluso Bourlanges.
    Un piccolo dubbio è corso lungo la tavola, finché un medievista del Collège de France non ha spiegato che l’allusione era a una famosa setta in cui membri s’erano tutti suicidati...
    Alla fine, il verdetto dei commensali è stato unanime: vince Sarko per 27 a 5, col 51,3 per cento, e il Partito democratico per 22 su 32.

    Il Foglio del 28 aprile

    saluti

  4. #24
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Anche i "nostri" radicali.....

    ....litigano

    Pannella aveva detto ‘viva Ségolène Royal’ e io avevo ‘solo’ detto che i conti non mi tornavano, né da ‘francese’, per così dire, né da italiano, né da radicale, cioè da pannelliano…
    Purtroppo c’è dell’inedito in quanto ha detto Marco: nessuno, tra i tantissimi che a Parigi odiano Sarkozy, ha mai pensato di evocare il fascismo, con André Glucksmann e Simone Veil utili idioti di colui che gioca col fuoco.
    Siete all’ascolto di Radio radicale, organo della Lista Marco Pannella.
    Anzi non proprio, perché le parole insolitamente critiche (tra radicali) all’indirizzo del leader erano ieri sul sito di Notizie radicali. In attesa di andare in onda questa mattina, nella consueta rubrica sulla politica francese curata dallo specialista Enrico Rufi, giornalista e militante di antica data.
    Senonché, già le parole di un commento mandato in onda una settimana fa avevano fatto arrabbiare non poco il vecchio leader.
    “Lo so, la colpa è probabilmente di Capezzone – dice Rufi – se Daniele non avesse scelto Sarkozy, forse Marco avrebbe guardato con indulgenza al lupo Sarkozy”.
    Riecco il conflitto generazionale, lo scontro personalistico tra Marco e Daniele evocato stavolta addirittura ai microfoni dell’emittente di partito come chiave interpretativa del perché Pannella abbia deciso – secondo Rufi, ma anche secondo Capezzone, in completa distonia con la visione e la storia radicale – la rappresentante del “continuismo”, la tutto tranne che liberale e liberista Royal, anziché l’uomo nuovo, l’uomo della “rottura tranquilla”, Nicolas Sarkozy.
    E con Pannella, in buon ordine fino all’idea di suggerire come Rocard (e Rutelli) un accordo tra Bayrou e la Royal, pressoché tutto il partito, da Emma Bonino in giù.
    Scontro duro, tanto da far coniare a Pannella l’inedito appellativo di
    “neosarkozisti”.
    Direttamente evocato, Daniele Capezzone, già protagonista di una rapida stagione neocon, ora si ritrova alla guida di una altrettanto volatile “ala neosarkozista all’interno dell’area radicale”. Ma tiene botta, notando “la stranezza, in bocca a Marco, dell’uso tremendista del prefisso ‘neo’, come a rincarare una colpa”.
    Preferisce glissare sullo scontro personale:
    “E’ una questione politica, la chiave per me è la parola ‘continuismo’. E la Royal lo incarna. Sarkozy invece è la novità, mi sembra un errore politico non sostenerlo”.
    Il direttore di Radio radicale, Massimo Bordin, che in passato con Rufi ha portato avanti anche delle battaglie minoritarie tra i radicali, come quella a favore della legge francese sul velo (la leadership radicale era in sostanza contro), ribadisce che le voci ai microfoni e nel partito sono fortunatamente plurali, ma non nasconde di trovare “alquanto riduttiva” l’idea secondo cui le posizioni di Pannella siano da ricondurre a uno scontro personalistico: “Rufi ha preso la cosa di punta; ma anche lui in realtà ha colto benissimo che la posizione di Marco è dettata da altro. Domenica, nella ‘Conversazione’ con me, ha detto una cosa forte: che tanto Le Pen era falsamente pericoloso, tanto Sarkozy lo è veramente. E che non è poi così facile dipingerlo come il nuovo che avanza”.
    Ha detto anche altro, in verità: l’ha paragonato a Petain e a un giacobino, dato di “utili idioti” a compagni di strada come Glucksmann e Bernard Tapie.
    “Questo dovrebbe far riflettere – dice Rufi – Possibile che la posizione di Tapie, che ha scelto Sarkozy, non faccia riflettere sul fatto che la Francia vera, non quella vista dall’Italia, voglia rompere con ‘l’ideologia francese?’. E chi glielo va a dire, a persone così, che adesso li definiamo utili idioti? Io no di certo”.
    (m.c.) su il Foglio

    saluti

  5. #25
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    sarko è solo un le pen travestito.

  6. #26
    a.k.a. tolomeo
    Data Registrazione
    18 Jul 2005
    Messaggi
    42,306
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Ecco uno con le palle.

    M. Sarkozy passera outre l'opposition des syndicats et appliquera son programme social

    Avant même le départ des cortèges syndicaux du 1er Mai, Nicolas Sarkozy a répondu à ceux qui seraient tentés de faire de la lutte contre son programme social le principal mot d'ordre des défilés. Invité mardi matin 1er mai sur France 2, le candidat de l'UMP a réaffirmé qu'il mettrait en oeuvre, s'il est élu, les réformes sociales de son programme, estimant que "[U]le calendrier de la démocratie politique ne peut pas être bafoué par le calendrier syndical".[/U]



    "Le dialogue social, j'y crois. Mais simplement les élections ça sert à quelque chose. Ce ne sont pas les manifestants qui font le programme électoral des candidats", a déclaré Nicolas Sarkozy. Le candidat a souligné qu'il "appliquerait scrupuleusement" son programme, notamment sur le service minimum dans les transports ou les régimes spéciaux de retraites.

    "Je le ferai dans la concertation avec les forces syndicales, mais que les choses soient claires : Je ne suis pas le candidat de l'immobilisme, je ne suis pas le candidat du conservatisme. La France a besoin de changer, la France a besoin de réformes, la France a besoin de pouvoir d'achat, de plein emploi", a-t-il dit.
    http://www.lemonde.fr/web/article/0,...-903771,0.html
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  7. #27
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Jean-Marie Le Pen appelle à une abstention "massive' au 2e tour
    01.05.07 | 12h41


    Consultez les dossiers, l'analyse approfondie des grands sujets d'actualité.
    Abonnez-vous au Monde.fr : 6€ par mois + 30 jours offerts



    ARIS (Reuters) - Jean-Marie Le Pen appelle à une abstention "massive" au second tour de la présidentielle, refusant ainsi de prendre parti entre Nicolas Sarkozy et Ségolène Royal.

    "J'invite les électeurs qui m'ont fait confiance à n'accorder leurs suffrages ni à Mme Royal ni à M. Sarkozy, et à s'abstenir massivement, se réservant pour le premier tour des élections législatives les 10 et 17 juin prochains", a déclaré le président du Front national lors d'un discours à Paris.



    Il a ajouté qu'il serait "illusoire et dangereux de voter pour la candidate socialiste pour se venger du hold-up réalisé sur notre programme par Nicolas Sarkozy".

    De même, il serait "insensé d'apporter nos suffrages à un candidat qui continue de nous considérer comme des extrémistes et de refuser de permettre par la proportionnelle à nos millions d'électeurs d'être représentés à l'Assemblée nationale", a-t-il dit.

    Jean-Marie Le Pen a terminé quatrième du premier tour de la présidentielle avec 10,5% des suffrages, une baisse de plus de six points par rapport à son score de 2002, qui lui avait permis d'accéder au second tour.

  8. #28
    a.k.a. tolomeo
    Data Registrazione
    18 Jul 2005
    Messaggi
    42,306
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ma tu, willy, non eri un "riformista" ?
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  9. #29
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    ma tu, willy, non eri un "riformista" ?
    e quindi dovrei votare sarko per questo?
    io sono uno di sinistra moderata che di fronte al blobbone del pd rischia di votare più a sinistra.

  10. #30
    a.k.a. tolomeo
    Data Registrazione
    18 Jul 2005
    Messaggi
    42,306
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da willy Visualizza Messaggio
    e quindi dovrei votare sarko per questo?
    io sono uno di sinistra moderata che di fronte al blobbone del pd rischia di votare più a sinistra.
    accidenti.
    sempre più conservatore e refrattario ma... di sinistra.
    ora, non ti pare una presa di posizione del tipo mi taglio le palle ecc. ?
    se uno vuole davvero le riforme, appoggerebbe chiunque avesse le palle per farle.
    intanto, proprio per colpa dei tuoi amici di sinistra refrattari alle riforme, non per colpa dei "reazionari" di destra, i riformisti di sinistra Rossi, Giavazzi ecc. sono stati messi alla gogna.
    in Italia.
    In Francia, persino gli intellos icone della sinistra hanno capito che è meglio confidare in Sarkozy che nell'immobilismo privo di idee della gauche.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

 

 
Pagina 3 di 5 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito