
Originariamente Scritto da
Lev Davidovic
E' esattamente così, compagno: se io sono favorevole al centralismo democratico (e non a quello burocratico che pratica, pur respingendolo a parole, la maggioranza) come forma organizzativa principale di un partito comunista, non posso non stigmatizzare il comportamento del compagno Turigliatto, che tra l'altro non ha spostato in avanti di un millimetro i rapporti di forza a favore del fronte contro la guerra afgana.
Per questo non abbiamo potuto fare altro che astenerci sul deferimento al CdG e lì, solo lì, votare contro l'espulsione, che non è prevista nemmeno dallo statuto.
Spero che i compagni di SC abbandonino qulasiasi proposito avventurista e si dispongano a ragionare con le altre minoranze sulla possibilità di raccogliere al prossimo congresso il dissenso che già oggi serpeggia nel partito attorno ad un documento che salvi le differenze di area ma valorizzi i punti di contatto, un documento comunista contro uno riformista per l'appunto.
Penso che la priorità del momento sia evitare l'emorragia di militanti (magari dei più cosicenti e motivati) e lasciare il partito totalmente in balia di un gruppo dirigente ormai votato a governare l'esistente più che a guidare il conflitto sociale.
Se è vero -ed è vero!- che sono le condizioni materiali a cambiare la coscienza, un grupppo dirigente che, da movimentista radicale qual era, ha cominciato ad assaporare il gusto delle istituzioni, assume anche una diversa prospettiva da cui guardare alla realtà e alla politica; sarebbe bene non fargli mancare porpio in questo momento di ebbrezza il fiato degli iscritti sul collo; sarebbe bene che si trovasse davanti un'opposizione interna seria e non alla Ferrando, per intenderci...sarebbe bene darci tutti da fare!