
Originariamente Scritto da
Gaio Mario
Una discussione come questa meriterebbe di proseguire...ma forse qui occupiamo uno spazio ad altro dibattito destinato.
Mi sembra tuttavia che da parte Tua emerga una certa predisposizione per il pensiero "liberale", quello autentico, giacchè richiami Constant...Guarda che non è una critica...
Il Terrrore è stato fatto storico che ha consentito alla rivoluzione di compiere proprio quel moto "rivoluzionario": cioè ruotare su sè stessa per tornare al punto di partenza.
Robespierre, paradossalmente e nonostante le critiche dei moderati, dei reazionari e degli "intriganti" di ogni tempo, che l'hanno relegato nel posto della storia destinato nel XX secolo agli Hitler, ed in parte agli Stalin o ai Mussolini, fu un "sacerdote politico", il quale tuttavia, non si limitava a contemplare, ma era formidabile nel pronunciare discorsi all'Assemblea ed a gestire la corrispondenza con i Club.
Il Terrore fine a sè stesso? Non penso. I termidoriani furono tutti terroristi: solo che quando il Terrore iniziò a fare traballare loro, cioè una parte buona del Comitato di salute pubblica e quasi tutto il Comitato di sicurezza generale, si diedero da fare per eliminare Robespierre.
Robespierre viene accusato, dopo alcune convulse giornate e dopo il suo famoso discorso all'Assemblea nazionale: ma era tempo che se ne stava distante dal Comitato e da Parigi. Nel suo discorso mi pare accusi apertamente che i peggiori terroristi, i responsabili delle esecuzioni sfrenate, sono quelli che ora intrigano contro di lui. Famosa la sua frase: "Sono rimasto con un ragazzo (San Just) ed un paralitico (non mi ricordo)" gli unici due membri del Comitato che gli resteranno vicini.
Il Terrore è ciò che consente alla rivoluzione di essere tale.
Purtroppo, la mancanza di un Terrore "fascista", venne pagata duramente dal fascismo e non risparmiò certo il terrore antifascista dell'aprile 1945.
Robespierre fu uno degli ultimi politici moderni a non essere mai incastrato in storie di denaro: viveva in un piccolo appartamento, era potentissimo. Era un puro, sicuramente pericoloso, ma pur sempre un puro.
La Vandea venne comunque repressa infine dai termidoriani, da Barras e, non ultimo nel periodo in cui Napoleone iniziò a comandare.
Neppure Bonaparte ebbe pietà per la Vandea.
Non era concepibile che della gente non si presentasse alla leva di massa.
Ti invito comunque, se non l'hai fatto, a ricercare qualche buon testo su Robespierre e ad approfondirne la figura.